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Nuovo dl anti-ruspe in vista: 60mila abitazioni a rischio

| Pubblicato da Vincenzo De Costanzo |

Un nuovo decreto anti ruspe per scongiurare il piano di abbattimento degli edifici irregolari pronto a partire in Campania. E’ quanto propone il senatore campano Carlo Sarro del Pdl, componente la commissione parlamentare Antimafia. “Con il piano di abbattimenti – dice – a pagare saranno i cittadini della Campania che non hanno potuto beneficiare del condono per le scelte dell’allora giunta Bassolino. Decisioni bocciate per ben due volte dalla Corte Costituzionale”.

DECRETO IN SCADENZA
La proposta del senatore Carlo Sarro arriva in concomitanza della scadenza del decreto anti abbattimenti approvato dal Governo lo scorso 23 aprile. Il provvedimento stabilisce che dopo il 31 dicembre è possibile abbattere quegli edifici che sono considerati pericolosi per la pubblica incolumità o che sono stati costruiti in violazione delle norme a tutela delle aree protette della Campania. Per le alte tipologie di abitazioni inserite nel testo il blocco delle demolizioni è operativo fino al 30 giugno 2011. Vi possono ricorrere solamente quegli inquilini che utilizzano l’immobile come prima ed esclusiva casa e che abitano in appartamenti costruiti fino al 31 marzo 2003.

LA VICENDA
Il decreto che blocca gli abbattimenti di edifici riconosciuti irregolari per via giudiziaria in Campania nasce in seguito all’esigenza di consentire anche ai cittadini della regione di usufruire del condono statale del 2003. Infatti in seguito ad una delibera dell’allora giunta Bassolino il provvedimento governativo non è stato mai applicato. Contro l’atto dell’amministrazione si è poi espressa per due volte la Corte Costituzionale mediante le sentenze 199 del 2004 e 49 del 2006.
Non è una battaglia contro la legalità, assicura Sarro. “Infatti – rivela – qui nessuno vuole fermare le demolizioni programmate dalle Procure però non possono essere i cittadini a pagare per le colpe della politica”. Il riferimento viene presto spiegato dal parlamentare del Popolo della Libertà. “I cittadini della Campania non hanno potuto accedere al vecchio condono, quello del 2003. L’allora giunta Bassolino per ben due volte ha bloccato i provvedimenti e in seguito la Corte Costituzionale ha sancito l’illegittimità delle scelte compiute dell’ex governatore”. Carlo Sarro prova a spiegare il problema in poche parole. “In sintesi: in tutta Italia si è potuto accedere al condono in Campania no. E ora i risultati sono le demolizioni che mettono in mezzo alla strada le famiglie”. La soluzione è nuovo decreto anti ruspe. “Del resto – ricorda Sarro – il primo provvedimento varato dal Governo è stato approvato a larghissima maggioranza in Senato salvo poi inciampare per un incidente procedurale alla Camera dove anche i parlamentari vicini a Fini hanno a favore”.
I NUMERI
Si calcola che in Campania siano almeno 60 mila le abitazioni che non rispettano le normative vigenti e che gli organi giudiziari hanno chiesto di abbattere. La metà di queste è ubicata tra Napoli e la sua provincia.
Se tutte questi edifici dovessero essere distrutti almeno un milione di persone resterebbero senza casa e probabilmente nella maggior parte dei casi anche nell’impossibilità di provvedere a trovarne una nuova.

Scade a fine dicembre lo stop agli abbattimenti di edifici pericolosi
• Sospesi fino al 30 giugno 2011 gli abbattimenti delle abitazioni richiesti dall’autoritÃ
giudiziaria
• Sospesi fino al 31 dicembre 2010 gli abbattimenti degli edifici considerati pericolosi
• Sospesi fino al 31 dicembre 2010 gli abbattimenti degli edifici per i quali è accertata
violazione dei vincoli paesaggistici
• Usufruiscono della sospensione solo gli edifici costruiti fino al 31 marzo 2003
• Condizioni: per usufruire della sospensione fino al 30 giugno 2011 l’abitazione deve essere
destinata a prima ed esclusiva casa
• Abitazioni coinvolte in Campania: circa 66.000
• Persone alloggiate in abitazioni da abbattere in Campania: circa un milione

Il provvedimento in vigore stabilisce che dopo il 31 dicembre è possibile abbattere quegli edifici che sono considerati pericolosi per la pubblica incolumità o che sono stati costruiti in violazione delle norme a tutela delle aree protette della Campania.

Enzo Senatore – Denaro.it

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