Serrara Fontana, convocazione del Consiglio Comunale. Si richiede legge per disciplinare le certificazioni di agibilità
| Pubblicato da Redazione |Vicente Schiano Lunedì 31.10.2011 ore 18.00 convocazione del Consiglio Comunale di Serrara Fontana con un solo punto all’odg richiesta alla Regione Campania di una norma che vada a disciplinare le certificazioni di agibilità, dopo la intervenuta sentenza del Tar Campania che le ha dichiarate illegittime e mettendo in discussione il regolamento comunale. L’argomento era molto sentito per cui in aula erano presenti molti operatori turistici fortemente interessati a trovare una idonea e veloce soluzione alla problematica. La minoranza consiliare era puntualmente compatta presente in aula, ma alle 18,30 il Sindaco Ing. Caruso si presenta in aula accompagnato dalla segretaria comunale annunciando che la seduta non poteva avere inizio per la mancanza di alcuni consiglieri impediti a partecipare. La minoranza faceva subito presente che avrebbero garantito il numero legale e votato a favore per cui la seduta ha potuto avere inizio. La minoranza ha rappresentato che era ben accetta una norma tampone ma l’Amministrazione doveva porsi obiettivi strategici e non solo tattici. Chiedeva inutilmente all’Amministrazione di mettere ai voti, un documento interessante, che gli era stato consigliato da autorevoli tecnici della materia, vicini al loro gruppo, per risolvere o quanto meno affrontare il problema della casa e degli immobili produttivi sull’isola d’Ischia. Il Sindaco subito lo scartava chiarendo che il documento confliggeva con la strada che l’Amministrazione stava perseguendo. Ad ogni buon fine lo alleghiamo per darne conoscenza ai cittadini ed agli esperti del settore. Solo il tempo saprà dire se era giusto, senza alcun approfondimento, scartare sul nascere l’interessante documento che il gruppo di minoranza “IL PAESE CHE VORREI con Tilde” aveva messo in campo. Ho sentito il capogruppo di minoranza Tilde Trofa che ci ha dichiarato: “a causa di scelte sbagliate e di incuria nella gestione delle manutenzioni dei servizi più elementari l’Amministrazione ha la responsabilità politica di aver causato danni enormi alle persone, all’immagine del nostro Comune ed alle casse comunali, cause principali della riduzione delle presenze turistiche, del lavoro per le famiglie e per i giovani che, già in una posizione di debolezza, rischiano ancora di più per il loro futuro. Gli effetti di tutto questo non possono che peggiorare nei prossimi anni se non si porrà fine a questo modo di amministrare Serrara Fontana. Il Comune siamo noi, e saremo noi chiamati a pagare queste scelte sbagliate come il disastro finanziario che saremo chiamati a pagare a breve con nuove tasse o tasse più alte come quella dei rifiuti solidi urbani che aumenta di anno in anno.
La proposta, della minoranza relazionata dal Consigliere U. Di Iorio, parte dalla considerazione che il territorio isolano è particolarmente fragile, anche sotto il profilo economico, ed ha una resistenza alle difficoltà molto minore della terraferma. Il discorso vale per Ischia ma anche per l’intero Arcipelago Campano.
E’ necessario pertanto trovare una strada veloce per giungere al risultato, strada che potrebbe essere la seguente:
I contenuti della dichiarazione di notevole interesse pubblico (Vincolo) vengono integrati così come previsto dall’Art. 141-bis – articolo introdotto nel 2008 – in modo da ottenere delle prescrizioni d’uso (norme) molto dettagliate. L’integrazione viene fatta in intesa tra Regione e Ministero, riconoscendo la Regione l’urgenza di operare più in dettaglio e più rapidamente sulle isole, per motivi sociali ed economici.
Per conseguire questo risultato potrebbe essere sicuramente recuperato lo studio Ferrari integrandolo con strumenti di gestione del vincolo maturati nella recente pratica pianificatoria.
I provvedimenti integrativi così presi, ai sensi del Comma 2 dell’Art. 141-bis, “..costituiscono parte integrante del piano paesaggistico e non sono suscettibili di rimozioni o di modifiche nel corso del provvedimento di redazione o revisione del piano medesimo.” Ciò vuol dire che in questo caso le prescrizioni di Ischia (o delle isole) costituirebbero un’anticipazione con valore immediato del Piano Paesaggistico e ne avrebbero gli stessi effetti.
Gli effetti conseguenti sono che le norme relative alle mitigazioni, al restauro paesaggistico dovranno essere recepite per legge dagli strumenti urbanistici vigenti che pertanto si arricchiranno di una serie di prescrizioni, buone pratiche, indicazioni puntuali che dovrebbero assicurare il recupero della maggior parte delle situazioni condonate dovendo l’Ufficio verificare solo la coerenza con le previsioni paesaggistiche di dettaglio ed essendo il parere sella Soprintendenza, per effetto della nuova procedura, non più vincolante (Art. 143 comma 4°- a – b.)
Anche nei casi più difficili di obbligo di demolizione (anche per motivi idrogeologici) norme basate sul credito edilizio potrebbero fornire adeguate condizioni per la demolizione, ripristino paesaggistico e ricostruzione (con premio volumetrico) e in altri luoghi dell’isola.
Poi così conclude:Non perdiamo questa occasione, articoliamo per bene la richiesta alla Regione, dimostrando di avere ben chiare le idee, perché le colpe del fallimento dello studio paesaggistico dell’Arch. Ferrari sono da ricercarsi anche in Regione, andiamo ad indicare un percorso da seguire per definire una problematica complessa che non può ulteriormente essere disattesa e che vada a giustificare nelle more la certificazione di agibilità provvisoria.






























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