L’indifferenza nel mondo giovanile, se ne parla a Forio
| Pubblicato da Redazione || sabato, 13 mar 2010 | ||
| 19:30 |
di Don Giuseppe Nicolella A tutti gli amici, specie ai giovani: Sabato 13 marzo alle ore 19.30 nella chiesa di San Vito a Forio ci sarà un incontro tenuto da D. Aniello Manganiello, Parroco di Scampia, sulla piaga dell’INDIFFERENZA NEL MONDO GIOVANILE. Tutti conosciamo quanto questo coraggioso sacerdote stia facendo per i ragazzi del degradato quartiere napoletano, salvandoli dalla delinquenza certa. Per questo non mancate.
































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Giorgio Di Costanzo (Ischia) - Data: 12/3/2010 15:30:42 - IP: 87.11.144.xxx
Enzo Mazzi
LO SCANDALO DEL SACRO
Questo montante dilagare dello scandalo della pedofilia nel cuore della istituzione ecclesiastica cattolica a tutte le latitudini pone gravissimi problemi al senso di appartenenza ecclesiale in settori sempre più ampi del cattolicesimo mondiale. Il potere ecclesiastico, che per lunghi anni ha cercato colpevolmente di nascondere il fenomeno dietro una cortina di silenzio, sembra aver capito che il tempo dell’onnipotenza del mondo del sacro è ormai finito. L’abito talare, lo zuccotto rosso o la tiara papale non garantiscono più la immunità di fronte alla giustizia terrena. E il potere della informazione ha stracciato definitivamente il «velo del tempio» penetrando impudicamente nelle oscurità delle sacrestie, dei collegi cattolici, dei conventi, e perfino dei palazzi apostolici.
Di fronte a un quadro così complesso, che richiederebbe tanta saggezza, capacità di rinnovamento e lungimiranza, è sconcertante che i massimi vertici della gerarchia cattolica si attardino ancora nel riproporre i vecchi schemi della unicità-perennità della Chiesa e del centralismo-assolutismo del papato. E che continuino a guardare con sospetto a ciò che si muove alla base della Chiesa e a tentare ancora la via ormai anacronistica della repressione verso lo sviluppo del conciliarismo. «Ogni volta che nella Chiesa si affronta un periodo di declino – ha detto il papa ieri – si affaccia anche un utopismo spiritualistico», che porta alcuni a sognare la nascita di una «altra Chiesa». Una sorta di «utopismo anarchico», come quello ispirato nel Medioevo da Gioacchino da Fiore, si insinuò nel Concilio Vaticano II, ma «grazie a Dio i timonieri saggi della barca di Pietro hanno saputo difendere, con le novità del concilio, anche l’unicità della Chiesa».
Quello che il papa vede come un pericolo è da molti ormai considerato come l’unica possibilità di futuro per una fede cristiana liberata da dominio medioevale del sacro.
Gioacchino da Fiore, vissuto nella seconda metà del XII secolo, monaco del monastero cistercense di S.Giovanni in Fiore, nella Sila, si rese interprete delle attese delle classi umili del tempo. A cominciare dagli inizi del secondo millennio era avvenuta una grande trasformazione della società feudale: il declino del sistema di dipendenza della servitù della gleba e la nascita di comunità di villaggio dotate di autonomia e formate da contadini non più servi della gleba. Questo porta una nuova cultura, la cultura della cooperazione e della solidarietà. È in questo clima che il monaco cistercense Gioacchino da Fiore lancia l’annuncio della liberazione da tutti i poteri che in diversi modi dominano dall’alto e l’avvento di una società dello Spirito e dell’amore universale. Un annuncio che in diverso modo nutrirà tutte le rivoluzioni moderne, come ci dicono molti storici autorevoli. Tracce della profezia di Gioacchino da Fiore si ritrovano nel modernismo a cui guardava con simpatia papa Giovanni e nei movimenti della liberazione post-moderna come ad esempio nella riflessione di un Teillard De Chardin, nelle comunità di base e nella Teologia della liberazione.
Altro che utopismo anarchico. È il futuro che si delinea. Utopismo lontano dalla realtà appare piuttosto questa insistenza nel blindare la Chiesa nel bunker del sacro illudendosi che in tal modo essa possa sfuggire alle sfide della secolarizzazione. Gli orrori della pedofilia così come tutto il marcio che emerge dal buio degli spazi sacri non si può più affrontare con quell’assolutismo gerarchico che è la radice stessa dei mali della Chiesa. Occorre aprire porte e finestre allo Spirito che alimenta i «segni dei tempi».
