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Ischia: il May Day di Casalauro e l’asfalto a metà

Da oltre venti giorni i residenti di via Antonio De Luca aspettano il completamento del manto di asfalto che è stato posizionato solo per metà carreggiata in un tratto della strada

di Ennio Anastasio. Dopo averne pensate tante, l’ultima da prendere in considerazione, dopo ormai venti giorni di inutile attesa, è che forse via Antonio De Luca, zona Casalauro, sia per una metà, parte di un altro Comune e che, ironia della sorte, ci troviamo proprio nel caso di quella famosa arteria stradale che insiste tra i Comuni di Buttapietra e Verona, balzata agli onori della cronaca alcuni anni fa in quanto asfaltata solo per metà della carreggiata. Già, proprio così, il Sindaco di Buttapietra, affermando di non aver ricevuto risposta alle sue richieste, di effettuare congiuntamente il manto di asfalto con Verona, aveva deciso di asfaltare solo la sua parte, creando una situazione paradossale: una strada divisa longitudinalmente fra due Comuni, per metà carreggiata rinnovata con un tappetino di asfalto nuovo di zecca, e per l’altra metà lasciata con asfalto vecchio e sgretolato. Storie tutte italiane che ci riportano ai tempi di scuola, quando si studiava il funzionamento del sistema feudale, essendo anche quello un sistema politico, economico e sociale caratterizzante del Medioevo e che oggi si ritrova nell’aggiudicazione dei lavori pubblici in quanto le stesse, per ogni Comune, devono essere diverse e per niente congiunte. Un balzo indietro nel tempo, alla faccia dell’Europa e delle politiche europeiste, per le quali ci si riempie tanto la bocca, mettiamola così.

Gli step dei lavori con il risultato di una strada dislivellata
Nei primi giorni del mese di aprile, circa 50 metri lineari di via Antonio De Luca vengono raschiati meccanicamente per l’intera larghezza della strada, ma nulla accade nei giorni successivi, pur splendendo il sole alto nel cielo e quindi con il meteo idoneo per questa tipologia di lavori stradali. Il tratto va percorso con prudenza per chi utilizza un ciclomotore, nessuna segnaletica di lavori in atto avverte di rallentare e procedere con prudenza, ma “va bene lo stesso” – si è pensato tra i residenti – ” pochi giorni, forse ore, e si posizionerà il nuovo asfalto”. Si arriva quasi alla fine di Aprile: finalmente un enorme camion alle ore 12,30 di un bel mattino imbocca il “feudo” di Casalauro, azzardandosi, a pieno carico, in una impegnativa manovra di risalita della stretta strada. Le auto che scendono verso via Cartaromana non ricevono avviso e si fermano a pochi metri dal “muso” del grande camion che suona frequentemente il clacson al motto: “fate largo”, ma in pochi minuti la strada si blocca sia sul versante in salita che nella parte sottostante con una lunga fila di auto in coda che arriva fin giù via Cartaromana. Vigili dove siete? un avviso il giorno prima per questo intervento su strada?

Arriva l’asfalto, ma non tutto: Casalauro confina con Verona?
Il grosso camion “arranca” verso l’alto con l’aiuto degli operai che fanno da spartitraffico, le auto retrocedono e si infilano nei cancelli privati e nelle viuzze limitrofe, l’importante è raggiungere l’obiettivo in questa operazione che ha tutto il fascino del “Made in Sud”. Sono necessari quasi 20 minuti ma il luogo dell’intervento viene raggiunto, la gente continua a chiedersi cosa stia accadendo e il Tam Tam corre veloce su e giù per la strada. Quindi si procede a cospargere il fondo raschiato con l’aggrappante bituminoso: signori non si passa, è tutto un catrame liquido quello che copre l’intera strada raschiata; anche i pedoni di ritorno dal supermercato con il peso della borsa della spesa, devono retrocedere: pazienza oggi si pranzerà più tardi. Gli operai procedono alla stesura della graniglia di asfalto che scivola dal cassone del grosso camion, ma… che succede? Solo metà carreggiata riceve la posa in opera del nuovo asfalto, mentre l’altra parte rimane così, raschiata e appiccicosa e per i residenti non resta che saltellarci sopra pur di far rientro e accendere i fornelli. La speranza di un completamento nelle ore successive è andata man mano affievolendosi con il trascorrere dei giorni facendo posto alla convinzione che bisogna accontentarsi di una goccia che scende piano piano o che forse l’altra metà della sede stradale non sia di competenza del Comune d’Ischia. Dopo oltre due settimane la strada rimane asfaltata a metà con un vistoso dislivello nella parte centrale, presentando inoltre un piano fortemente rigato e instabile per l’altra metà, con l’inevitabile pericolo per scooteristi e motociclisti che frequentemente percorrono via Antonio De Luca.

Mancanza di controllo, o sono finiti i soldi per completare la posa in opera dell’asfalto?
A questo punto non resta che rivolgere un appello alle Autorità preposte, perché qui non parliamo del “cattivo senso del rattoppo” o di un’operazione di “maquillage” non perfettamente riuscita, bensì di una strada lasciata a metà (che per lo stato in cui ora si trova, dopo l’intervento, lascia pensare a molti che era meglio “non mettere mano” lasciando tutto nelle condizioni di prima) e di come sia giunto il momento che le stesse Autorità riflettessero su come molti lavori vengono eseguiti, e cioè con una sorta di devastante superficialità e probabile menefreghismo da parte di chi riceve l’aggiudicazione di un lavoro pubblico e che occorrerebbe un maggior controllo nella fase di esecuzione e dopo, magari anche chiedendosi: perché non si è ultimato? Perché si è lasciato tutto in questo stato? E’ vero che il Comune d’Ischia ha dato incarico a ben otto avvocati per resistere in giudizio alle pretese di tanti cittadini che sono incorsi in incidenti lungo le strade comunali, ma è anche vero che risulta poco vincente il continuo sfidare il buon senso e le leggi della fisica che la fanno da padrone, anzi, è matematico: si perde.


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