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Il Direttore AMP Regno di Nettuno replica alle accuse di Borrelli

| Pubblicato da Redazione |

di Riccardo Maria Strada. Mi dispiace dover intervenire per confutare le affermazioni di chi, preso dal sacro fuoco dell’ignoranza vuole tramandare ad altri questa sua importante qualità.
Ritengo che la gestione di un’Area Marina protetta istituita dallo stato sia una faccenda terribilmente seria, e può darsi che il sottoscritto non sia il migliore dei direttori possibili, ma credo che prima di criticare la gestione si debba sapere “che cosa è, la gestione”.
Inoltre tutti gli atti di un ente pubblico sono, per definizione pubblici, almeno, per quanto riguarda la nostra gestione, e se si ha un minimo di competenza non è difficile comprendere alcuni semplici concetti di amministrazione (ci sono riuscito persino io….)

Capitolo 1, I compensi del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Regno di Nettuno.
Come l’ex assessore Borrelli dovrebbe sapere, il finanziamento che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, di cui lui ha frequentato le stanze, attribuisce ad ogni Area Marina Protetta NON PUO’ ESSERE USATO PER PAGARE I COMPENSI DEGLI ORGANI DEL CONSORZIO, tranne che per lo stipendio del Direttore, che non è un organo del Consorzio, ma dell’Area Marina Protetta.
Allo stesso modo non possono essere usati i fondi che vengono da sanzioni od autorizzazioni, che devono essere destinati al funzionamento ed ai progetti di gestione ambientale.
Quindi il Consiglio di Amministrazione deve ricevere i suoi compensi, se così deciso dall’Assemblea del Consorzio, dalle rimesse dirette delle Amministrazioni Comunali, che notoriamente, dal 2007 non hanno versato neanche la quota costitutiva del fondo iniziale, pari a 15.000 euro per Comune.
Per questo motivo, sebbene l’Assemblea del consorzio abbia  indicato,  per l’anno 2008 (e solo per quello) l’ipotetica entità dei compensi del CdA, citata dall’ex assessore Borrelli, il CdA stesso non ha mai inserito quelle cifre in bilancio, che è l’unico atto che potrebbe far gridare allo scandalo un ex assessore.
Non essendo mai state inserite in bilancio il CdA non ha mai avuto intenzione di incassarle, anche perché mancava la previsione di incasso relativa.
Forse per un ex assessore è difficile credere che ci siano amministratori coscienziosi che non tentino di rubare fondi dei cittadini, ma tantè ognuno è solo con la sua coscienza a far “del proprio cor l’altrui misura”.
Peraltro è vero che lo stipendio lordo del direttore, cioè il sottoscritto, è di 50.000 euro, pari ad uno stipendio mensile di 2100 euro circa, e mi piacerebbe sapere quale è la dichiarazione dei redditi dell’ex assessore Borrelli.

Capitolo 2 la commissione di riserva.
Come l’ex assessore borrelli dovrebbe sapere, le commissioni di riserva di tutte le Aree Marine Protette sono decadute ed in stato di illegittimitĂ , dato che nel 2007 il Ministro Alfonso Pecoraio Scanio, di cui l’ex Assessore ha frequentato le stanze, con l’art. 2, comma 339, della legge 24 dicembre 2007 n. 244 ha modificato radicalmente la composizione delle stesse, portando i membri da 12 a 7, quasi tutti di nomina Ministeriale, stabilendo che:
“In attuazione di quanto disposto dal presente comma, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare procede alla ricostituzione di tutte le commissioni di riserva delle aree marine protette entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.”

Infatti il Ministero dell’Ambiente ha di recente comunicato di essere in procinto di “ricostituire” le Commissioni di Riserva.
Questo però non ha impedito a trenta Aree Marine Protette Italiane di funzionare, ed al Ministro di Promulgare i regolamenti del Regno di Nettuno, perché la protezione della natura prescinde dalle crisi isteriche, dagli interessi di parte della piccola politica locale ed è vincolata, come deciso dalla Carta di Siracusa sulla Biodiversità e dal Piano Nazionale per la Biodiversità ad obiettivi nazionali ed a trattati ed impegni internazionali, che non possono essere frenati da interessi economici di bassa caratura, capaci di influenzare chi si sente escluso dalla stanza dei bottoni.

Non posso che concludere ricordando che tutta l’amministrazione del Consorzio Regno di Nettuno è sotto stretto controllo da parte del Ministero e della sua Ragioneria attraverso il sistema ARES, che, chi ha frequentato tanto le stanze del Ministro dovrebbe conoscere bene, a meno che non fosse impegnato in attività che con le Aree Marine Protette c’entrano poco.

Il Direttore l’AMP Regno di Nettuno
Dr Riccardo Maria Strada

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