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Ischia, più che il Futuro quale Presente?

di Giuseppe Mazzella. Non avrei mai potuto immaginare – da vecchio sessantottino – che oggi la punta più avanzata nella mia realtà locale dell’isola d’Ischia – vista e vissuta come “un Continente” di straordinaria particolarità ambientale, umana, economica e da qui la convinzione di una evidente obsolescenza di un dannoso spezzettamento in sei Comuni –per far “rinascere” una partecipazione Politica alla vita civile fosse rappresentata dalla Chiesa.
Ero rimasto laico ed anticlericale ed avevo visto sempre la Chiesa – nazionale e locale – il manto protettivo della Conservazione e della Reazione chiusa nel suo potere temporale, mai estinto, che si trasferiva nel partito della Democrazia Cristiana, alla quale tutti dovevano aderire affinché il popolo votasse “croce su croce” in tutte le elezioni di qualsiasi genere senza conoscere i candidati e senza conoscere i programmi.
Il Movimento Studentesco del ‘68 in molti di noi fu una esigenza di Liberazione da un intervento opprimente della Chiesa nelle cose dello Stato e fu quindi inevitabile per noi mettere insieme Economia e Politica e chiedere un cambiamento netto del modello di sviluppo capitalistico e dello stesso modo di esercizio della Libertà di pensiero e di azione.
Quindi per la mia generazione la formazione politica avveniva nelle Sezioni di Partito, nelle aule dell’Università, nei circoli culturali e perfino cinematografici con i cinema d’essai. L’esame dei fatti politici era serio e documentato. Le proposte ancorate da un lato al possibile ma dall’ altro all’impossibile sogno di un socialismo dal volto umano che veniva represso dall’ Unione Sovietica in Polonia dopo una splendida primavera.
Anche la Chiesa camminava e cammina sulle gambe degli uomini e si trasforma ed interpreta i Tempi anche perché gioca con due mazzi di carte o con due mondi. Il primo lo vediamo e lo consumiamo ogni giorno. Ma l’altro è avvolto nel punto interrogativo: che cosa c’è oltre? Che significato ha questa vita su questo unico Pianeta abitato nell’ Universo senza limiti pieno di stelle di cui una sola ci dà il calore ed il freddo, il giorno e la notte.
Eppure ogni la Chiesa che è in Ischia è l’unica organizzazione che organizza un corso di “scuola Politica”. Invita, sollecita, chiama i giovani ad un impegno di servizio per la Comunità locale e li chiama a partecipare e non assentarsi alla gestione del presente e li stimola affinché siano protagonisti del loro futuro. Qui in questo mondo. Forse ci mette tempo la Chiesa che in fondo è una grande organizzazione fatta di “professionisti del tempo pieno” o delle “vocazioni” – il clero – e di “credenti” che non solo credono nel mondo mai visto ma su questo applicano la “dottrina sociale”. Ma ci arriva. Oggi l’ esercito dei “credenti impegnati” è quello più forte, più vero, più di quello che solo alcuni anni fa era l’”anticlericalismo” e che si collocava in ordine sparso nel liberalismo e nel socialismo scientifico che Carlo Marx ribattezzò “comunismo” perché il termine “socialismo” era deprezzato come lo è oggi.
Con la sua scuola di formazione politica “ Kosmopolis” la Diocesi di Ischia approva un documento di 13 punti sulla realtà “sociale” dell’isola e richiama gli articoli della Costituzione Repubblicana n.31 e n.32. Prossimamente si occuperà dell’ art.1 e cioè del lavoro e credo arriverà fino in fondo.
E’ un buon segnale di partecipazione.
Il drammaturgo francese Jean Claude Carrière ha dichiarato di recente che “il potere politico è potere solo di nome. Da numerosi studi è assodato che non può influire che per il 4% sugli orientamenti d’un Paese; il resto il Paese se lo fa da sé”. E’ una buona chiave di lettura per capire come quest’isola di 63 mila abitanti, almeno 50mila posti-letto,3mila imprese, 14mila iscritti al collocamento,3200 studenti delle scuole superiori, nonostante un disordine o disastro amministrativo va avanti, continua la sua vita di tutti i giorni, sopravvive alla crisi finanziarie ed alla “spettacolarizzazione” della ricchezza di pochi e la povertà – vera, mascherata o latente – dei più.
Ma come “mondo laico” anche noi abbiamo fatto la nostra parte. Ci siamo chiesti quale presente e quale futuro ed abbiamo rilevato l’inadeguatezza istituzionale e la bassa qualità della classe dirigente. E’ sul modello di sviluppo e suoi strumenti che il mondo laico dovrà fare i conti perché la Costituzione nella sua interezza sia attuata. Ma senza partecipazione non si va da nessuna parte.
I problemi si guardano in faccia e si affrontano con il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà ma non ci si può chiudere nel proprio orticello ricco o povero.
Sia l’uno che l’altro senza acqua muoiono.

note a margine/ presenti i sindaci di Ischia, Lacco Ameno, Forio, Barano e Serrara-Fontana o loro rappresentanti continuatori della carica.5 su 6. Assente solo Casamicciola e nemmeno rappresentata da un assessore; presente il Vescovo e tutti i membri della sua Commissione per la Pastorale Sociale; Molti giovani partecipanti al corso. Moderatore prof.Alberto Lo Presti presenti i candidati sindaci di Ischia e Barano dove si vota l’11 giugno: 3 di Ischia Città e 2 a Barano. E la Scuola? E le Associazioni di Categoria? Ed il Sindacato? E la Società Civile?
Non c’erano.

[foto di Giovan Giuseppe Lubrano]


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