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Piano casa Campania, Consiglio regionale: “raggiunto grande obiettivo”

| Pubblicato da Redazione |

“Il Piano-casa è una legge di straordinaria importanza per la Campania ed è un grande obiettivo raggiunto dal Consiglio Regionale della Campania, frutto del confronto serio, responsabile e costruttivo tra tutte le forze politiche”. E’ il tema della conferenza stampa sul Piano-casa tenuta, all’indomani della approvazione della legge da parte del Consiglio regionale, nell’ Aula consiliare, dal Presidente della IV Commissione Pasquale Sommese, dai Vice presidente del Consiglio Regionale Gennaro Mucciolo e Salvatore Ronghi, dagli assessori regionali Oberdan Forlenza e Gabriella Cundari, dai rappresentanti dei gruppi consiliari Pietro Ciarlo, Antonio Amato e Mario Sena (Pd), Tonino Scala (Ls), Gennaro Oliviero (Pse), Francesco D’Ercole (rappresentante opposizione), Francesco Brusco (Mpa), Mario Ascierto Della Ratta (PdL).

“Il Piano-casa costituisce un ottimo esempio di housing sociale in Campania”. E’ quanto ha affermato l’Assessore regionale all’Urbanistica Gabriella Cundari intervenendo alla conferenza stampa tenuta in Consiglio regionale. “La problematica della abitazione non ha colore politico – ha sottolineato l’esponente della Giunta-Bassolino – e, con questo piano-casa, non solo è possibile rilanciare l’economia campana, ma si fornisce una possibile risposta al disagio abitativo perché il 30% delle abitazioni che verranno realizzate dovrà essere destinato ad edilizia sociale”. Il Vice Presidente del Consiglio regionale Salvatore Ronghi ha evidenziato “l’ottima azione politica del Consiglio Regionale della Campania che ha approvato una legge che fornisce una risposta, seppur parziale, al disagio abitativo in Campania, ponendosi al di sopra delle singole proposte politiche e compiendo uno sforzo complessivo nell’interesse della comunità campana”. Per il presidente della IV Commissione Pasquale Sommese “il piano-casa è un momento storico per la Campania e per il Consiglio regionale nella sua interezza che è riuscito, attraverso un grande sforzo di confronto politico, ad approvare un a legge rispettosa del territorio e capace di rilanciare l’economia”. “Il senso di responsabilità dell’opposizione è stato determinante per l’approvazione del piano-casa – ha aggiunto il rappresentante del centro destra Franco D’Ercole – perché la nostra coalizione, che si candida alla guida della Regione, ha voluto dimostrare fattivamente la volontà di mettere in campo leggi importanti e utili per il territorio”. “E’ una legge unica in Italia – ha sottolineato il capogruppo del Pd Pietro Ciarlo – perché consente la riqualificazione delle aree urbane degradate anche attraverso la trasformazione edilizia delle attività produttive dismesse e crea possibilità di costruire abitazioni popolari incentivando i costruttori e vincolandoli a tale scopo”. “Non è una legge bipartisan – ha precisato il capogruppo della Sinistra Tonino Scala – ma essa è frutto della battaglia politica del nostro gruppo che, con i suoi 1300 emendamenti, ha indotto tutte le forze politiche ad un confronto serio per approvare una legge rispettosa del territorio e delle esigenze delle famiglie. Certamente, avremmo voluto che si facesse di più e troppi emendamenti sociali non approvati costituiscono delle occasioni perse per rispondere ai problemi dei ceti deboli della Campania”. Il capogruppo del Pse Gennaro Oliviero ha sottolineato che “per il nostro gruppo il piano-casa è stata la priorità e la nostra azione propulsiva, anche nei confronti della maggioranza, è servita a giungere alla approvazione di un piano-casa attento alle problematiche sociali e basato su principi di libertà”. “Con il piano-casa il Consiglio nella sua interezza ha dimostrato grande senso di responsabilità e capacità di sintesi – ha evidenziato il consigliere del MpA Francesco Brusco – a beneficio delle esigenze specifiche del territorio campano”. Il consigliere del Pd Mario Sena si è soffermato “sulle opportunità di trasformazione di edilizia rurale che il piano-casa crea anche attraverso l’impiego dei fondi europei nell’ambito di settori fondamentali come il turismo e l’artigianato”. Infine, il Vice presidente Gennaro Mucciolo ha ringraziato tutte le forze politiche evidenziando che “questo Consiglio regionale giunge a fine legislatura con immutata volontà di approvare leggi importanti per il territorio”.

I lavori del Consiglio regionale della Campania che mercoledì 9 dicembre 2009 hanno generato il provvedimento

Il Consiglio, presieduto dal vice presidente Gennaro Mucciolo, ha esaminato speditamente gli emendamenti ed approvato l’art. 4 (‘bonus’ volumetrico del 35% per gli interventi straordinari di demolizione e ricostruzione) a maggioranza (con il voto contrario del consigliere del MpA Salvatore Ronghi).

Approvazione dell’articolo 4 bis
Nel proseguire l’esame del Piano-casa, il Consiglio ha approvato all’unanimità l’art. 4 bis del Piano-casa che prevede la possibilità che gli incrementi volumetrici del 20% e quelli di demolizione e ricostruzione del 35% possano essere effettuati anche negli immobili, qualificati come prima casa (residenza anagrafica), per i quali sia stata rilasciata la concessione in sanatoria o l’accertamento di conformità, ai sensi del DPR 380/2001 artt. 36 e 37, ovvero per i quali sia stata presentata, nei termini previsti dalla legge, istanza di condono dagli interessati, se vanti diritto, e siano state versate le quote prescritte.

