Se l’off-shore tornasse ad Ischia, che pubblicità sarebbe!
| Pubblicato da Redazione |di Massimo Coppa. Oggi, a Bacoli, è stato ufficialmente presentato il Gran Premio di offshore, che si terrà nel mare antistante la cittadina dal 28 settembre al 2 ottobre e che assegnerà il titolo mondiale per la classe 3/6 litri e quello europeo per la classe 3000.
Ovviamente le istituzioni locali, sindaco in testa, hanno spinto per ottenere l’evento e, giustamente, adesso se ne vantano: i velocissimi bolidi marini sono infatti un affascinante e formidabile veicolo d’immagine turistica.
E’ con non poca riluttanza che mi sono deciso ad affrontare quest’argomento: so benissimo che la materia è diventata tabù, sull’isola d’Ischia, da quando, oramai molti anni fa, si tenne una scintillante edizione nel mare di Casamicciola Terme la quale, purtroppo, finì in tragedia. Un motoscafo deviò dalla sua rotta ed investì un’imbarcazione, provocando la morte di un uomo e di un ragazzo.
Conoscevo quel ragazzo, Diego Sequino, perché frequentava il quotidiano “Il Golfo”.
Da quel momento la parola “offshore” è diventata sinonimo di tragedia; è diventata impronunciabile.
All’epoca ero un giovane cronista e ricordo perfettamente il viso cordialissimo di Diego ed il suo muoversi gentile nelle stanze del giornale.
Però ricordo anche che egli stesso fu affascinato dal circo variopinto che si installò a Casamicciola, e volle addirittura assistere alle evoluzioni dei natanti da vicino, stando in mezzo al mare.
Prima del dramma, ci fu un intero periodo preparatorio ad essere caratterizzato da un entusiasmo e da un’eccitazione che, dopo, raramente si sarebbero riscontrati nella storia della nostra isola.
Arrivarono questi bolidi splendidi, fiammeggianti, abbaglianti, con i loro motori stupefacenti, le cui caratteristiche venivano mormorate con fervore religioso fra appassionati ed addetti ai lavori. Era la Formula Uno del mare, e portava con sé tutto il fascino e l’indotto della Formula Uno: equipaggi cosmopoliti, trasporti speciali per i natanti ed i ricambi, una tendopoli realizzata sul Piazzale dell’Ancora, sponsor a profusione, bellissime hostess e modelle, tantissimi turisti ed isolani accorsi a guardare, ammirare, sbirciare, e perfino ad annusare ed accarezzare.
Che spettacolo, in quei giorni d’estate, quando le fusoliere fendevano le onde ed il rombo dei motori tuonava nell’aria!
E che pubblicità sui mass media italiani, sportivi e di moda!
Ecco: perché non riportiamo l’offshore ad Ischia? Con misure di sicurezza più stringenti, percorsi più sicuri e tutto quanto serva per godersi lo spettacolo al meglio, magari vietando ai non addetti ai lavori la sosta in mare nell’area deputata alle gare.
Io non sono un appassionato, ma credo che ci siano sicuramente delle normative internazionali in grado di far svolgere un evento salvaguardando la sicurezza degli spettatori.
È mai possibile che non ci sia alcun sindaco, albergatore o appassionato che voglia tentare di rilanciare sull’isola un settore così glamour?































1 Commento, Commenta o fai un Ping
Ada - Data: 16/9/2011 18:13:28 - IP: 82.120.233.xxx
E perché non anche una bella centrale nucleare? Sai che slancio dell’economia darebbe!
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