Allarme livello del mare la geoingegneria non basta
| Pubblicato da Redazione |Ricercatori britannici, cinesi e danesi hanno studiato il futuro degli oceani. Secondo loro non c’è scampo: il livello marino salirà di almeno 30-70 centimetri entro la fine del 2100, anche usando le tecniche più avanzate
di JACOPO PASOTTI LA GEOINGENERIA non impedirà affatto la risalita del mare. L’ingegneria su scala planetaria non è una soluzione, nemmeno d’emergenza, ai danni procurati al clima dalle attività umane. È questa la conclusione a cui è giunto un team di ricercatori britannici, cinesi, e danesi al termine di un nuovo studio sul futuro degli oceani terrestri. A loro parere non c’è scampo: il livello marino salirà di almeno 30-70 centimetri entro la fine del 2100, anche usando le tecniche di geoingegneria più avanzate. “Sostituire la geoingegneria al controllo delle emissioni significherebbe addossare un enorme rischio alle future generazioni”, affermano i ricercatori sulla rivista scientifica Proceedings of National Academy of Science.
La massima autorità mondiale sul clima, l’Ipcc (Intergovernamental Panel on Climate Change), ha previsto che il livello marino sarà di 20-60 centimetri più elevato per la fine di questo secolo. Una stima, questa, che molti scienziati ora ritoccherebbero verso l’alto portandola a 1-1.5 metri.
Sarà un problema che “colpirà circa 150 milioni di persone che vivono in aree costiere, incluse alcune delle maggiori città del pianeta”, spiega Svetlana Jevrejeva, del National Oceanography Centre di Liverpool, in Inghilterra, coautrice della ricerca. Solamente in Cina, nei prossimi decenni milioni di persone dovranno spostarsi verso l’interno del paese.
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