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La solidarietà umana è diversa da solidarietà politica

| Pubblicato da Redazione |

di Mario Goffredo La solidarietà per i manifesti affissi nel Comune di Forio, che falsamente annunciavano la dipartita del buon Savio, è sicuramente per un gesto che è triste e sconsiderato, che ha più del cattivo gusto che di effettiva minaccia. Mi dispiace, però, vedere associata immediatamente tale vicenda alla politica del PCIML in tema di abusivismo, convogliando la giusta solidarietà dei concittadini ad un messaggio politico che merita approccio ben più pensato.

Sono infatti convinto che il messaggio promosso dai Savio e dalle manifestazioni sino ad ora portate avanti sia tutt’altro che d’opposizione rispetto a “l’abusivismo edilizio affaristico e camorristico, contro il sacco del territorio, contro i poteri forti, contro le complicità del potere dominante e contro gli abbattimenti delle prime case di necessità“ di cui parla Domenico Savio.

Sebbene nutra enorme stima per la Loro presenza concreta tra la gente, non posso non rimarcare che l’azione da Loro condotta in tema di abusivismo (non intendo delegittimarne l’azione su altri fronti, sulla forestale per esempio ho già ampiamente dimostrato il mio appoggio), con la semplice e pura richiesta di riapertura dei termini del Condono ter, non può che essere di giovamento per l’edilizia speculativa, affaristica e camorristica che tanto si vuole opporre. Andando proprio a promuovere ed incentivare quel sacco del territorio che ci si prefigge di contrastare.

I messaggi emergenti dalle manifestazioni sino ad ora condotte e le istanze contenute nel volantino erano le seguenti:

NO ALLA GRADUALITA’ DEGLI ABBATTIMENTI,

NO ALL’ACQUISIZIONE DELLE CASE AL PATRIMONIO COMUNALE:

MODIFICATE SUBITO LA LEGGE 326/2003!

Ebbene, mi pare che tali richieste non abbiano alla base una corretta analisi del problema sociale che l’Isola sta vivendo, in cui l’abuso di necessità (inteso quale abuso in situazioni di indigenza, seppur difficile pensare che un indigente abbia la possibilità di farsela costruire una casa con quel che costa) resta in percentuale bassissima rispetto all’abuso speculativo e scriteriato che tanto gli imprenditori turistici, quanto i privati hanno portato avanti, devastando un territorio che nell’equilibrio ambientale dovrebbe riconoscere la propria forza di mercato.

Se non corredata da una politica di:

- conversione popolare degli edifici esistenti ed inutilizzati;

- controllo ed incentivazione dei fitti pluriannuali;

- lotta alle residenza fasulle;

- conversione dell’edilizia alla ristrutturazione;

- messa in sicurezza del Territorio;

- blocco di qualsiasi politica espansivistica;

la semplice richiesta di applicazione del Condono ter, anzi ancor peggio la sola riapertura dei termini per la richiesta di applicazione – che non farebbe altro che rimandare un problema che non si affronta dal Condono 1985 – sarebbe l’ennesima invocazione di una misura generalizzata e tombale, di cui beneficerebbero esclusivamente i malfattori e gli speculatori.

Andando oltretutto a rinfocolare quel senso di impunità e di mancato rispetto della Legge fino ad ora criminosamente promosso, che si sta già ritorcendo sul mercato turistico in gravissimo affanno.

Una condanna per l’Isola che volgerebbe al fallimento nel giro nemmeno di un decennio, determinando un dissesto sociale ben più grave di quello ora in corso.

E’ pertanto giusto, in contesti del genere, sforzarsi in un approccio che sappia garantire il giusto equilibrio sociale, con aiuti concreti nelle situazioni di reale necessità, ma senza invocare perdoni giudiziali onnicomprensivi. La Legge e la Legalità devono essere principi inderogabili.

La graduazione degli interventi demolitori, anteponendo l’abbattimento dei grezzi non ultimati e di quelli non costituenti prima abitazione, è una scelta politica giusta, che pare sia in capo ai Comuni, come dichiarato da De Chiara a più riprese. Non vedo perché debba essere avversata.

L’acquisizione al patrimonio comunale degli immobili “salvabili”, con immissione in graduatoria per il fitto sociale, è pur sempre un’alternativa da preferire alla demolizione dell’immobile, sempre però nel pieno rispetto della sicurezza idrogeologica del fabbricato, andando al contempo ad essere di risposta al Diritto alla Casa (ben diverso dal Diritto alla Casa di Proprietà, come giustamente sottolineato da Emanuele Verde in un lucidissimo articolo di ieri) di cui tanti si riempiono la bocca.

Solo la Politica, su cui gravano enormi responsabilità pregresse ed il cui silenzio dimostra un’incapacità ed un’impreparazione disarmante, ha la chiave di volta per la soluzione di tale pasticcio.

Questa mia, non vuole essere una contestazione, ma la richiesta di un approccio più ragionato e meno demagogico ad un tema di difficile risoluzione, che non merita pericolose strumentalizzazioni e semplificazioni.
http://movimento.ischiablog.it/

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3 Commenti, Commenta o fai un Ping

  1. nadia penniello - Data: 22/2/2010 13:30:49 - IP: 79.23.1.xxx

    però…per esprimere dissenso stiamo a mettere falsi manifesti funebri. o a minacciare pestaggi o morte o ritorsioni….il livello del dibattito è proprio da cafoni e buzzurri. ma come?in un’isola così benestante’..ah ma allora è vero che coi soldi si può comprare il vestito da cavallo da parata, ma se uno sotto è un mulo, un mulo resta…

    Current score: 0
  2. peppe mazzara - Data: 23/2/2010 21:24:15 - IP: 82.59.94.xxx

    APPLAUDO MARIO GOFFREDO PER L’IMPECCABILE ANALISI DELLA QUESTIONE. IL PROBLEMA DEI PROBLEMI E’ LA MANCANZA DI QUALSIASI VISIONE POLITICA GENERALE.
    D’ALTRONDE, SE QUESTA FOSSE ESISTITA, NON SAREMMO ARRIVATI A TAL PUNTO.
    CARA NADIA, L’ARRICCHIMENTO NON PORTA SVILUPPO AUTOMATICAMENTE, E SE NON E’ CORREDATO DA ISTITUZIONI CIVILI BEN FUNZIONANTI E REGOLE CONDIVISE PUO’ CERTO PORTARE AUTOMATICAMENTE AL SOTTOSVILUPPO!

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  1. Anonimo - giu 18th, 2010
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