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Forio. LA SVOLTA: Come spendere i 200 mila euro dell’ex Green Flash

| Pubblicato da Redazione |

Come spendere i 200.000 euro di fitto l’anno del nuovo municipio di Forio, ex Hotel Green Flash?
Il movimento politico “LA SVOLTA” propone come investire diversamente i fondi comunali per il bene della comunità.
Non ci sono soldi, non si possono assumere tecnici, non si può effettuare una corretta manutenzione stradale, non si possono pulire le spiagge, non si può fare nulla perché non ci sono soldi: queste le affermazioni dei nostri amministratori per giustificarsi del solito malgoverno, ma poi ci sono ben 200.000 euro all’anno per pagare il fitto di un già umido e fatiscente municipio, l’ex hotel Green Flash.

Così, abbiamo pensato di far capire ai foriani come potevano essere spesi diversamente quei soldini che alla fine paghiamo noi con le nostre elevatissime tasse.

Al via una serie di articoli dal titolo: “Come spendere i 200.000 euro di fitto l’anno del nuovo municipio di Forio, ex Hotel Green Flash?”

Puntata n. 1:

Ripascimento delle spiagge di Cava dell’isola e Citara e pulizia di tutti gli arenili.

Con l’accensione di un mutuo con rate da 200.000 euro l’anno l’amministrazione foriana avrebbe potuto porre in essere il ripascimento delle spiagge su-indicate e la pulizia periodica di tutti gli arenili del comune all’ombra del Torrione.

Immaginate cosa significherebbe un litorale di spiaggia più vasto e pulito.

Più spiaggia, sia libera che privata, per turisti, giovani e famiglie ischitane. Più servizi, più spazio da adibire ad intrattenimenti sportivi e ludici. Più ombrelloni e sdraio per le spiagge private e magari con l’offerta di eleganti gazebi per i clienti più facoltosi.

Quindi, gli stabilimenti (più grandi) incassando di più avrebbero bisogno di ulteriori bagnini, i ristoranti ed i bar di conseguenza guadagnerebbero di più offrendo più posti di lavoro.

Immaginate un’offerta turistica dove si promuovono spiagge più grandi con maggiori e migliori servizi, significherebbe una crescita esponenziale della stessa domanda turistica, con conseguente aumento delle presenze nelle strutture ricettive locali = più soldi, più posti di lavoro, sei mesi garantiti ai lavoratori stagionali.

Non parliamo, poi, di una corretta e periodica pulizia degli arenili con conseguente aumento dei posti di lavoro attraverso l’affidamento del servizio o ad una società esterna o alla nascita di un’azienda comunale ad hoc (da gestire coscientemente).

Che bello sarebbe offrire spiagge pulite tutto l’anno. I turisti ne sarebbero lieti, gli ischitani ancora di più.

Le spiagge oltre che attrazione turistica, sono luogo ideale di ristoro dei giovani e della famiglie ischitane, ma invece, soprattutto in bassa stagione (non ne parliamo fuori stagione invece) sono uno spettacolo inguardabile. Il Marketing insegna che non sempre chi usufruisce di un buon servizio ne parla ad altri, ma lo fa sempre quando riceve un disservizio con aumento esponenziale del passa parola in negativo.

Immaginate il vantaggio per gli hotel, i parcheggi, i ristoranti ed i bar della zona di Citara, Cava dell’Isola, di Forio e dell’intera isola d’Ischia nell’offrire ai potenziali turisti spiagge più grandi, efficienti e pulite.

Un litorale di spiaggia più vasto e pulito significa distribuzione di nuova ricchezza.

Demagogia? NO. Pensandoci bene sarebbe stato possibile destinando diversamente i fondi comunali.

Così, invece di sperperare soldi pubblici per un municipio, già in parte fatiscente (vedi immagini di Rai Tre), e che comunque non ha portato ad un miglioramento della macchina amministrativa, si poteva cercare di aiutare un’economia in forte crisi, con commercianti, albergatori, artigiani, portuali e tutto il restante indotto vittima di chi non riesce da oltre un decennio ad amministrare positivamente un territorio con potenzialità enormi. Ecco come avremo potuto spendere diversamente circa 200.000 euro all’anno.

“Penso che gli albergatori e le forze economiche locali debbano chiedere alla nostra amministrazione di destinare diversamente i fondi riservati scelleratamente alla nuova struttura comunale. Un passo indietro come quello sul project financing del porto di Forio sarebbe un segno di maturità apprezzato dalla cittadinanza foriana” sostiene il presidente Pietro TEMANTE

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