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Regicidio nel Regno di Nettuno: Albino al… bivio! (video)

| Pubblicato da Redazione |

di Riccardo Sepe Visconti. A due anni dal battesimo, per il Regno di Nettuno c’è già chi pensa di compiere un regicidio e proclamare la “Repubblica” ! E noi sappiamo chi ha intenzione di farlo… Se già lo scorso anno erano comparsi manifesti, sia anonimi che firmati, contro le regole imposte dall’AMP al ‘libero e selvaggio’ uso del mare, da qualche settimana è partito un attacco in grande stile. Dai manifesti artigianali si è passati, infatti, agli articoli sulle pagine di quotidiani come Corriere della Sera, Il Mattino e La Repubblica.

La causa scatenante sono le ordinanze emesse dall’area marina, secondo le quali possono ancorare solo i diportisti che dimostrino (previa esibizione di relative ricevute) di aver mangiato in un ristorante o pernottato in un albergo di Ischia o Procida. Per i fautori, un modo per limitare (e si tratta di uno dei primi obiettivi dell’AMP) l’ancoraggio di migliaia di barche davanti a insenature e spiagge – barche che molto spesso, a fine giornata, lasciano solo scarichi di sentina e magari anche una busta di spazzatura gettata a mare, ma i cui occupanti non hanno neppure messo piede a terra. Per i detrattori, un attentato alla libertà ed alle tasche dei ‘poveri diportisti’: insomma, chi paga può anche distruggere la posidonia e chi non può permetterselo… si arrangi! Nella querelle che poteva sembrare limitata ai ristretti confini isolani, è entrato a testa bassa Francesco Borrelli, ex assessore provinciale all’ambiente, nonché esponente dei Verdi, che dalla stampa nazionale si è scagliato violentemente contro questa specifica iniziativa dell’area marina, definendola solo un modo “per fare cassa” e concludendo in maniera perentoria che – per lui – il Regno di Nettuno “andrebbe commissariato”. E se, sicuramente, ci sono in gioco forti interessi economici dell’industria del diportismo nautico che può sentirsi colpita da tali scelte e ciò può spiegare certe reazioni veementi, è anche indiscutibile che – letta dall’isola – la minaccia di un commissariamento assume un significato tutto particolare. E’ vero, infatti, che da molti mesi è in atto, da parte di alcuni Comuni dell’isola, un’attività ‘politica’ volta a frenare, per non dire ostacolare l’attività dell’AMP (probabilmente va interpretato così anche il blocco degli 800mila euro promessi dal presidente della Provincia Luigi Cesaro in persona, per finanziare il progetto del direttore Strada per l’installazione di 8 depuratori biologici, allo sbocco delle condotte fognarie sottomarine delle due isole). Ischia e Lacco Ameno, in particolare, hanno assunto posizioni pubblicamente critiche verso l’azione dell’AMP, per es. in consiglio comunale a Ischia, producendo un documento contro il divieto di pesca in apnea, e soprattutto in occasione del concorso per il direttore tecnico del Regno di Nettuno. Si tratta di un ruolo fondamentale per la vita della struttura e il suo rinnovo ha costituito un momento delicato di confronto, a più riprese degenerato in scontro, che ha portato allo scoperto, insieme ai nervi, l’ambizione di alcuni (…!) a controllare il Consorzio. I Comuni si sono divisi sul rinnovo del direttore, fra quelli che volevano la riconferma dell’attuale e quelli che puntavano ad una figura diversa. Per es. più orientabile? Possibile. Anche se, per ora, le schermaglie che hanno visto schierati in maniera netta, da una parte Procida e Forio (seguiti da Serrara Fontana e nell’ultima fase da Casamicciola) – favorevoli al direttore in carica – e dall’altra Ischia e Lacco Ameno (con Barano), desiderosi di individuare un nome nuovo, si sono risolte rimandando il problema “a settembre”. Il primo bando, infatti, è stato annullato per essere sostituito da un secondo (che scade appunto a fine estate), nel quale i Sindaci hanno concordato maglie leggermente più larghe nell’individuazione dei requisiti del direttore ‘ideale’. E nel frattempo, giusto per tenere alta la tensione e non far dimenticare che l’attuale conduzione scontenta alcuni, ecco che arriva l’attacco all’ancoraggio condizionato alla spesa in una struttura isolana e l’invocazione del commissariamento. Naturalmente, il consorzio dei Comuni che gestisce l’area marina si è presentato diviso anche nella replica a queste gravi accuse. Infatti, quando si è trattato di sottoscrivere il documento di difesa, due Comuni se ne sono astenuti: guarda un po’, proprio Ischia e Lacco Ameno! Giosi Ferrandino e Domenico De Siano: ancora una volta un filo unisce le scelte e le conseguenti azioni dei due più potenti politici isolani. Dall’acquisto del Polifunzionale da parte della Provincia, al patto elettorale di desistenza alle scorse Regionali, alle scelte concordi sul destino del Regno di Nettuno, passando attraverso il macrocomune Litoraneo, assistiamo ormai da tempo a operazioni politiche – sovracomunali e che travalicano i confini dell’isola, – che li vedono sempre protagonisti. Tornando al tormentato cammino del Regno di Nettuno, sul versante degli equilibri politici, un nuovo scossone potrebbe venire dal rinnovo del consiglio di amministrazione, composto da sette persone, una per Comune, che sono l’interfaccia delle singole Amministrazioni con la direzione. Vi è, infatti, un illustre personaggio in cerca di collocazione: si tratta del (finalmente!) uscente presidente del Regno di Nettuno, Albino, detto Nichi, Ambrosio. Il quale nel giro di due soli anni dalla creazione dell’AMP – dopo esserne stato il fautore più convinto, il paladino, il primo motore – rischia di essere estromesso dalla ‘sua creatura’. Infatti, dopo essere stato ripescato in extremis due anni fa dal comune di Serrara Fontana come proprio rappresentante nel CdA oggi uscente, ha evidentemente condotto il suo ruolo in maniera poco soddisfacente, visto che Serrara ha dichiarato pubblicamente il proprio scontento sul suo operato e l’intenzione di non ricandidarlo. Declino di un astro? Fatto sta che sembra che il presidente uscente stia febbrilmente cercando ‘asilo’ e sponsorizzazione presso un altro Comune, ma anche che sia difficile ottenerli. Ultimo candidato a questo ruolo, Casamicciola, anche se il recentissimo cambio di assessore all’AMP – il sindaco D’Ambrosio ha appena assegnato la delega al vicesindaco Peppe Silvitelli – rischia di infrangere speranze e fragili accordi. Pare, in effetti, che nelle stanze alte della cittadella termale il nome di Ambrosio non stia affatto bene e quindi lui dovrà ripartire alla ricerca di un nuovo sostenitore, per riuscire a rimanere – è il caso di dirlo – ‘a galla’…! Ma, nel frattempo, è assai improbabile che trovi sostegno nel comune di Ischia, come del resto a Procida, dove non è assolutamente ben visto dalla comunità dei pescatori ed è quindi difficile che il suo nome venga scelto da Luigi Muro a rischio di inimicarsi a sua volta la base elettorale.

Riccardo Sepe Visconti

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