Turismo Ischia: un’analisi dei dati
| Pubblicato da Massimiliano Iacono |Nella nebbia statistica che circonda il turismo della Campania, ad Ischia una ricerca ha cercato di illuminare l’effettivo stato di salute del turismo ischitano, che ha riflessi diretti su quello campano, con dati censiti e non stimati a campione.
Con dati rilevati direttamente e non con il metodo “ad occhio” che ha finora guidato le amministrazioni tecnologicamente avanzate. ” il risultato del lavoro di giovani laureati, che grazie ad una convenzione per percorsi formativi sul campo (stage) stipulata tra l’Università di Napoli Parthenope e l’Aacst di Ischia e Procida hanno realizzato una ricerca che a costo zero per “scoprire” realtà che avrebbero dovuto essere patrimonio comune.
Ad esempio, per la prima volta sappiamo con ragionevole certezza (salvo alcuni modesti aggiustamenti per il ritardo nella consegna da parte di alcuni operatori) che nel periodo classico: da gennaio ad agosto, l’Isola d’Ischia ha registrato 378.000 arrivi (meno 2,50 percento sull’anno precedente) e 2.228.000 presenze (meno 7,40 percento).
Sappiamo che occorre analizzare la pesante perdita di presenze nei comuni di Serrara Fontana – (S. Angelo (meno 16.60 percento, e di Forio: – 14.00 percento. Fa riflettere sull’allarmante diminuzione degli italiani ( -8.97 percento) e sul fatto che quella più contenuta degli stranieri (- 2.02 percento) sia da attribuirsi all’aumento della clientela russa.
In sintesi, possiamo dire che una inavvertita rivoluzione sta interessando Ischia e che occorre porvi rimedio ricercandone le cause. Sembra che nessuno se ne faccia carico e di conseguenza non è stato elaborato nessun programma per individuare la nuova rotta. Molti sono ancora convinti che i bei tempi torneranno spendendo qualche soldo in più in promozione nei mercati tradizionali che fecero la fortuna di Ischia. A cominciare dai tedeschi, che fino al 2000 portavano sull’isola oltre 1.500.000 presenze, ridottesi alle attuali 305.418. Un patrimonio dilapidato con la noncuranza dei rampolli di nobili famiglie decadute. Ischia ha perso l’80 percento dei tedeschi limitandosi quasi esclusivamente ad accalcarsi (tutti assieme appassionatamente) una volta all’anno alla ITB di Berlino, nella convinzione di salvare la Patria con la presenza di qualche autorità .
Una ricerca tempestiva sullo “squagliamento” dei tedeschi sarebbe stata molto più utile e assai meno costosa di una comparsata, con pranzo di solito offerto ad italiani. Per ora il mercato tedesco è ancora al primo posto: ma salviamo il soldato Ryan! Coccoliamoci gli amici tedeschi che ci sono rimasti. Sono ancora il nostro zoccolo duro.
Un’attenzione specifica è stata dedicata in particolare all’emergente e trascurato mercato russo. Stranamente, pochi se ne sono accorti ma pullulano 52.000 presenze di russi con un aumento del 24 % rispetto all’anno precedente e della Repubblica Ceca: 31.500 presenze pari a + 13 percento, mentre stiamo consumando i residui dell’eredità di Austria, Regno Unito e Svizzera. Ma i benefici del turismo non basta contarli: l’economista li pesa. E la sorpresa sono ancora i russi: il 29 percento utilizza alberghi a 5 stelle, il 54 percento si “accontenta” della 4 stelle, dimostrando una propensione alla spesa che il mercato può favorire a beneficio di tutto il territorio. Essi hanno superato i già mitici americani che venivano definiti “big spender”.
Si è scritto che Ischia è una barca senza pilota, senza bussola e senza rotta. In realtà di è speso molto per la promozione e nulla per la ricerca, per sapere dove andare, in quale direzione. Si potrebbe anche risparmiare qualche spicciolo senza mancare eccessivamente di rispetto al folklore paesano per dedicarlo alla ricerca seria. L’Isola ha molti giovani capaci se ben guidati.
Ma è imperativo prioritariamente “salvare il soldato Ryan”: gli amici tedeschi che ci sono rimasti; e fidelizzare i nuovi amici russi.
Non esistono uomini per tutte le stagioni. E poi qualche prospetto, una modesta cartellonistica in russo, un sorriso sul viso degli addetti all’accoglienza potrebbero fare miracoli. Come fanno con successo in Spagna e altrove.
Anche nella solatia e vicina Romagna.
fonte: il Denaro
































1 Commento, Commenta o fai un Ping
m@arco - Data: 5/12/2008 11:41:43 - IP: 79.27.163.xxx
Mi fa piacere che il Denaro pubblichi queste indagini statistiche mostrando attenzione all’Isola d’Ischia!
Premetto che non voglio fare il catastrofista! ma dati evidenziano solo una PARTE DELLA REALTA’ in quanto sono relativi solamente all’andamento rispetto all’anno prima.
In realtà , e la statistica non è un’opinione, per avere dei dati che più rispecchiano l’andamento del fenomeno bisogna riferirsi quanto meno agli ultimi 3 anni se non ai 5 anni! E vedrete che la situazione è ben piu negativa di quanto mostri l’analisi sopra riportata!
Questo grazie alla trascuratezza e all’incapacità del timone ammistrativo ed imprenditoriale nel cogliere i cambiamenti economici e sociali ma soprattutto nel rifiutarsi di capire la necessità di affidarsi a persone competenti e con una visione più ampia dello SCOGLIO e che vede in molti ragazzi che si laureano e si specializzano nel campo dell’Economia del Turismo!
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