(“Il Manifesto”, giovedì 11 marzo 2010, pag. 1)
Giorgio Di Costanzo (Ischia) - Data: 12/3/2010 15:50:31 - IP: 87.11.144.xxx
Pedofilia, parroco arrestato a Napoli
Il parroco di una chiesa del quartiere Pianura a Napoli, T.T.A., di 60 anni, è stato arrestato dai carabinieri per abusi sessuali su una ragazzina di 10 anni. Nei suoi confronti è stata emessa una ordinanza di custodia agli arresti domiciliari su richiesta della procura di Napoli. Il sacerdote, che in passato era stato coinvolto in una vicenda analoga, è stato catturato a Macerata dove si era recato in visita ai suoi famigliari e trasferito a Napoli nella sua abitazione. Secondo quanto emerso dalle indagini, gli abusi sarebbero avvenuti “con frequenza quotidiana” nella sacrestia dove il sacerdote, secondo l’accusa, palpeggiava la ragazzina. Il parroco era stato già condannato per reati di violenza sessuale avvenuti in Sicilia nel 1995 quando era direttore di un istituto di assistenza. Nell’istituto avrebbe avuto rapporti sessuali con una ricoverata con problemi di salute mentale.
Fonte: Repubblica.it
Giorgio Di Costanzo (Ischia) - Data: 12/3/2010 15:52:35 - IP: 87.11.144.xxx
Palermo: prete antimafia rinviato a giudizio per pedofilia
Rinviato a giudizio per pedofilia don Paolo Turturro, ex parroco della chiesa di Santa Lucia di Palermo. È accusato di aver abusato di due bambini nel 2000. Don Turturro è conosciuto per le sue crociate antimafia. Il processo per pedofilia si svolgerà il 19 maggio. Da mesi il sacerdote è sottoposto al divieto di soggiorno a Palermo.
Giorgio Di Costanzo (Ischia) - Data: 12/3/2010 15:54:14 - IP: 87.11.144.xxx
Pedofilia, Palermo: chiesti nove anni per prete antimafia
Al processo in corso per abusi su minori contro don Paolo Turturro, già parroco del quartiere Borgo Vecchio di Palermo impegnato nella lotta antimafia, il pubblico ministero ha chiesto una condanna dell’imputato a nove di carcere. Don Turtutto è stato accusato di violenze sessuali da due ragazzini che frequentavano la sua parrocchia: dopo un trasferimento di tre anni nel messinese, attualmente ricopre l’incarico di cappellano presso un ospedale del capoluogo siciliano.
Giorgio Di Costanzo (Ischia) - Data: 12/3/2010 15:55:29 - IP: 87.11.144.xxx
Abusi su due bimbe in confessione: arrestato sacerdote
Abusi sessuali su due bambine di 10 anni anche durante la confessione. E’ l’accusa mossa dalla procura di Roma nei confronti di E.M., sacerdote di 48 anni; il pm Francesco Scavo ha chiuso l’inchiesta nei suoi confronti con il deposito degli atti, passo che prelude a una richiesta di rinvio a giudizio. Il magistrato ha ipotizzato a suo carico il reato di ‘atti sessuali con minorenne’ (articolo 609 quater del codice penale). Questo perché, “avvalendosi della qualità di padre spirituale delle bambine che frequentavano il corso di catechismo presso la parrocchia Santa Rosa da Viterbo ed approfittando pertanto dell’autorità che tale qualifica rappresentava, in ripetute e diverse circostanze (anche in occasione del rito della confessione), dopo averle condotte nei locali della sagrestia e dell’appartamento all’interno della parrocchia ed adibito a sua privata dimora, accarezzava loro in più occasioni il corpo cingendo loro le braccia intorno al collo, le stringeva a sé e le baciava sul viso e sulla bocca con la lingua”. [...]
Giorgio Di Costanzo (Ischia) - Data: 12/3/2010 15:59:48 - IP: 87.11.144.xxx
Abusi sessuali nel coro di voci bianche di Ratisbona
La Germania è scossa da nuove rivelazioni su abusi sessuali compiuti da sacerdoti cattolici. La nuova vicenda venuta alla luce riguarda il coro di voci bianche di Ratisbona, all’interno del quale le violenze sono state numerose e compiute in un arco temporale di quindici anni, tra il 1958 e il 1973. Lo scrive lo stesso vescovo di Ratisbona, mons. Gerhard Ludwig Muller, sul sito della diocesi, incoraggiando le vittime a segnalare le violenze subite. Le dimensioni dello scandalo hanno tuttavia già valicato i confini tedeschi, perché il coro in questione è stato diretto, a partire dal 1964, da mons. Georg Ratzinger, fratello dell’attuale pontefice. Mons. Ratzinger ha sostenuto di essere completamente all’oscuro di tali vicende. Secondo quanto riporta il quotidiano dei vescovi italiani Avvenire, il vice-direttore della sala stampa vaticana, padre Ciro Benedettini, ha affermato che il Vaticano “prende molto sul serio il problema degli abusi sessuali in Germania”. Benedetto XVI ha già convocato per venerdì prossimo il presidente della conferenza episcopale tedesca, mons. Robert Zollitsch
Giorgio Di Costanzo (Ischia) - Data: 12/3/2010 16:04:25 - IP: 87.11.144.xxx
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* Note di UAAR Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
Benedetto XVI: “Oggi mentalità ostile alla fede”
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Oggi alle 11.08
Benedetto XVI, ricevendo in udienza ieri i partecipanti al corso sul “foro interno” promosso dalla Penitenzieria vaticana (tra cui monsignor Girotti, del quale oggi segnaliamo un’intervista), ha tenuto un discorso ricordando la figura di san Giovanni Maria Vianney. Nel discorso, il papa ha sentenziato che “viviamo in un contesto culturale segnato dalla mentalità edonistica e relativistica, che tende a cancellare Dio dall’orizzonte della vita, non favorisce l’acquisizione di un quadro chiaro di valori di riferimento e non aiuta a discernere il bene dal male e a maturare un giusto senso del peccato”. Ci sarebbe “una sorta di circolo vizioso tra l’offuscamento dell’esperienza di Dio e la perdita del senso del peccato”. Come già aveva affermato, sempre ricordando la figura di Vianney (Ultimissima del 5 agosto 2009), il papa sostiene che il contesto culturale in cui egli visse – quello della Rivoluzione francese e immediatamente successivo – “per vari aspetti, non era così dissimile dal nostro”: “anche al suo tempo, infatti, esisteva una mentalità ostile alla fede, espressa da forze che cercavano addirittura di impedire l’esercizio del ministero”.
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Aggiornato 4 ore fa · Commenta · Mi piaceNon mi piace più · Mostra post originale
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Simon Dee
Simon Dee
“viviamo in un contesto culturale segnato dalla mentalità edonistica”
E se lo dice lui…
29 minuti fa · Segnala
Gabriele Boddi
Gabriele Boddi
B16 ma se sei te il primo ostile alla ragione!!! Sei te il primo ostile al fatto che le persone possano pensare! Ma vergognatii!!!
27 minuti fa · Segnala
Rupert Santoro
Rupert Santoro
La fedee non serve…
26 minuti fa · Segnala
Monsignor Girotti: “Pedofilia si perdona, aborto è omicidio”
Monsignor Gianfranco Girotti, reggente della Penintenzieria vaticana, è stato intervistato da Il Messaggero, proprio in un momento in cui diffusi scandali stanno coinvolgendo la Chiesa. La confessione, afferma Girotti, è una pratica ormai in calo per “colpa del processo di secolarizzazione”, che porta a “distorcere pure il senso del peccato”. Tra le “nuove forme di peccato”, egli considera la “manipolazione genetica”: “il campo della bioetica poi è così vasto che le violazioni possono davvero essere molteplici, ma il peccato resta sempre uno, non uccidere”.
Nel caso in cui un pedofilo si confessasse, il monsignore sostiene: “se si è pentito sinceramente, lo si assolve” e aggiunge che “dinnanzi a casi di persone consacrate soggette a disordini morali costanti e gravi (sottolineo, costanti e gravi) il confessore dopo aver, senza successo messo in atto tutti i tentativi per ottenere l’assoluzione consiglierà di abbandonare la vita ecclesiastica”. L’intervistatore chiede se il confessore possa denunciare il colpevole all’autorità giudiziaria e Girotti risponde in maniera secca: “Assolutamente no. Il confessore non solo non può imporgli l’autodenuncia, ma non può nemmeno recarsi da un magistrato per denunciarlo. Romperebbe il sigillo sacramentale. Una cosa gravissima. Se lo facesse il confessore incorrerebbe nella scomunica ipso facto, immediata. E poi verrebbe meno pure la fiducia sacramentale che è una disciplina molto rigida da sempre. Basti pensare che durante il Concilio Lateranense, siamo nel XII secolo, fu addirittura emanata una norma che imponeva la sospensione e la reclusione in un monastero per tutta la vita per il sacerdote che aveva rotto il sigillo sacramentale”. Diverso l’atteggiamento rispetto all’aborto, che rimane “un peccato riservato, diciamo speciale”, paragonabile alla “violazione del sigillo sacramentale, l’assoluzione di un complice e la profonazione dell’eucarestia”.
NOTA BENETi invitiamo a rispondere a “L’indifferenza nel mondo giovanile, se ne parla a Forio”: