Natura e salute,Politica e società ago 3, 2010
Regno di Nettuno. Verdi: “Non è più un Area Marina Protetta ma una macchina per fare soldi che ha autorizzato anche la mattanza di tonno rosso”.
| Pubblicato da Redazione |
Chiesto intervento del Ministro dell’Ambiente per commissariare l’Ente gestore. “Se potessi tornare indietro alla mia esperienza di assessore provinciale ai parchi e alle aree protette e cancellare un errore” – dichiara il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli – ” non avrei dubbi eliminerei l’istituzione  dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno. Spinsi tra il 2006 e il 2008 con tutte le mie forze l’ allora Ministro all’ Ambiente Pecoraro Scanio a firmare i decreti, feci realizzare agli uffici competenti nuove perimetrazioni nella convinzione di rendere un servizio alle isole di Ischia e Procida. Mi sbagliavo! Il consorzio di gestione è diventato una macchina per fare soldi e di ambiente , a mio avviso, si occupa davvero poco. In compenso gli stipendi ed i gettoni di Presidente, Direttore e Consiglieri d’ amministrazione sono ottimi!”.“Non si sono mai occupati – accusa Borrelli – della prima fonte di inquinamento del mare che circonda le isole d’ Ischia e Procida e che è la mancanza di depuratori. In compenso hanno varato un regolamento surreale che non protegge la poseidonia ma permette ottimi incassi ai danni del piccolo diportismo che non può permettersi pernottamenti o pranzi sulle isole. Infatti se spendi sulle isole puoi ancorare e distruggere al meglio i fondali. Una nuova idea di ambientalismo che guarda innanzitutto al bussines”.
“Ho scritto all’ attuale Ministro dell’ Ambiente – conclude Borrelli – per chiedere di commissariare il comitato di gestione dell’ Area Marina Protetta con amministratori esterni che facciano gli interessi veri dell’ ambiente e della collettività . D’ altronde l’ andazzo era apparso chiaro fin dall’ inizio quando sempre l’ Area Marina Protetta aveva autorizzato l’ allevamento e la mattanza di tonni rossi nello specchio d’ acqua di Procida con permessi lautamente pagati. Un altro esempio negativo che dovemmo combattere con le associazioni ambientaliste”.






























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