Hotel: Ischia eccede
| Pubblicato da Massimiliano Iacono |Il consumo di suolo ischitano non ha avuto freni in nome dell’accoglienza turistica. Un pò meno è stato fatto per la popolazione del luogo. Ischia, con i suoi hotel, è sempre pronta ad accogliere e coccolare i paganti dalla terraferma ma, paradossalmente, ha negato ai suoi figli l’indipendenza.
I nostri padri hanno costruito tanto e si sono sentiti uomini, avendosi procurato con le proprie stesse mani l’abitazione. Ma ora che è stato tutto già costruito, e anche di più, a noi giovani non resta che ripiegare sui lasciti che i nostri padri vorranno concederci. Ciò non ci rende liberi. Purtroppo lo stesso accade per il lavoro: quel mondo pieno di risorse di qualche anno fa è stato razziato. Le generazioni precedenti hanno attinto a man bassa a quell’immenso patrimonio naturale e culturale “progredendo” esponenzialmente rispetto agli avi.
Eterni bamboccioni resteremo noi, incapaci di non farci abbattere la casa, impossibilitati a stipulare contratti di locazione o di lavoro, aspettando che i nostri padri ci concedano i nostri diritti elementari. Tra un pò i sussidi di disoccupazione si trasformeranno in pensioni, tolte ai vecchi e date ai giovani, eternamente succubi e indignitosamente riconoscenti. Noi che volevamo costruire, comprare, affittare una casa con le nostre mani, come i nostri padri erano riusciti.
Il consumo indiscriminato di suolo e di altre risorse è stato compiuto. Non resta che aspettare che ci venga concesso qualcosa anche a noi: non sarà , però, uno spazio vuoto, dove poter esprimere creativamente le proprie potenzialità . Non importa se la prima casa sia necessaria, il diritto non contempla differenze tra prime, seconde, terze case, hotel. Ischia lo sa bene: il sonno della ragione ha generato ecomostri.
Casualità ha voluto che fino adesso le demolizioni riguardassero semplici famiglie e non grossi speculatori. Situazione che sta generando qualche tensione sociale. Se solo si potesse vedere la black list della Procura e scoprire che, a queste demolizioni, seguiranno abbattimenti di ecomostri, la situazione sarebbe diversa. Si tollererebbe tranquillamente l’abbattimento della casa di Luigi: molti non hanno neanche la possibilità di farsi il colpo di mano nella proprietà . Quel genere di poveri disgraziati che sull’isola si conteranno sulle dita delle mani, chissà .
Maggiori informazioni, maggiore trasparenza ci aiuterebbero a non farci sentire lo Stato come un padre che toglie e dà senza spiegazioni, privandoci della libertà di sapere, di valutare, di scegliere noi stessi il nostro bene. Almeno per chi è abbastanza maturo da non avere bisogno degli ordini che insegnino la strada buona. Dalla nostra immaturità , però, è scaturita la risposta autoritaria. In fondo, tutto dipende da noi.





























3 Commenti, Commenta o fai un Ping
Fabio - Data: 25/1/2010 15:09:45 - IP: 24.47.109.xxx
Davero un bel articolo Max. E che dire di come a volte noi ischitani ci sentiamo come i pellirossi americani che si sono visti togliere il loro teritorio giorno dopo giorno? Non che facciamo gran fatica a trovare lavoro ed a “campare” alla giornata mentre dalla terra ferma arriva l’uomo bianco e si compra tutto e ne fa di quello che vuole della terra dei nostri avi!
m@x - Data: 25/1/2010 16:10:51 - IP: 79.54.199.xxx
Caro Fabio il tuo commento mi fa riflettere: se non ci fossimo “americanizzati” un pò, costruendo i nostri propri hotel e fast food vari, ci saremmo già estinti come gli indiani?
m@x - Data: 25/1/2010 16:27:39 - IP: 79.54.199.xxx
Certo è che gli eccessi non sono mai buoni…
NOTA BENETi invitiamo a rispondere a “Hotel: Ischia eccede”: