L’America premia la guerra ma il pubblico sogna la pace
| Pubblicato da Redazione |di Enny Mazzella Ultimi secondi ed ultimi fotogrammi del film pluripremiato agli Oscar “The Hurt Locker” i soldati americani scendono dal loro elicottero. Sono loro! …. i buoni, i “portatori di pace”. Un flashback mi ricorda che ho già visto una scena assolutamente simile, con gli stessi soldati che scendono dallo stesso elicottero, armati allo stesso modo e con la stessa sicurezza dipinta sul volto. Solo che il film è “Avatar” e la differenza è che in quella pellicola, i soldati sono i cattivi, i “portatori di guerra”.
Quando Kathryn Bigelow ha stracciato James Cameron nella notte degli oscar per 6 statuette a 3, tra cui quella al migliore regista ed al miglior film, mio figlio mi ha detto che era indignato perché il film che ha segnato una svolta nel nostro modo di guardare il cinema, era stato battuto da un film di cui aveva visto il trailer, che era pieno di azione, soldati, bombe, feriti e sangue. Io gli ho risposto che non si deve mai giudicare, prima di aver visto un film. Così da buona cinefila ho guardato questo capolavoro, realizzato dalla prima donna ad aver vinto un oscar per la regia, convinta che probabilmente una sensibilità tutta femminile potesse apportare qualcosa di nuovo al solito “film di guerra” americano.
Purtroppo a film finito penso che il pubblico ed il botteghino per una volta abbiano avuto ragione e che l’Academy abbia premiato solo l’irriducibile e inarrestabile patriottismo americano.
I soldati sono degli eroi! Quegli stessi eroi che la Bigelow ha ringraziato più di una volta nel corso della notte degli oscar affiancandoli ovviamente ai pompieri, che dopo l’11 settembre fanno sempre effetto per strappare un’emozione e una lacrima agli americani. Non un cenno alla morte di tanti civili iracheni per mano delle truppe americane, non un cenno all’origine di questa guerra, le pericolosissime armi chimiche che nessuno mai è stato in grado di trovare, non un cenno all’uso di fosforo bianco o uranio impoverito.
Tutti in piedi dunque! Per osannare la guerra e i bravi soldati che combattono per combatterla. Nessuna statuetta per quel sognatore di James Cameron che infondo ha realizzato solo un cartone animato, un film di fantascienza (genere che l’Academy non ha quasi mai amato) con un mondo in cui tutti si rispettano, non ci sono guerre e dove la terra è una madre buona che ricambia l’uomo con tutto l’amore che egli sa donare.
L’America non ha bisogno di sognare in questo periodo di crisi economica. I sogni fanno comprare le case ai poveracci, favoriscono la speculazione e portano le bolle finanziarie. La guerra invece porta soldoni veri, appalti per la ricostruzione e risorse energetiche.
Che ci importa dei sogni? …. Infondo è solo Cinema!





























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