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Abusivismo. Diocesi Ischia, fermatevi, evitiamo illegalità.

| Pubblicato da Mauro Iovino |

(ANSA) – ISCHIA (NAPOLI), 17 GIU – “Ischitani fermatevi, evitiamo l’illegalità“: è il messaggio che la diocesi di Ischia lancia agli ischitani sul fronte dell’abusivismo e delle contestuali demolizioni. Questa mattina nella curia vescovile di Ischia si è tenuta una conferenza stampa della Commissione diocesana per i problemi sociali e il lavoro presieduta da don Gaetano Pugliese. Parla di “conversione e cambiamento di mentalità invertendo la rotta finora seguita e riparando solo i casi di estrema necessita” il vescovo di Ischia, mons. Filippo Strofaldi che ha inviato un messaggio di apertura. “Quanto è accaduto e ancora accade – è scritto nel documento della commissione – è il tragico epilogo di una cultura deformata, per cui la ‘casa comune’, cioé la nostra generosa terra, è stata vista come oggetto di conquista e sfruttamento integrale per soddisfare i propri bisogni, in una dimensione prevalentemente turistica della nostra economia, senza alcuna considerazione per lo sviluppo sostenibile e per le generazioni future. Da più parti si è parlato delle responsabilità gravi di tanti, dei singoli cittadini, degli amministratori, degli avvocati, dei tecnici, dei ministri della chiesa poco illuminati. Abbiamo anche approfondito queste responsabilità e dibattuto sulle loro radici”. La Chiesa di Ischia si interroga quindi sul da farsi e si chiede: “Ma ora? Pur individuandole, come riscattarci? Da dove ripartire? Dove vogliamo andare? Ischia vive di turismo: è il nostro bene comune e primario. Crollando il turismo e con esso il lavoro, che ce ne facciamo delle case e degli alberghi? Terribili domande ci assillano: i nostri figli dove abiteranno? Ci sarà una casa per loro? Quale il loro lavoro? L’urgenza di risposte a queste domande supera tutte le questioni degli abusi e degli abbattimenti, ma, evidentemente, la nostra attenzione e le nostre cure sono rivolte ad altro, se all’inizio della stagione balneare, il nostro mare è ancora sporco. Chi dobbiamo attendere per il recupero ambientale? Eppure tanti nostri amministratori sono albergatori o, comunque, operatori del settore turistico. C’é qualcosa che ci sfugge…”. E venendo al punto delle demolizioni che la Procura di Napoli vuole eseguire in esecuzione di sentenze passate in giudicato la commissione diocesana afferma: “I 600 abbattimenti previsti rappresentano un disastro anche ambientale ed economico, mentre c’é chi soffre perché non trova casa e non riesce a mettere su famiglia. Eliminando le costruzioni di negativo impatto ambientale, potrebbero incrociarsi le due esigenze: la tutela del diritto alla casa e delle abitazioni ormai costruite? Si impone il coraggio di scelte difficili, di un progetto ‘Isola d’Ischià specifico, che vada al di là delle normative vigenti, che sottragga il futuro dei nostri giovani alle manovre di speculatori di ogni sorta, per la costruzione di una nuova coscienza del bene comune e della responsabilità personale”. Quindi un messaggio alle istituzioni: ‘L’emergenza isola d’Ischia va portata all’attenzione del Governo italiano e delle massime cariche istituzionali. Riusciranno le nostre ‘menti pensanti’, politici, amministratori, imprenditori e avvocati, nell’impresa? Certo, se siamo a questo punto, essi non sono esenti da colpe! Tuttavia ora si presenta l’occasione giusta per rimediare e per restituire ai cittadini quel debito di fiducia sul quale si sono costruite brillanti carriere in tutti i campi. Ciascuno di noi deve fare la sua parte. Non è possibile scaricare su poche persone la responsabilità di tirarci fuori dal tunnel e continuare a costruire illegalmente. A tutti gli ischitani, perciò, diciamo: Fermatevi, evitiamo l’illegalità! Ogni bene personale che danneggia il bene comune è un male che, prima o poi, si paga, materialmente e in vari altri modi: la vita insegna!’ E per terminare: ‘Lo diciamo con forza: in nome di Dio, fermatevi!’”. (ANSA).

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1 Commento, Commenta o fai un Ping

  1. Carmine Castaldi - Data: 19/7/2010 13:12:10 - IP: 151.56.39.xxx

    Meglio tardi che mai.
    Ischia ha modesto parere ha bisogno di 3 urgentissime , improcrastinabili, proposte:
    - requisizione di quanto illecitamente realizzato nelle aree protette dal vincolo paesaggistico dopo il 31 marzo 2003 ed ancor più post 13 dicembre2004, evitando l’ulteriore grave danno che arreca l’abbattimento;
    - stilare dettagliato, rigoroso elenco di quanti hanno effettivo diritto alla prima casa con fitto a costo politico, il rimanente in regolare fitto le cui entrate coprire servizi essenziali, tra gli altri, servizi sanitari,ecc. ecc.
    - perseguire ai sensi di legge tutti i responsabili che hanno consentito l’assurdo stato di cose..

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