Rottamiamo la RAI
| Pubblicato da Redazione |di Paolo De Gregorio – Mai come in questa stagione politico-mediatica la RAI ha dimostrato di essere territorio di conquista dei partiti, con i suoi giornalisti invertebrati pronti ad obbedire alle direttive dei nuovi padroni, e la cui unica deontologia professionale è quella per il proprio stipendio e status sociale.
Le facce di questi servi, pagati dal nostro canone, rispecchiano la faccia del
nostro paese oggi, asservito, ricattato, senza alcuna etica né professionale né
individuale.
Il modello di democrazia e libertà che ci propone il nostro sultanato è ben
rappresentato dalla vicenda Santoro e Dandini, in cui si evidenzia come le
parole siano sideralmente lontane dai fatti, e la libertà consiste nel togliere
la parola ai propri antagonisti.
Nulla dimostra meglio di questi fatti la prepotenza, il voler far tacere le
poche voci critiche, e parlare di “regime” è ormai un dovere.
Da anni insisto che il duopolio monopolistico RAI-MEDIASET va superato, con la semplice norma che nessun operatore mediatico può possedere più di una rete nazionale.
In parole povere significa obbligare sia Rai che Mediaset a vendere ciascuna
due reti, e che la Rai, senza pubblicità, veda azzerata tutta la sua dirigenza
e il suo presidente (con tutti i poteri) sia una persona assolutamente
indipendente da ogni potere politico, economico, religioso, eletto direttamente
dai cittadini che pagano il canone, per una informazione indipendente e al
servizio dei cittadini.
Solo in questo caso si potrebbe parlare di democrazia, con un elemento di
bilanciamento del grande potere della editoria privata che controlla quasi
tutto, dalle riviste ai giornali, ai libri, alle televisioni, fino alla
selezione dei film che ci fanno vedere.
Grillo ieri sera da Santoro ha parlato di abolire i leader, giustissimo, e di
far camminare le idee, le proposte, i programmi concreti che riguardano la
nostra vita e il nostro futuro.
La partita contro i monopoli mediatici è una partita fondamentale per tornare
in democrazia, io ho fatto la mia proposta, democratica, fattibile, con la
possibilità di chiedere lo sciopero del canone fino a quando non ci faranno
votare per il presidente.
Mi piacerebbe vedere una grande discussione e mettere nero su bianco una
proposta definitiva da sottoporre al voto della “rete”, per incominciare a
mettere un tassello di un programma politico con cui andare alle elezioni,
contro TUTTI i vecchi partiti.
Paolo De Gregorio






























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