A questo proposito, il consigliere del MpA Salvatore Ronghi ha proposto di approvare l’articolo insieme con l’Ordine del Giorno, promosso insieme con il consigliere Antonio Amato (Pd) e sottoscritto da tutti i Capigruppo, sul cosiddetto ‘abusivismo di necessità’ al fine di chiedere al Governo di fermare gli abbattimenti delle case abusive in Campania e di destinarle al patrimonio immobiliare dei Comuni al fine di assegnarle agli attuali proprietari “per evitare la ‘bomba sociale’ dovuta alla sorte dei proprietari di immobili abusivi che finirebbero in mezzo a una strada”. Il consigliere del PdL Pietro Diodato, presentando un proprio emendamento (firmato anche dal collega di gruppo, Nappi), poi respinto a maggioranza, ha, invece, evidenziato che “non è possibile fare discriminazioni tra i cittadini che hanno costruito in difformità del titolo abilitativo e quelli che hanno costruito abusivamente su immobili qualificati ‘prima casa’ e non prima casa” e, quindi, ha invitato il Consiglio a rivedere la norma proposta dalla Giunta e frutto dell’intesa tra maggioranza e opposizione. “Il collega Diodato ha sollevato un problema importante – ha detto il consigliere Pasquale Marrazzo (PdL) – non solo dal punto di vista della equità sociale, ma anche dei possibili ricorsi di legittimità costituzionale nei confronti della legge, quindi, bisognerebbe trovare una sintesi politica per rispondere a entrambe le esigenze”. Sul tema sono intervenuti anche il presidente della IV commissione Pasquale Sommese (Pd), secondo il quale “il testo sottoposto all’esame del Consiglio è frutto di una profonda mediazione tra maggioranza e opposizione e invito il Consiglio ad approvarlo”, e il consigliere del MpA Salvatore Ronghi secondo il quale “come per l’ordine del giorno per tutelare i cittadini colpiti dai decreti di abbattimento, è possibile riflettere solo su emendamenti basati sul reale abusivismo di necessità e per risolvere i problemi veri di chi è stato costretto a costruire abusivamente e non certamente per andare incontro agli interessi dei ‘professionisti’ dell’abuso”.

Approvazione dell’articolo 5
L’art. 5 riguarda la riqualificazione delle aree urbane degradate, anche attraverso la trasformazione in aree residenziali, mediante cambiamento di destinazione d’uso, delle aree industriali dismesse da almeno cinque anni (come proposto dalla Giunta, mentre il centro destra, con i suoi emendamenti, propone la riduzione a tre). Nel corso dell’esame degli emendamenti, il consigliere del PdL Mario Ascierto Della Ratta ha illustrato al Consiglio alcune delle sue proposte, tra le quali quelle finalizzate alle famiglie e alle giovani coppie nell’ambito delle forze armate affinché possano essere beneficiarie di immobili e alloggi di servizio, nell’ambito degli interventi di riqualificazione delle aree degradate. Il mancato accoglimento di tali proposte, ha provocato l’abbandono dell’Aula per dissenso politico. Il capogruppo del PdL Paolo Romano ha, invece, sottoposto all’Assemblea la questione dell’abusivismo, evidenziando che “in Campania, su 531 Comuni, solo tredici si sono dotati di un piano urbanistico e ciò ha determinato una tale situazione di incertezza da indurre i cittadini a costruire abusivamente. Per questo, credo che il Piano-casa debba fornire gli strumenti per effettuare una sanatoria generale”. Sul tema è intervenuto il consigliere Ugo Carpinelli (Pd), che, respingendo l’ipotesi dell’emendamento-Romano ha spiegato: “le leggi vigenti prevedono gli strumenti per i Comuni per adottare piani di recupero per zone che hanno subito le devastazioni dell’abusivismo; è sufficiente fare ricorso ad essi per risolvere il problema degli abusi”. L’emendamento non è stato accolto dall’Assemblea. Un altro emendamento, proposto dal consigliere Pasquale Marrazzo (PdL), riguarda le zone franche prevedendo la possibilità che, in esse, la p.a. e i privati possano siglare un accordo di programma, in deroga alle norme urbanistiche e dietro corrispettivo degli oneri di urbanizzazione, per realizzare complessi produttivi, purchè garantiscano la continuità produttiva e occupazionale per almeno cinque anni. Un ulteriore emendamento del consigliere Gerardo Rosania (Ls) è, invece, finalizzato a favorire la sostituzione edilizia nelle aree urbane da riqualificare, anche in variante agli strumenti urbanistici vigenti, con l’aumento entro il 50% della volumetria esistente per gli interventi di demolizione e ricostruzione, vincolando la Regione a prevedere fondi per l’edilizia economica e popolare. L’emendamento è stato approvato all’unanimità.

Dopo una lunga sospensione, dovuta ad una riflessione interna alla sinistra e al centro sinistra, il Consiglio ha ripreso l’esame dell’art. 5 del Piano-casa, sciogliendo il nodo politico fondamentale del provvedimento: la riqualificazione delle aree urbane degradate, nelle aree con dimensione di lotto non superiore a 15.000 mq, attraverso interventi di sostituzione edilizia per immobili dismessi, a parità di volumetria esistente, anche con cambiamento di destinazione d’uso, che prevedano la realizzazione di una quota non inferiore al 30% per l ‘edilizia sociale; e attraverso il cambio di destinazione d’uso delle attività produttive dismesse da almeno tre anni. Avviandosi a concludere l’esame del provvedimento, il Consiglio ha approvato anche gli artt. 6 e 7 e quindi (con 35 voti favorevoli di Pd, PdL,MpA,PsE,Npsi,Udeur,Udc, Verdi; sei contrari- Anzalone, Cammardella, Buono, Manzi, Marrazzo N., Rosania; e tre astenuti – Giusto, Nocera, Scala – ) il Piano casa completo.

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