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Turismo e mare, De Siano: “A rischio duecentocinquantamila posti di lavoro”

| Pubblicato da Redazione |

De Siano elabora 8 proposte in un documento in forma di odg per la provincia di Napoli: ottimizzare la qualità del mare del golfo per salvare il turismo nel 2010 e duecentocinquantamila posti di lavoro

Con un articolato documento, con la veste dell’ordine del Giorno, il Capogruppo del PDL al Consiglio Provinciale di Napoli, Domenico De Siano ha affrontato il tema della qualità delle acque del Golfo di Napoli e dell’impatto sulla prossima stagione turistica dopo le allarmanti conclusioni cui è giunta la Commissione Ambiente del Senato in missione a Napoli che ha rilevato un appesantimento burocratico che vede i provvedimenti adottati dopo la crisi di questa estate messi in atto solo nel medio periodo con ciò rischiando un nuovo default del nostro turismo balneare anche nel proissimo anno.
De Siano con responsabilità ha inteso chiedere agli organi sitituzionali della Provincia una serie di azioni volte a diminuire il disagio e gli effetti di una tale drammatcia situazione che dopo il malgoverno della sinistra ha condotto al commissariamento della materia della depurazione.
Son preoccupato- dice De Siano – per l’avvenire della nostra economia turistica se non verranno assunti dalla Regione Campania che ha competenza nella materia della tutela ambientale, immediati e rilevanti provvedimenti per ottimizzare la qualità delle acque.
Risolviamo queste cose gravi e serie – dice De Siano – invece di discutere di cose virtuali perchè se crolla il turismo in Provincia si genera una crisi economica pesantissima e si mette a repentaglio il lavoro di duecentocinquantamila o forse quattrocentomila persone che vivono direttamente o indirettamente di turismo.
Ecco il documento del Capogruppo del PDL De Siano presentato in Consiglio:
IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI NAPOLI
Premesso che la risorsa mare è fondamentale per la vita, l’economia, lo sviluppo e le relazioni sociali nell’area territoriale della Provincia di Napoli;
che le comunità locali hanno quindi un rapporto continuo e intenso con l’elemento mare anche per la dislocazione dei centri urbani sulla fascia costiera e per la stessa articolazione della vita civile in prossimità del mare e nella stessa implementazione di infrastrutture della logistica, del trasporto e della energia in aree interessate da tale vicinanza e prossimità col mare;
che le due principali città della Campania, Napoli e Salerno e dunque una galassia di decine di città di medie e piccole proporzioni vedono gravitare i loro interessi attorno a tali infrastrutture;
che tale interazione col mare e tale adiacenza dei centri urbani e dei siti produttivi e delle infrastrutture carica i servizi e realizza un impatto forte specie in ordine al ciclo integrato delle acque;
che la Provincia di Napoli area che accoglie destinazioni di eccellenza del turismo mondiale è chiamata a una vigilanza attiva e a una iniziativa costante per la tutela e la valorizzazione delle proprie risorse artistiche, storiche e naturali; e tra queste in primo luogo la custodia del valore mare generatore di opportunità e di economia ed elemento fondamentale dell’ambiente naturale in cui vivono tre milioni di residenti e una ulteriore quota di persone  attratte per lavoro, studio o turismo nell’area;
che dunque la risorsa mare rappresenta un valore importantissimo della vita della comunità provinciale;
che tale risorsa mantiene un alto potenziale per la crescita sociale dei territori e l’innesco di cicli virtuosi di benessere e di sviluppo anche per località non ancora pienamente coinvolte dal fenomeno turistico come parti della zona flegrea o del litorale vesuviano sino alla costiera sorrentina che rappresentano ulteriori riserve di bellezza e qualità in grado di venire messe in rete nel potenziamento dell’offerta turistica complessiva della Provincia;
che appare indispensabile operare quindi non solo per la tutela del mare ma per una valorizzazione e una ottimizzazione della qualità in tutte le sue declinazioni del valore mare, della risorsa mare, dell’elemento marino;
che esso infatti è mezzo di comunicazione tra le isole e la terraferma, campo di interessi per settori come la nautica da diporto, la cantieristica, i trasporti, il turismo balneare, la pesca, la custodia ambientale nelle aree protette;
che purtroppo dopo l’annata orribile della crisi dei rifiuti che ha operato come martellante e devastante contropubblicità per i territori della nostra provincia ed effetti disastrosi sulla compressione delle presenze e del fatturato della ricettività turistica e di tutti i comparti connessi e collegati e quindi terziario e commercio ma anche produzione di beni e servizi altri sino a colpire pesantemente il prodotto complessivo provinciale e regionale, nel 2009 si è avuta una crisi acuta della depurazione come testimoniato da ampie raccolte delle cronache con massimo effetto disincentivante sul turismo balneare indirizzato alle spiaggie e alle strutture balneoterapiche della nostra Provincia;
