Luciano Venia scrive a Mario Goffredo e Nicola Lamica. Ricucire le divisioni
| Pubblicato da Redazione |A Mario Goffredo – Movimento 5 stelle e a Nicola Lamonica – Autmare
Sono venuto a conoscenza di un dissenso e infine di una divaricazione all’interno del movimento popolare sui problemi del trasporto marittimo in relazione all’ostentazione di bandiere nel corso della manifestazione unitaria del 31 ultimo scorso ad Ischia. Premesso che ho partecipato a tale evento come ospite, non avendo formalizzato l’adesione al comitato promotore, ed ho tenuto un contegno di serena partecipazione senza ricercare microfoni e notorietà (ne ho già sufficiente) anche io ho ritenuto errato un tentativo goffo di colorare la manifestazione; tuttavia essendo adulto non mi scuote dalle mie convinzioni una bandiera diversa dalla mia. Ma certo occorre rispetto per tutti e soprattutto degli amici 5 stelle che con garbo hanno insieme ad altri richiesto di non recare simboli di partito al corteo. Poichè riconosco all’amico Nicola Lamonica un ruolo importante nella vertenza dei trasporti da anni ed ho apprezzato la grinta e l’energia pulita del movimento a 5 stelle mi permetto allora di propormi come megafono della volontà degli utenti, anche come fondatore di DIFENDIAMO LA CAREMAR che svolge un prezioso lavoro di informazione sui temi e di elaborazione giuridica senza ambizioni di notorietà e riflettori, per CHIEDERE ALL’AUTMARE e per essa al Presidente Lamonica ed al Movimento 5 stelle e per esso a Mario Goffredo di riannodare i fili del dialogo e ritrovare cooperazione e condivisione. La proposta è la seguente: fare in modo alle prossime iniziative di non frapporre ostacoli alla partecipazione di movimenti, partiti e sindacati purchè essi non assumano la testa del corteo e soprattutto non li esibiscano quando il proprio rappresentante gestisce il microfono e la manifestazione.Aspetto una vostra riflessione sulla nostra proposta
Dott. Luciano Venia
DIFENDIAMO LA CAREMAR































4 Commenti, Commenta o fai un Ping
Graziano Petrucci - Data: 11/9/2010 16:23:35 - IP: 151.56.69.xxx
Non facendo parte di alcun movimento, ci tengo a precisarlo in questo periodo di facili fraintendimenti, credo che sia lodevole questo tentativo di mediazione. Il risultato positivo che si auspica, potrebbe arrivare, secondo me, mettendo da parte “l’ideologia politica ” rifacendosi a valori comunque condivisi. Partendo insomma dagli quegli elementi in comune non dalle differenzee. Se si continuerà però a volere dialogare basandosi sulle posizioni idelogiche, che per definizione gia in se stesse contengono differenze, e per questo si continuerà a non calare le bandiere, perchè simbolo della propria dignità politica che nessuno mette in discussione ma che talvolta bisogna saper mettere da parte, la cosa la vedo difficile!
alberto - Data: 11/9/2010 19:48:17 - IP: 93.44.73.xxx
Non vi è nulla di goffo nell’esporre la propria bandiera come già ho avuto modi di dire su questo sito ad altri amici ognuno deve essere libero di partecipare alle manifestazione nella maniera che più ritiene opportuna.
Spero comunque che d’ora innanzi oltre ad essere compatti sulle legittime rivendicazioni vi sia anche un comun denominatore d’intenti condiviso.
L’importante è il partecipare ma anche portare risultati a casa al di là delle sterili polemiche.
un saluto a tutti i manifestanti.
Alberto costantini Federazione C.S.P.Napoli
Davide Iacono - Data: 12/9/2010 13:05:09 - IP: 79.9.36.xxx
Giri intorno al problema………si è deciso di manifestare senza bandiere è scritto è filmato, eri presente alle riunioni scorse??
Ora per la cronaca saranno liberi di tingersi di amuleti ,siamo usciti dal movimento marittimo ,continuando parallelamente la battaglia .
Ps: il 98%dei presenti alla manifestazione, non ha gradito lo sventolio ,come giustamente si aspettava dai comunicati d invito fatti.
Graziano Petrucci - Data: 13/9/2010 03:13:20 - IP: 151.56.31.xxx
Mi permetto di segnalar al di la di sterili polemiche, che per qualcuno, forse anche per chi evidenzia l’uso di particolari strumenti, tanto sterili non sono.
