Comune Unico Ischia, da sempre le donne sono già state protagoniste del cambiamento
di Vincente Schiano Se andiamo indietro nel tempo ci accorgiamo che le donne sono state viste come una “questione”, un problema sociale e/o una minoranza da tutelare. Sulla nostra isola penso, come in Italia, risultano essere la maggioranza della popolazione. Personalmente non ho mai visto la donna come una “questione”. Se esiste una “questione” nel nostro Paese è la questione “politica” dove impegnato con caparbietà è l’individuo di sesso maschile, quindi, parziale oltre che sempre più scadente, a fronte di una società non solo, numericamente sempre più femminile. Non sono pochi gli osservatori, analisti nazionali e internazionali che manifestamente si sono schierati contro il fatto di tenere fuori le donne dai luoghi di decisione. A loro dire, ma ragionevolmente condiviso, costituisce il principale freno allo sviluppo complessivo del nostro Paese.
Sulla nostra isola, le donne sono già state protagoniste del cambiamento, dal dopo guerra ad oggi, nell’amministrare bene i guadagni degli emigranti e naviganti (mariti, fratelli e figli). Oggi saranno protagoniste di un nuovo cambiamento di cui anche l’isola d’Ischia ha bisogno: unire le comunità isolane in un Comune Unico. Vere portatrici sane di quel desiderio di cui da tempo e da più parti si segnala la mancanza. Sono certo che riusciranno a rimuovere ogni ostacolo posto. Saranno protagoniste di un evento che le future generazioni saranno loro grate, in particolar modo perché valorizzeranno l’universo femminile in linea con le politiche di pari opportunità. E’ la natura stessa della donna con quella particolare sensibilità a meglio gestire esperienze, situazioni, innovazioni, episodi reali o immaginari, dire quello che deve ancora cambiare nei rapporti sociali per migliorare le condizioni. Sono certo che le nostre donne ci permetteranno di uscire dalla paralizzante situazione propinata dai diversi gruppi politici, anche e non solo, per non aver rifiutato alle contrapposizioni personali per una possibile intesa. E’ proprio questa visione alta della politica, come attività nobile e disinteressata, come strumento per cambiare la società ischitana e per promuovere maggiore dignità, diritti, libertà delle nostre donne che farà un esempio da proporre.
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