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Il Decreto e la Preghiera

di Giuseppe Mazzella. “Il Decreto non è la bibbia” ha dichiarato Giacomo Pascale, sindaco di Lacco Ameno che ha svolto un ruolo da protagonista nella redazione del decreto legge n. 109 del 28 settembre 2018 che reca disposizioni per la ricostruzione del Ponte Morandi a Genova, per la ricostruzione post sisma del 21 agosto 2017 per i comuni dell’isola d’Ischia colpiti Casamicciola, Lacco Ameno e Forio e per la ricostruzione in centro-Italia che ha colpito soprattutto nel 2016 il Comune di Amatrice. La parte che riguarda l’ isola d’ Ischia è disciplinata al Capo III dall’art.17 al 36. Non è una Bibbia e potrà e dovrà avere miglioramenti attuativi nei sessanta giorni per la riconversione in Legge da parte del Parlamento. C’è un’ampia disponibilità da parte di tutte le forze politiche presenti in Parlamento di maggioranza e di opposizione per apportare miglioramenti ma nessuno non riconosce l’urgenza della Repubblica di intervenire su queste tre emergenze Nazionali.
Il “Pentateuco” costituito dai primi cinque libri della Bibbia – Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteranomio – comincia dalla creazione della Terra da parte dell’ Onnipotente che impiegò sette giorni ma il settimo si riposò. Ho sempre creduto che volesse dare l’esempio all’Uomo che tutto deve essere costruito con gradualità riservandosi di distruggere tutto in sei secondi nella sua Onnipotenza come ha fatto il 21 agosto 2017.
La diciannovesima giornata europea della cultura ebraica si celebra domenica 14 ottobre in 28 Paesi europei ed in Italia sarà celebrata in 87 città fra cui Napoli. La giornata sarà dedicata alla “storia siamo noi”. Un passo del Talmud – l’altro libro fondamentale dell’ebraismo – dice infatti che “le storie sono più importanti delle leggi”.
La Storia della “Programmazione mancata” nell’isola d’Ischia negli ultimi 50 anni e forse più interessante della enormità di leggi, leggine, decreti, regolamenti, studi, che sono state prodotti in questi ultimi 50 anni per l’isola d’Ischia che hanno segnato la massima espansione sociale ed economica dell’isola d’Ischia che oggi conta 64mila abitanti, 3mila imprese iscritte alla Camera di Commercio, oltre 40mila posti-letto, almeno 9500 lavoratori stagionali, circa 10mila studenti.

Il 2018 segna infatti il 50simo anniversario del Piano Regolatore Generale Intercomunale che l’allora Ente per la Valorizzazione dell’isola d’Ischia (EVI) commissionò all’arch. Corrado Bequinot. Il Piano o PRG in sigla non fu mai approvato dalla Regione Campania – subentrata allo Stato nella competenza “trasferita” – e così la “Programmazione”, la nuova politica economica, finanziaria, urbanistica, avviata dallo Stato fin dal 1962 con la famosa “nota aggiuntiva al bilancio dello Stato” di Ugo La Malfa in questi 50 anni è stata la parola più usata ed abusata da tutte le classi dirigenti della Repubblica a tutti i livelli.
Il prossimo anno 2019 si dovranno celebrare i 60 dalla comunicazione del prof. Cristofaro Mennella al Centro Studi su l’isola d’Ischia affinchè fosse ripristinato l’Osservatorio Geofisico di Casamicciola aperto nel 1885 e chiuso nel 1923 e costituito un “Centro Studi di Idroclimatologia” con 11 sezioni compresa la Geofisica e la Vulcanologia.
Queste “storie” acquistano importanza se dopo 134 anni è arrivato un terremoto come è accaduto per ben sei volte nel secolo XIX facendo emergere la natura vulcanica dell’isola d’Ischia che è poi il “miracolo” della sua bellezza e della sua potenzialità economica con il termalismo praticato a Casamicciola, il centro di questa natura vulcanica, fin dal XVI secolo, la cui utilizzazione è stata – come doveva e poteva – estesa a tutte le località dell’isola che io dedico ad “Alfred Rittmann” come Capri la dedica ad Axel Munthe e Procida ad Elsa Morante.
Nella redazione di un decreto legge così importante il Governo e da esso il Parlamento non possono non tener conto di queste “storie” e di cercare di porre rimedio con una legge chiara e con interventi concreti soprattutto alla luce di 50 anni di “mancata Programmazione”.
Trovo parole solenni nel comma 3 dell’art.17 di questo decreto come un versetto della Bibbia o del Talmud. Eccolo: “Il commissario straordinario assicura una ricostruzione unitaria e omogenea nei territori colpiti dal sima anche attraverso specifici piani di delocalizzazione e trasformazione urbana e a tal fine programma l’uso delle risorse finanziarie e adotta le direttive necessarie per la progettazione ed esecuzione degli interventi nonché per la determinazione dei contributi spettanti ai beneficiari sulla base del danno, della vulnerabilità e di costi parametrici”.
Trovo che tutto quanto viene detto in attuazione di questo comma negli articoli successivi è molto contradittorio, confuso, indistinto. Infatti non viene indicato chi e come dovrà fare i “piani di delocalizzazione e di trasformazione urbana” e così questo dettato fa del piano di “ricostruzione” una gigantesca OPERA PUBBLICA che la Repubblica deve finanziare dando finalmente all’isola un PIANO DI ASSETTO TERRITORIALE ed un REGOLAMENTO EDILIZIO UNITARIO. E’ quello che il Regno d’Italia fece dopo il terremoto del 28 luglio 1883. In un anno.

Questo obbligo da parte della Repubblica di dare all’isola un realistico e praticabile Piano di Assetto Territoriale tenendo conto del comunque “costruito” fino al 31 dicembre 2003 lo porrei all’art.25 in luogo del riferimento ai tre condoni. Perché è dannoso inutilmente “demolire” cioè che può essere salvato ma è necessario “demolire” cioè che è pericoloso non perché offende il paesaggio ma perché il vulcano sottostante non ne permette la fruizione abitativa. I nomi stessi dei luoghi colpiti – gli stessi da oltre 4 secoli – “Pantane”, “Purgatorio”, “Fango” ne impongono una “delocalizzazione” ed una valorizzazione naturalistica e scientifica come ha suggerito il prof. Giuseppe Luongo fin dalla conferenza stampa del 26 agosto 2017 a Casamicciola.
“La ricostruzione unitaria ed omogenea” non può avvenire senza un coraggioso Piano di Assetto Territoriale ma nello stesso tempo Casamicciola deve continuare a vivere nel suo popolo e nella sua economia e da qui la proposta che Gino Barbieri ed io faremo nei prossimi giorni con la “Ricostruzione Possibile”.
Dare valore alle parole del terzo comma spetterà al Parlamento con i necessari miglioramenti perché il dramma non solo dei diretti sfollati-circa 2500 – ma di una popolazione di oltre 10mila abitanti di Casamicciola e Lacco Ameno con le loro famiglie, le loro attività, diviene ogni giorno di più più grave. Ricordo una poesia del popolo del Malawi, in Africa, dove c’è il più alto livello di povertà al mondo. Dice:

Avevo fame e voi avete fondato un club
a scopo umanitario e avete discusso sulla mia fame.
Ve ne ringrazio.

Ero in prigione
e voi siete entrati
furtivamente in chiesa
a pregare
per la mia liberazione.
Ve ne ringrazio.

Ero nudo
e voi avete esaminato seriamente
le conseguenze morali della mia
nudità.
Ve ne ringrazio.

Ero ammalato
e voi vi siete messi in ginocchio
a ringraziare il Signore
per avervi dato la salute.
Ve ne ringrazio.

Ero senza tetto
e voi avete predicato
le risorse dell’amore di Dio.
Ve ne ringrazio.

Sembravate tanto religiosi e tanto
vicini a Dio. Ma io ho ancora fame,
sono ancora solo, nudo, ammalato,
prigioniero e senza tetto.


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