Dal 2011 cedolare secca sui contratti di fitto. Un primo, mezzo passo contro l’evasione e l’abusivismo ad Ischia
| Pubblicato da Redazione |
di Mario Goffredo. E’ da tempo che discuto di cedolare secca come forma di reazione e di parziale soluzione alle problematiche legate all’esigenza abitativa sull’Isola d’Ischia e con mia lieta sorpresa il Governo ha provveduto con un primo Decreto Attuativo ad includere tale norma nelle misure finalizzate al federalismo fiscale.
L’aliquota fiscale viene fissata in un 20% del fitto percepito, unificando, semplificando e diminuendo un carico fiscale che nel campo dei contratti locatizi ha sempre determinato un sommerso (fitti percepiti in nero) enorme. Dal gennaio 2011, con la nuova normativa, il proprietario di casa sarà tenuto a versare al fisco un quinto del canone percepito: per esempio su di una somma di 500,00 euro/mensili, dovrà versare mensilmente nelle casse dello Stato 100,00, con un guadagno netto e pulito di 400 euro.
Prima di tale normativa e ancora adesso, in attesa dell’applicazione prevista per il gennaio 2011, la somma che bisognava versare come tassa sui fitti percepiti, si calcolava in base alla fascia reddituale di pertinenza calcolata in base alla dichiarazione IRPEF, quindi comprensiva di tutti i redditi, compreso quello da fitto. A ciò bisognava aggiungere le imposte di bollo e di registro. Con la cedolare tale confusione viene risolta e unificata in un’unica quota da calcolare sul canone percepito e fissata al 20%, scorporandola dall’IRPEF.
Gli effetti benefici di tale misura – sebbene non poche siano le deficienze della normativa specialmente in favore dell’inquilino – sono molteplici ed importanti in un territorio come quello isolano, in cui il mercato immobiliare è particolarmente sviluppato e al contempo rigido. Primo fra tutti è l’assoluta convenienza a dichiarare in toto la somma percepita a titolo di canone, sia per la possibilità di avere la tutela giuridica e giudiziaria che solo un contratto registrato garantisce, sia per l’inasprimento che la normativa in discussione stabilisce in caso di evasione parziale e totale.
La riduzione fiscale dovrebbe agevolare anche una calmierazione delle fittanze, stante il minor carico e quindi la possibilità di ridurre la cifra richiesta come canone, rispondendo così all’esigenza abitativa che la cittadinanza isolana manifesta, alla base poi del tanto sbandierato abusivismo di necessità , dove per necessità si intende quella abitativa, a cui quindi potrebbe far fronte una contrattualistica relativa ai fitti molto più semplice, così evitando di costringere a doversi costruire una nuova abitazione, ammesso che esista questa costrizione. Ma la normativa in questione (speriamo in ritocchi prima dell’entrata in vigore) dovrebbe prevedere forme di tetto massimo da stabilire con accordi territoriali e avendo particolare riguardo ai contratti pluriannuali che darebbero più garanzia all’inquilino che cerca una stabilità abitativa. Cosa che purtroppo per ora non fa.
Il gettito proveniente da tale misura sarà di pertinenza delle casse comunali (così sembra dai primi commenti fatti alla nota trasmessa dal Governo) e quindi rappresenta per le municipalità ischi tane una ghiottissima possibilità di riassesto finanziario, data l’enorme mole di immobili presenti sull’Isola con contratti di locazione non dichiarati.
Purtroppo le carenze della normativa in discussione sono la mancata previsione della possibilità di detrazione di parte del fitto da attribuire all’inquilino e la persistente esclusione dei contratti di fitto per usi non abitativi, ma commerciali, dove si potrebbe fare molto in aiuto dei commercianti che lavorano in locali in fitto, spesso assoggettati a canoni stellari. Ma una discreta pressione politica potrebbe portare degli aggiustamenti nelle more del varo definitivo della norma che dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno.
Quindi, un buon primo passo, ma migliorabile in molti aspetti e spetta ai Comuni alzare la voce per rendere la gestione del territorio più semplice e rispondente alle necessità della popolazione.
Fonte: movimento.ischiablog.it





























4 Commenti, Commenta o fai un Ping
Brigida - Data: 7/8/2010 21:01:34 - IP: 217.203.11.xxx
Pensi bene ma sei ingenuo. Conoscendo la situazione qui… per l’inquilino non ci sarà nessun ribasso. Anzi, se chi affitta incassava 500 Euro in nero ora – per pagare la tassa – semplicemente aumenterà del 20%. Mangiare o affogare. Ma davvero credi che qui di botto si diventerà tutti onesti?
Tu sei in affitto o hai la casa di proprietà ? Io vivo in affitto e so quanto è difficile trovare casa con contratto. Per non parlare dei prezzi. :/
pedro - Data: 16/8/2010 17:13:35 - IP: 93.34.201.xxx
finalmente!! speriamo che anche al sud si cominci ad entrare nell’ottica che le tasse vanno pagate!!
Mario Goffredo - Data: 24/8/2010 14:04:17 - IP: 79.33.25.xxx
Purtroppo Brigida hai ragione e riconosco per primo, nell’articolo stesso, le deficienze di una normativa che sebbene parta dalla giusta scelta di semplificare e ridurre il carico fiscale sui fitti, non agevola inspiegabilmente la posizione dell’inquilino, concedendogli la possibilità di sgravi fiscali in base al fitto pagato, che gioverebbero ad un sano conflitto di interessi.
Allo stesso tempo però, tale primo passo consente una più facile emersione nella legalità di un mondo contrattuale che viaggia ancora per larga parte nel sommerso dell’evasione. Sarebbe importante una debita pressione politica dei nostri rappresentanti politici (pagati e votati per fare questo) e la mobilitazione di entità come l’ANCIM (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori) per migliorare tale normativa, data l’alta emergenza che le Isole fisiologicamente vivono per l’esigenza abitativa e per il conseguente abusivismo, che in piccola parte rispetto a quello speculativo, è spesso indotto dalla incapacità di far fronte a prezzi eccessivi legati alla locazione e alla compravendita immobiliare.
Riguardo ai prezzi, spero che contribuisca ad una giusta calmierazione dei prezzi anche l’elevata offerta immobiliare presente sull’Isola d’Ischia, dove il fitto turistico comincia a presentare gravi flessioni, inducendo molti a scegliere le fittanze pluriannuali.
Ad ogni buon conto, invito tutti i proprietari di casa, alla luce di tale agevolazione fiscale, a regolarizzare i propri contratti locatizi per essere tutelati anche giuridicamente e giudizialmente in rappporti contrattuali spesso molto difficili.
Brigida - Data: 24/8/2010 21:17:52 - IP: 217.203.5.xxx
Stamattina su Radio 24 si parlava proprio di questo tema. E come inquilino ancora la vedo nera. Anche perché è emerso un altro fatto. Se qualcuno che affittava in nero volesse uscire finalmente… potrebbe incappare in un accertamento di redditi fino a 5 anni nel passato. Figuriamoci chi non preferisce rischiare a questo punto e continuare come prima. Tanto per noi inquilini è sempre “bere o affogare”. E per gli fitti estivi, proprio questo è stato uno dei temi. E’ più facile sfuggire al fisco per uno o due mesi in nero che non con “contratti” annuali.
Si era chiaramento detto che per gli inquilini la cosa non aiuta di certo.
Caro Mario, qui siamo su un isola. Un pianeta chiuso. Siamo praticamente in galera ed in mano a tanti monopoli. Sulle case, sui trasporti (la benzina più cara d’Italia perché non possiamo imbarcarci “un attimo” e fare il pieno a Napoli per risparmiare, hanno proprio fatto cartello qui). Ci sono tante magagne ma questo lo sai.
Ah, off-topic ma interessante: erano giorni che in giro si temeva che Tirrenia facesse la fine di Alitalia con bad/good companies. Ecco, avevano ragione. E sempre noi pagheremo. Oltre a farci spennare dai privati.
NOTA BENETi invitiamo a rispondere a “Dal 2011 cedolare secca sui contratti di fitto. Un primo, mezzo passo contro l’evasione e l’abusivismo ad Ischia”: