Per Ischia Nuova: La sfida passa attraverso lo sviluppo economico del paese
| Pubblicato da Redazione |Non ci sono solo i problemi delle fioriere ed il colore dei ciclamini …
di Luigi Telese * Un Sindaco dovrebbe collocare al centro della sua azione amministrativa lo sviluppo economico del Paese; dovrebbe preoccuparsi innanzitutto di creare ricchezza e benessere per i concittadini, in una parola dovrebbe programmare il futuro del suo Comune. E dovrebbe ritenere la crescita economica come un reale obiettivo, da perseguire in modo impegnativo anche a livello locale. In questa ottica un’ Amministrazione seria dovrebbe porre attenzione innanzitutto al problema dell’ occupazione, e creare nuove occasioni di lavoro ed occupazione, dando così vita a nuove forme di sviluppo che arrechino slancio ad un Paese oggettivamente in difficoltà: in questi ultimi tempi Ischia sembra intristita, grigia, senza prospettive, con gli imprenditori che appaiono rassegnati a perdere ulteriori quote di mercato turistico anno dopo anno; e per contrastare tale fenomeno negativo pensano solo ad abbassare continuamente i prezzi, creando così miseria e non ricchezza !
In questi ultimi tre anni l’ amministrazione di Ischia ha rinunciato ad essere protagonista ed artefice dei processi di sviluppo del nostro Comune. E questo sebbene ne avesse avuto l’ occasione, grazie ad un forte consenso elettorale, ad un intenso lavoro di riallineamento dei conti pubblici (e delle aziende partecipate) fatto nei primi mesi, e ai tanti (forse – paradossalmente – troppi … ) “contributi” ricevuti a pioggia. Risorse finanziarie con cui si sarebbe non solo potuto “cambiare la faccia del Comune”, ma avviare un meccanismo economico di sviluppo e di occupazione per il Paese, soprattutto per i tanti giovani in cerca di lavoro.
Invece Giosi Ferrandino sembra limitarsi ad interpretare il proprio mandato come una GESTIONE DEI CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA, impiegando tutto il suo tempo (e le risorse finanziarie del Comune) non ad attuare il Programma Amministrativo ma a sedare (dopo averle fomentate …) le “liti dei gruppi di maggioranza” (che si accoppiano e si scoppiano come nella quadriglia, a secondo delle lotte intestine), ad accontentare ora questo ora quel consigliere con nomine, incarichi, prebende a lui ed al suo “comitato elettorale”. Più che un sindaco sembra essere diventato un amministratore di un Condominio (rissoso) che tenta di rabbonire i suoi condomini (cioè i consiglieri di maggioranza), senza interessarsi di quanto avviene fuori del portone del Palazzo condominiale. Infatti l’ attuale sindaco di Ischia si attarda in “operazioni” autoreferenziali, determinate dalla voglia di potere clientelare dei suoi consiglieri ed assessori, e dalla necessità di accontentare le pretese che quotidianamente nascono nella sua maggioranza, per tenere “la barca a galla”; ma tale imbarcazione (che fa acqua da tutte le parti) non ha più alcuna SPINTA DINAMICA, non va nè avanti nè indietro, si limita a galleggiare, sbandando alla deriva giorno dopo giorno: lo stato del Paese, le casse comunali, i conti delle Aziende Partecipate, i servizi sul territorio (in primis la nettezza urbana) peggiorano e la dicono lunga su quanto si sta consumando nell’ amministrazione Ferrandino. D’ altra parte quando potrebbe trovare il tempo per dedicarsi al Paese ed ai suoi problemi se deve “ascoltare” ed “apparare” le continue richieste clientelari dei suoi consiglieri !? Provate a scorrere l’ elenco dei consiglieri di maggioranza e verificate cosa hanno fatto (uno ad uno) in questi tre anni non per se stessi ma per il Paese; quale problematica non dico hanno risolto (sarebbe chiedere troppo) ma hanno solo affrontato !
Al di là di quello che racconta il sindaco di Ischia nei “suoi spazi autogestiti” (ma chi li paga veramente !?), l’ attuale amministrazione non ha un progetto, un’ idea per il futuro, per il nostro turismo ormai unica fonte di reddito per tutti noi: il Paese sembra essersi rassegnato, quasi indifferente, al malgoverno del sindaco giardiniere ed il dibattito civile si limita alla scelta del colore dei ciclamini. Ed i cittadini sembrano accettare passivamente che tutto vada male, peggiori giorno dopo giorno: le scuole stanno cadendo a pezzi, il Tribunale sta chiudendo, le strade sono piene di buche, di fare il depuratore e le fogne nessuno ne parla nemmeno più; il Porto ad Ischia Ponte è rimasto un argomento da campagna elettorale, i Parcheggi multipiano un’ utopia da assegnare alla prossima Amministrazione; per i Condoni si continuano a fare provvedimenti, ma esaminarne (e magari rilasciarne) qualcuno sembra un sogno irrealizzabile; i beni comunali sono nello stesso stato del giorno in cui si è insediato Giosi Ferrandino (lo Spalatriello sta a triste esempio di quanto diciamo), se non peggio, vista la condizione attuale delle Pinete; alla Pianta Organica del Comune (che potrebbe dare subito oltre 50 posti di lavoro per i nostri giovani) nessuno ha il coraggio civile di mettere mano: eppure il sindaco ha pensato bene di assumersi segretarie, assistenti, portavoci pescandoli dalle sue liste elettorali.
