Pineta Bosco della Maddalena: il P.C.I.M-L. sta organizzando una manifestazione popolare
Pubblicato da Gennaro SavioDOMENICO SAVIO: UN CRIMINE DI STATO PER OGNI PINO ABBATTUTO. LO STATO DEI POTENTI CALPESTA LA COSTITUZIONE E IL PAESAGGIO!
Sabato 5 dicembre 2009 alle ore 10,00 manifestazione popolare nella Pineta Bosco della Maddalena a Casamicciola per chiedere la fine immediata dello scellerato abbattimento dei pini, la costruzione altrove della caserma della Forestale, la rapida ripiantumazione dei pini barbaramente abbattuti e la pronta individuazione delle responsabilità dei gravi avvenimenti di questi giorni.
di Domenico Savio*
Uno spettro si aggira per l’isola d’Ischia, è lo spettro del disboscamento e della desertificazione nella lussureggiante Pineta Bosco della Maddalena nel comune di Casamicciola Terme da parte dello Stato italiano. Questa è l’immagine desolante e sconcertante che si presenta ai nostri occhi osservando la parte più a valle di tale pineta. Stendendo lo sguardo su quella maciullata macchia mediterranea e su quel cimitero di decine di pini rigogliosi segati alla base, abbattuti e sezionati con una violenza inaudita e una feroce cattiveria, ci assale una tristezza infinita, una malinconia cupa e rabbiosa e allo stesso tempo una reazione incontenibile. Quando l’uomo infierisce così brutalmente contro la natura che gli ha dato i natali e gli consente di vivere significa che non ha più rispetto neppure di se stesso.
Oramai quell’area disboscata è diventata una landa brulla sulla quale dovrebbe sorgere un mostro di cemento armato su tre livelli con alloggi in pineta. Il viandante ignaro osservando quel campo di battaglia tra la potenza cieca e repressiva dello Stato e l’indifesa natura violentata, decapitata e seppellita potrebbe chiedersi quale grande speculatore e pasticciere del cemento oppure quale disegno mafioso o camorristico si nasconde dietro quel macabro spettacolo e mai penserebbe che quella tragedia ambientale la sta consumando lo Stato e il potere politico capitalistico italiano, cioè proprio quella istituzione e quel potere che ai sensi dell’art.9 della Costituzione – che recita testualmente: la Repubblica “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione” – sono deputati a salvaguardare il patrimonio ambientale del nostro paese.
E’ un vero massacro ambientale di Stato, commesso con impressionante violenza proprio da quello Stato, governato dalla classe sociale dei potenti, che in questi giorni sta abbattendo con una brutalità e una disumanità senza limiti la prima e unica casa di abitazione di tante povere famiglie lavoratrici buttando letteralmente sulla strada e nella più cupa disperazione donne, uomini, bambini e disabili e che sostiene di farlo per salvaguardare l’ambiente “deturpato” dall’abusivismo di necessità sociale. Naturalmente si tratta di uno Stato che è totalmente estraneo ai bisogni della classe lavoratrice e delle masse popolari, il quale mentre da una parte demolisce le case della povera gente per “difendere” l’ambiente, afferma, dall’altro e per interessi estranei alla collettività distrugge una parte importante del nostro patrimonio ambientale: è una vergogna politica e di potere senza fine!
La tragedia ambientale che si sta consumando in quella pineta è una vergogna umana e sociale, è un vero crimine contro l’ambiente e la circostanza che più fa male alle coscienze libere e sensibili è che tale crimine viene commesso da una serie di istituzioni pubbliche senza che nessun’altra intervenga rapidamente, drasticamente e definitivamente per fermare quella devastazione, voluta e consumata dal potere politico e istituzionale. Decine di pini sono stati selvaggiamente abbattuti e un vasto sottobosco è stato distrutto senza che per due lunghi giorni nessuno sia intervenuto per fermare le seghe elettriche e, anzi, taluni hanno persino avuto la possibilità di inveire contro la protesta di qualche libero cittadino. E’ un episodio scandaloso che mal depone dinanzi all’intelligente dell’uomo, ma si sa che non tutti hanno la stessa sensibilità sociale e lo stesso rispetto per la Natura.
Si sta distruggendo un pezzo importante di pineta per costruivi una caserma del Corpo Forestale dello Stato, comprensiva di alloggi, che può essere agevolmente costruita altrove; non è vero che i pini abbattuti erano tutti malati, come qualcuno interessato alla vicenda ha sostenuto, solo che essi andavano sfoltiti da anni e l’istituzione preposta non l’ha colpevolmente fatto; la zona è ad alto rischio idrogeologico e il taglio della pineta favorisce il verificarsi di possibili alluvioni a valle, mentre la comunità casamicciolese è appena reduce da una disgrazia alluvionale, che ha causato la morte di una giovane ragazza, decine di feriti, distruzioni e danni ingenti; proprietario del sito è il comune di Casamicciola, che mai l’ha trasferito all’ente competente per costruirvi la caserma; mancano la necessaria modifica del piano regolatore comunale e il permesso a costruire; la Soprintendenza per i beni ambientali di Napoli ha espresso più volte il parere negativo alla realizzazione dell’opera nella pineta, perché avrebbe comportato l’abbattimento di decine di pini e la distruzione di un’ampia macchia mediterranea.
La costruzione di una caserma della Forestale, ancor più se dotata di alloggi, non è un’opera di difesa o di strategia militare e, per tanto, per la sua realizzazione non può essere invocata la specifica procedura legislativa. Inoltre, la normativa sulla semplificazione e velocizzazione dell’iter amministrativo per l’esecuzione di opere da parte di amministrazioni statali o di enti pubblici territoriali – art.20 del Decreto Legge 29 novembre 2008 n.185 e art.81 del D.P.R. 24 luglio 1977 n.616 – prevede che quando nella conferenza di servizio una istituzione dello Stato non esprime parere favorevole, nel caso in discussione la Soprintendenza per i beni ambientali di Napoli, “si provvede sentita la commissione interparlamentare per le questioni regionali con decreto del Presidente della Repubblica previa deliberazione del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro e dei Ministri competenti per materia”, adempimento che non ci risulta essere stato espletato.
Di conseguenza ci troviamo dinanzi ad una vera arroganza e prepotenza di Stato, che non rispetta le procedure previste e che fa valere solo la forza impositiva del potere, con tutte le tragiche conseguenze a cui stiamo assistendo. Se un semplice cittadino avesse abbattuto uno solo di quei pini sicuramente lo avrebbero immediatamente arrestato, processato e condannato, mentre nel caso in discussione e sino a questo momento c’è stata una inammissibile, intollerabile e grave impunità di Stato, ciò quando la legge dovrebbe essere uguale per tutti. Riteniamo che quanto è avvenuto nella Pineta Bosco della Maddalena tra lunedì 23 e martedì 24 novembre 2009 sia di una gravità enorme e che vi siano pesanti responsabilità istituzionali e personali che attendono di essere indagate e giudicate. Pensiamo che siano stati commessi dei gravi reati contro il paesaggio e che vadano presto sanzionati. Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista chiede alla Magistratura di aprire un’indagine complessiva e dettagliata sull’intera e triste vicenda, allo scopo di fermare una volta per sempre quello scempio e di perseguire ogni eventuale responsabilità amministrativa e penale che dovesse emergere dall’indagine.
Intanto il P.C.I.M-L. sta organizzando una manifestazione popolare per sabato 5 dicembre 2009 alle ore 10,00 proprio nella Pineta Bosco della Maddalena, esattamente sulla strada davanti a quel cimitero della Natura voluto e imposto dal potere politico e istituzionale dello Stato borghese e capitalistico italiano, per protestare contro la devastazione di quella parte di pineta, per rivendicare che venga subito messo fine a quella scellerata mattanza dei pini, per chiedere che i lavori siano definitivamente bloccati e che la caserma della Forestale venga costruita altrove oppure trovi sistemazione in uno stabile già esistente, per rivendicare l’immediata ripiantumazione dei pini brutalmente abbattuti e per chiedere che venga fatta presto giustizia di quella tragedia ambientale. Invitiamo tutti gli isolani e il mondo della scuola a partecipare alla protesta.
Isola d’Ischia (Napoli), 27 novembre 2009.
* Segretario generale del P.C.I.M-L.






















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