Caro Banca: Federconsumatori ammonisce Bankitalia
| Pubblicato da Redazione |Federconsumatori: “Il grido di allarme lanciato dal Governatore della Banca d’Italia Draghi in merito ad usi, abusi e quotidiani soprusi bancari, rappresentano l’ennesima chiacchiera da bar sport, la usuale cortina fumogena sollevata ad arte per occultare le malefatte dei banchieri e difendere la stabilità del sistema bancario a danno di correttezza e trasparenza”.
“Se le banche aggirano o non rispettano la legge che ha vietato le commissioni di massimo scoperto sui conti correnti non affidati (cioè quelli privi della soglia di debito tollerata dagli istituti) e ne ha disciplinato l’applicazione su quelli affidati, il Governatore Draghi non deve ergersi a finto paladino dei consumatori facendo i consueti appelli alla moral suasion che da anni le banche non accolgono, ma ha il dovere di ordinare alla pletora di dirigenti, urgenti ispezioni irrogando doverose sanzioni amministrative e perfino segnalazioni penali alla magistratura nei casi più gravi,come è chiaramente disciplinato dal Testo Unico Bancario”.
La verità è – affermano Lannutti e Trefiletti di Federconsumatori – che il Governatore Draghi, per non disturbare gli azionisti di Bankitalia ed in primis l’Abi, con i quali continua ad andare a braccetto, invece di utilizzare l’esercito dei settemila dipendenti di Bankitalia per chiedere alle banche il rigoroso rispetto delle norme legislative o fare tesoro delle indagini Antitrust, come la recente segnalazione al Parlamento sul pizzo del massimo scoperto, preferisce ricorrere, in puro stile napoletano sede del forex a quella tecnica definita “ammuina”, ovvero il maggior rumore e confusione possibile per lasciare briglia sciolta ai banchieri.
E infine: “invocare dal palco del Forex un nuovo intervento legislativo, che superi le incertezze interpretative che non esistono sul “pizzo del massimo scoperto”, applicato solo in Italia, equivale a trasferire sul legislatore la potestà dei controlli e della vigilanza sulle aziende di credito che spettano ad una Banca d’Italia Ponzio Pilato, che non ha mai tutelato i diritti dei correntisti e risparmiatori, ma solo gli interessi dei banchieri”.































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