Lo sviluppo del Paese (cioè produrre lavoro e ricchezza per gli ischitani, non solo per i consiglieri comunali di maggioranza …) non interessa a Giosi Ferrandino, ma dovrà preoccupare in via prioritaria la prossima Amministrazione, e questo per evitare gli errori di questo sindaco, della sua amministrazione e la sua maggioranza, spesso silenziosa comparsa delle discutibili scelte sindacali (vedi rifacimento Piazzetta S. Girolamo) in quanto interessati solo ad interessi personali, di studio, di professione; ed il sindaco pensa alla sua carriera politica, di scappare dalla sua stessa amministrazione per un incarico alla Provincia, ora forse alla Regione !
In questi anni di amministrazione Ferrandino nel dimenticatoio è finito lo sviluppo possibile della nostra comunità, facile oggetto di scambio per interessi di bottega, o comunque scarsamente influenzato dalle scelte amministrative. E Giosi Ferrandino continua ad andare per televisione a riempire spazi autogestiti per giustificare le sue (discutibili) scelte sul rifacimento delle tre aiuole e delle due fioriere dove è intervenuto, dire che “si dovrà fare … “ come se fosse al primo giorno del suo mandato, invece è passata più della metà della sua consiliatura (ma nessuno se ne è accorto dai “risultati”).
E’ necessario un radicale cambio di rotta di questa amministrazione per stabilire quale debba essere lo Sviluppo futuro per Ischia, cosa fare dei beni comunali abbandonati, di come si intenda combattere il problema dell’ occupazione che sembra interessare fortemente i nostri giovani. Infatti le aiuole ed i marciapiedi rifatti non creano di per sè occupazione e sviluppo, a meno che non facciano parte di un progetto globale che riguardi l’ economia della nostra comunità, progetto e “visione” che è completamente mancata a questa amministrazione fino ad oggi (e con questi “personaggi” non vi è da stare fiduciosi per il futuro). Su questo punto un governo locale può e deve intervenire. Ed è in base a questi risultati che deve chiedere di essere giudicato un Sindaco, non per il colore dei ciclamini o per la manutenzione stradale (che rappresenta un suo OBBLIGO MINIMALE, non certo un punto di favore !). Nè può essere un vanto per un’ Amministrazione seria aver messo i ciclamini nelle fioriere (dopo tre anni di mandato …) e ad un costo elevatissimo ! Altrimenti, a cosa dovrebbero servire un Sindaco ed un’ Amministrazione !? Basterebbe un Capo Area che seguisse il verde e l’ arredo urbano. Ma se non cambierà Giosi Ferrandino, probabilmente è necessario che il Paese abbia la forza di cambiare Amministrazione, perché stazionarietà è uguale a declino.
Ora, l’ importanza della vivibilità nelle aree cittadine, sia di per sè sia in quanto produttrice di ricchezza, è cosa assodata. Ma è insufficiente. I nostri figli non potranno certo mangiare i “ciclamini” collocati in qualche fioriera ! Occorre che l’ amministrazione locale svolga un’ azione di ampio respiro fondata su una scelta esplicita in direzione dello sviluppo. Allo stato invece colpisce l’ assenza di uno sforzo teso ad individuare caso per caso, zona per zona quali sono le leve su cui intervenire, quali i protagonisti sociali e le forze economiche da coinvolgere, quali i tempi da rispettare.
E questo quando tutti gli addetti ai lavori dichiarano che la globalizzazione non ha ridotto i margini di manovra a livello locale. Anzi, mai come oggi risaltano le differenze tra territorio e territorio, città e città, tra comune e comune: la crisi degli stati-nazione è stata accompagnata dal venire in primo piano delle specificità locali e comunali (ciò vale sia per le grandi città che per piccoli comuni, specie se con una economia turistica avanzata quale quella di Ischia).
Ovviamente nessuno possiede da solo, oggi, l’ autorità e la competenza per un simile progetto. Il punto di partenza è rilanciare Comune per Comune (specie in termini di Isola d’ Ischia) il confronto sullo sviluppo che crei soprattutto lavoro e quindi occupazione. L’ Amministrazione locale dovrebbe poter diventare il centro di sviluppo e di raccordo delle iniziative e di stimolo per i programmi per i diversi soggetti (i commercianti, gli albergatori, i termalisti, …). Solo intorno ad un progetto condiviso possono coagularsi le forze necessarie a incidere sulla collocazione competitiva del Comune e dell’ Isola di Ischia.
Queste sono le tematiche su cui deve confrontarsi chi vuole amministrare il Paese, per formare un progetto che rappresenti una proposta sulla quale chiedere poi il consenso ai cittadini. Su questo occorre avviare un dibattito serio. Il resto è solo gestione del quotidiano, peggio LOTTA PER POTERE !
Alla fine, non ricorderemo le urla dei nostri nemici … ma il silenzio dei nostri amici !
Martin Luther King
* Ischia Nuova































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