Accordo De Siano- Ferrandino. Così faran tutti?
| Pubblicato da Redazione |Di Graziano Petrucci – Luigi Telese ha definito questo accordo << matrimonio innaturale>> oltre a trarne, da persona navigata qual è, conseguenze sul piano elettorale e politico. Le impressioni sul compromesso tra De Siano e Ferrandino continuano a stare al centro della cronaca in terraferma. La conferenza stampa dei ‘ Big in house’ al Calise qualche settimana fa, dalla quale ci saremmo aspettati qualcosa di piu’, ha provocato una serie di reazioni su e giu per lo stivale. Alcuni quotidiani nazionali hanno espresso giudizi tutt’altro che positivi e l’immagine dell’isola che è passata è stata quella di un laboratorio dov’e’ semplice portare avanti alleanze spurie. Uno sguardo ottimistico, al contrario, lo suggerisce il coordinatore di Generazione Futuro, il movimento giovanile di FLI, Gianmarco Mariniello: << Probabilmente è un nuovo corso della politica italiana, inaugurata con il Governo Monti, e potrà avere conseguenze anche sul territorio>> Quindi i giovani di Generazione Futuro guardano al nuovo assetto( Pd-PDL) come una novita’?<< Più o meno. Di sicuro è una cosa nuova>>. Oltre le sigle dunque, lasciando inalterata la propria identità politica, si percorre una nuova strada anche ‘sul’ territorio? << Così pare>>.Luigi Muro,parlamentare di FLI, dalle pagine del nostro giornale ha tenuto a precisare che non si tratta di unione tra sigle ma tra singoli, escludendo di fatto un pieno coinvolgimento dei partiti. Di diverso avviso, invece, Pippo Civati, consigliere regionale in quota Pd in Lombardia. Lo abbiamo raggiunto su twitter chiedendogli cosa ne pensa di questa unione che, si ipotizza, potrebbe uscire fuori dei confini isolani: << Ecco, non gli farei prendere l’aliscafo, al progetto>>. Il leader di Sel,Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, su L’Unità“è ancora più severo:<>. Riflessioni, le sue, che tendono a evidenziare possibili finalità egemoniche. Nessuna novita’, infatti, se si ripete che questo che sembra avere sembianze di alleanza interisolana di fatto pero’ accorpa una serie di poteri economici. Se da un lato nasconde una possibile spartizione del territorio ammantata dall’illusione democratica dall’altro trova l’avallo di bacini politici con qualcuno da rimessa. Tuttavia, aspettiamo di vedere se la lezione di filosofia al Calise potra’ essere sostituita e supportata da altro. Un programma, ad esempio, capace di individuare punti nodali e soluzioni, nonchè tempi e modi in una scala delle priorità. Il minimo da fare su un terreno dove ha sempre imperato la mancanza di programmazione. Tuttavia è altrettanto legittimo chiedersi se gli stessi che hanno contribuito a generare le falle del sistema possono oggi godere di una ritrovata aura di credibilità per contrapporla all’encefalogramma piatto di questi anni. Un dato su tutti, che contribuirebbe a rendere credibile l’idea meno le persone, potrebbe rivelarsi lo stimolo alla partecipazione di chi e’ al di fuori dei giochi di palazzo. Un comportamento rivoluzionario, certo, ma cheallontanerebbe il possibile disegno per arrivare a una sorta di feudo marcato ‘ Ischia, i love you’, oltre che aprire al confronto cosa alla quale i politici nostrani sono poco propensi. Chi saranno gli altri attori in questo spettacolo? La blindatura delle liste si presenta con doppio effetto. Se per un verso i giochi appaiono gia fatti in gran parte dei comuni, dall’altro fino a maggio potrebbero rivelarsi malumori e spingere molti in direzioni opposte. Se bacini di scontenti si stanno dando da fare, tuttavia c’e’ un soggetto, il Movimento 5stelle secondo qualcuno potrebbe rappresentare un terzo incomodo, che da sempre afferma di essere costituito da cittadini che non hanno a che fare con partiti.Per il momento sara’ presente solo nella competizione a Barano e sembra l’unico a voler rompere schemi atavici e familiari. Ad oggi sta tendendo a strutturare una propria personalita’ e purtroppo la lotta impari che dovra’ combattere sul piano elettorale-familiare di sicuro costringera’ i suoi attivisti ad essere ancora più pratici con un programma capace di spiegare alle gente cosa e come ‘si deve’ fare per l’isola. In più, per affermare in modo graduale l’idea dell’innovazione non guasterebbe l’apertura di uno spazio di dialogo con altre forze per arrivare a una piattaforma condivisa, senza il rischio di intaccare identita’ o comportamenti etici. Giusto per non ripetere gli stessi errori di certa classe politica, autoconvinta che la dialettica e’ qualcosa che si studia a scuola. Come la filosofia, <>































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