Però condivido che non c’è nulla di male nel rivendicare la propria ” fede ” politica e pertanto la dignità delle proprie idee, quando c’è in effetti quel pluralismo di presenze che consente di potere affermare la partecipazione di tutti e tutte le compagini politiche.
Ovviamente non si tratta di imbarazzo per le idee che segue l’una o l’altra corrente o partito o nel mostrarne i simboli. Cio nonostante si tratta in questo caso di essere coerenti e leali verso una formazione, un movimento appunto seppur costituito da aderenti a forze politiche eterogenee, che ha dichiarato apertamente nella riunione preparatoria, di non esporre alcun simbolo.
Non per contrarietà a quel partito piùttosto che a quell’altro ma per evitare fraintendimenti e ragionamenti semplicistici, cioè che una manifestazione fatta, messa a punto per rivendicare un proprio diritto – che è quello alla mobilità – potesse essere, come è accaduto, attributa ad un ” partito ” sottraendola alla visibilità collettiva, riconosciuta a/da tutti.
Ripeto ciò che ho detto nell’altro post a commento della manifestazione “infantile” alla quale anche altri hanno risposto elencando più o meno chiaramente, quali potevano essere i motivi giustificanti una non esposizione di simboili.
Si tratta cioè di immaturità, che poi la si voglia chiamare “politica” per limitarla è altrettanto lecito quanto definirla “giusta” per illudersi di riportarla nei ranghi, allor quando si necessita di esporre una bandiera per la rivendicazione di un proprio diritto, il quale per definizione trascende la comune dimensione politica di parte posizionandosi al di sopra di essa giacchè un diritto non puo essere definito di destra o sinistra.
Nessuno ha mai detto che non è giusto esibire le proprie bandiere, ci mancherebbe. Ma a quanto pare si continua a rivendicare un “diritto”, che è quello di sventolare appartenenze a destra e manca, che per pura velleità vuol prendere il posto di un Diritto nella illusione che gli sia gerarchicamente superiore. Insomma, certamente ognuno è libero di fare quel che crede ma di fronte ad un fine condiviso dalla maggior parte delle compagini oltre che dai cittadini mi sarei aspettato, al di la di una coerenza dei partecipanti, un rispetto tra essi esaudendo la promessa fatta in sede di riunione: lasciare a casa le bandiere!
Certamente continuerà a dirmi che è lecito affidarcisi ed io, dal mio canto non potrò che darle ragione. Ma c’è uno spazio in cui tutti possono soggiornare per cui soltanto dando credito al rispetto ognun per l’altro, come alla rinuncia da parte di ognuno di proprie prerogative ” politiche ” si può arrivare da qualche parte! Ciò lo si può fare soltanto avendo come punto di riferimento un valore e non una posizoine ideologica erspressa in un simbolo.
Insomma, non è sterile polemica, è importante e chi ne sminuisce la portata non ne ha capito il senso!
La ” bandiera ” alla fine è soltanto un pretesto per eliminare una parte scomoda.
Fosse stato per per me non avrei abbandonato il movimento per i trasporti, ma d’altro canto non posso che condividere le posizioni di quanti non ci tengono ad essere ” catalogati ” nelle forze di destra o di sinistra! Ciò non significa ” aver perso i valori ” che per lungo tempo sono stati punto di riferimento di generazioni, sia nell’una o nell’altra parte. Al contrario si chiede a quelle generazioni, pur non perdendo o mettendo in discussione la identità politica che ne ha contraddistinto il percorso talvolta, di fare un passo in avanti. Di fondare i propri comportamenti oltre ” un confine “, quale potrebbe essere un simbolo, seppure in quello ci si riconosce. Per direzionarli verso una conquista collettiva, non eslusivamente di parte.
Soltanto così sarà attuabile quello che lei auspica e cioè: ” Spero comunque che d’ora innanzi oltre ad essere compatti sulle legittime rivendicazioni vi sia anche un comun denominatore d’intenti condiviso “.
Se ci si continuerà a basare su posizioni ideologiche, progressiste o tradizionali, l’intento avrà difficoltà a manifestarsi nella sua dimensione ultima: la conquista!
NOTA BENETi invitiamo a rispondere a “Luciano Venia scrive a Mario Goffredo e Nicola Lamica. Ricucire le divisioni”: