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Lettera aperta a Gaetano Di Meglio

“Il fuoco amico”

Riccardo Sepe Visconti e Gaetano Di Meglio

GAETANO, MI DISPIACE MOLTISSIMO MA NON CI STO’!
Come sempre, secondo il mio (personalissimo) stile e soprattutto per il (mio) senso etico delle cose, che mi ispira e mi obbliga ad agire come di fatto agisco, ti dico pubblicamente e con assoluta sincerità – mettendoci come sempre la faccia! – che non condivido il tuo modo di agire!
In quest’ultimo mese di tue tormentatissime vicende lavorative ti sono stato vicino con amicizia ed assoluta lealtà, ti ho difeso in tutte le sedi, ho condiviso con te molte battaglie, perfino quelle per le quali avevo dubbi: non potevo MAI aspettarmi che tu, trovandoti in difficoltà, come prima reazione avresti agito contro di me.
Mi hai sempre parlato di progetti giornalistici da sviluppare attraverso la carta stampata, ed io questi ero pronto a condividerli con te, ma non mi hai mai detto di voler invadere il mio settore della web-comunicazione!
Sai bene che Ischia è un mercato limitato, non c’è spazio per una giungla di piccole web-testate; si rischia di fare la fine delle ammucchiate di radio libere alla metà degli anni ’70! E’ stupido e dannoso.
Speravo che il motto espresso così efficacemente nel film Il Gladiatore – “DOBBIAMO AGIRE COME UN SOL UOMO, QUESTO CI DA’ LA FORZA!” – ti fosse chiaro, mi sbagliavo.
Già in passato ho subito odiosi affronti contro la (mia) bella testata ISCHIACITY dettati dall’invidia di “colleghi” in malafede come Enrico Buono, che schiumante di rabbia per il mio successo, indusse Salvatore Lauro a non consentire più la lettura del magazine a bordo degli aliscafi. Fu un gesto infame che per altro decretò tutta la pochezza di Buono (per quanto ci abbia provato non è riuscito a produrre nulla, neppure lontanamente vicino, alla bellezza del mio ISCHIACITY)! E lo stesso accadde con Gerardo De Rosa, Gaetano Ferrandino e il mio “amico” Marco Bottiglieri che riuscirono a distruggere il (mio) serio progetto di creare un Ufficio Stampa per tutta l’Isola (e Dio solo sa quanto ad Ischia ne avevamo bisogno!… ma di un Ufficio serio!… non di queste ridicole “marchette politicizzate” messe su da quattro analfabeti, ignoranti come le capre, che oggi siedono in Consiglio Comunale e talvolta si piccano anche di volersi fare chiamare “assessore”!), convincendo il sindaco e taluni imprenditori a dar vita, al posto del mio progetto, ad un miserrimo e improvvido Ufficio Stampa che è poi naufragato, nel totale disinteresse generale, nel giro di qualche settimana.
Potrei raccontare molti altri esempi di piccole miserie umane compiute ai miei danni, e ricordarti che, al contrario di altri, con mio immenso orgoglio, in tanti anni di onorato e sacrificatissimo lavoro NON HO MAI, DICO MAI, DANNEGGIATO UN MIO COLLEGA, NE’ UN MIO AVVERSARIO! Ho lavorato creandomi i miei spazi senza mai andare a “pisciare nel territorio altrui”… Ma questo è il mio modo di fare, e, consentimelo, ho sempre ritenuto che sia un modo di agire che si addice alle persone che accomunano intelligenza, creatività, lealtà ed onestà.
Quando decisi di dare vita al mio periodico politico (unico foglio interamente dedicato alla Politica – io, la Politica posso permettermi di scrivere che la faccio con la “P” maiuscola!) I BRAVI MAESTRI, mi preoccupai di presentare e discutere il progetto con l’unico Direttore con il quale fino ad oggi mi sono misurato ad Ischia, Domenico Di Meglio. Entrai nella sua stanza e gli parlai della mia idea: è così che si fa tra uomini d’onore e tra persone perbene. E Domenico questo lo capì, lo condivise e lo accettò. Ma il Direttore è morto, e con lui, temo, sia scomparso uno stile: quello di confrontarsi a volto scoperto, con coraggio, forza delle proprie idee, potenza dei propri sentimenti. Io, Gaetano, tutto ciò che faccio, lo faccio con il cuore. Metto la passione in ogni mio impegno, lascio tracce di sentimenti – che spesso ardono in modo accecante – in ogni più piccolo brandello della mia vita. E’ per questo, forse, che molti mi temono, è sicuramente per questo che da moltissimi mi distinguo. E ne sono profondamente felice. Mi piace essere come sono.
Ad Ischia, invece,  chi la pensa come te continua a issare steccati, muri, trincee: la diffidenza vi divide e vi conduce, fatalmente, nel baratro. E’ così in politica, è così nelle imprese, nel commercio, nel gioco, nell’amicizia e perfino nell’Amore. Ma QUESTO MONDO NON E’ IL MIO! E me ne dissocio.
Io credo nell’Amicizia, nella Lealtà, nella Solidarietà, nel Rispetto degli Altri. Sono le MIE REGOLE DI VITA, oggi è tutto ciò che posseggo! Ed è per questo, caro amico mio, che ti dico: SEI STATO PROFONDAMENTE SCORRETTO CON ME E QUESTO NON POSSO PERDONARLO.
Intanto, spero che Ischia dimostri d’essere più forte delle (nostre) umane debolezze e mi auguro che l’Isola non risenta eccessivamente della (nostra) conclamata incapacità a produrre Bellezza. Bellezza nel lavoro, bellezza nell’ospitalità, bellezza nel rispetto delle tradizioni, bellezza nella salvaguardia della nostra identità, bellezza nei rapporti sociali, bellezza nei sentimenti…


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