che infatti si sono registrate considerevoli riduzioni dei flussi e la diffusione di notizie a tratto allarmanti sulle condizioni del nostro mare, sulla eventuale pericolosità del pescato, sui rischi della balneazione in alcuni specchi di mare prospicienti infrastrutture per la depurazione malfunzionanti o di fronte ad aree dove si sono riscontrati tassi di inquinamento superiori rispetto ai limiti di legge;
che si è spesso parlato del depuratore di Cuma anche per questioni legate al suo funzionamento;
che ancora recentemente la trasmissione Striscia la Notizia di Canale 5 ha ospitato un servizio sul litorale da Licola a Cuma con la trasmissione di immagini raccapriccianti circa il depuratore medesimo e lo sversamento in mare delle acque con interviste ai protagonisti della associazione “La costa dei Sogni” che si batte per il recupero e la valorizzazione turistica ed ambientale di quei litorali;
che recentemente la Commissione Ambiente del Senato in missione a Napoli ha espresso pareri sconfortanti per il futuro tanto che come rileva il quotidiano Il Mattino (Napoli Cronaca pag. 46, edizione del 28 novembre scorso) il suo Presidente Sen. D’Alì ha affermato che “Nel golfo di Napoli è a rischio la prossima stagione turistica”; ed inoltre che “Il pericolo è che per la prossima estate non possano entrare ancora in attività quegli accorgimenti che sono stati previsti, e in alcuni casi finanziati, destinati ad alleviare lo stato di salute delle acque. Nella più ottimistica delle condizioni – ha spiegato D’Alì – come ci è stato illustrato dai rappresentanti della Regione, queste attività, soprattutto nel litorale domizio, dovranno avviarsi a giugno, quindi non so quali effetti potranno avere sulla prossima stagione balneare.”;
che la Commissione Ambiente del Senato sottolineando la permanenza dello stato commissariale per la depurazione ha inteso offrire collaborazione per alleviare la pressione burocratica che pare essere un freno per avviare a soluzione la crisi di cui si tratta;
che in particolare il Presidente della Commissione Ambiente del Senato ha rilevato che occorra prioritariamente puntare al pieno recupero della efficienza del depuratore di Cuma  spiegando che “questo è il primo intervento da compiere” in quanto ” il malfunzionamento BVMdell’impianto interessa il litorale domizio per effetto delle correnti marine che poi espandono le acque provenienti da quel depuratore, che sta creando un inquinamento forte su tutta la zona costiera”;
che occorre verificare se, come hanno denunciato gli organi di stampa la scorsa estate, in qualche occasione le acque fognarie siano state scaricate direttamente in mare senza ricevere il relativo trattamento come per legge e che questo ha amplificato il tasso di inquianmento e la relativa pericolosità per la salute in via diretta o indiretta (pescato) sulla popolazione;
che dunque la risorsa mare è un bene prezioso per la intera comunità della Provincia di Napoli e che il suo stato ha effetti sulla salute pubblica e sulla economia dell’intera regione;
che tale materia è da qualche tempo in regime di Commissariamento ma che la tutela dell’ambiente rappresenta insieme alla sanità un’area di competenze della Regione Campania,
IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA PROVINCIALE
1) a istituire un OSSERVATORIO DEL MARE, organo di analisi, vigilanza, osservatorio e centro di elaborazione di idee e proposte con la presenza al proprio interno di espressioni dei territori, della cultura, della società civile, del mondo giovanile che cooperi con le istituzioni e gli enti aventi competenze e responsabilità sulla risorsa mare e sul ciclo delle acque con particolare riferimento alle fasi e alle normative sulla depurazione;
2) a costituire in seno al Consiglio provinciale una Commissione Speciale Risorsa Mare in grado di seguire l’evoluzione della situazione nel Golfo di Napoli assumendo ogni determinazione politico-amministrativa ritenuta necessaria;
3) ad avviare immediatamente iniziative politiche verso la Regione Campania e il governo centrale per allestire un documento programmatico anzi un cronoprogramma di interventi, volto a stabilire fasi e tempi nell’opera di ottimizzazione della qualità del mare;
4) l’avvio di iniziative tese alla valorizzazione della risorsa mare;
5) realizzare una mappa delle criticità con la predisposizione di schede tecniche circa l’impatto ambientale di tali problemi segnalandone natura, impatto, possibilità di risoluzione,
6) individuare le priorità di intervento al fine di operare laddove il mare concorre immediatamente al ciclo economico e al turismo in particolare e quindi a tutela del prodotto della provincia salvaguardare la balneabilità delle acque e il consumo del pescato nell’area flegrea, nel mare di Capri, ischia e Procida, del litorale della penisola sorrentina e della costa vesuviana insieme naturalmente alla emergenza nell’area di Cuma;
7) l’attribuzione di una specifica delega in materia in ordine alla straordinarietà della situazione;
8 ) a predisporre un Piano Integrato e coordinato da portare nel giro di tre mesi in Consiglio Provinciale circa gli effettivi interventi che nell’ambito delle proprie specifiche competenze la Provincia può svolgere per concorrere agli obiettivi di ottimizzazione della qualità del mare del Golfo.
Napoli, 3 dicembre 2009.

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