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“Yes we Cienz”: De Luca sbarca a Ischia a pochi giorni dal voto

di Emanuele Verde. In macchina, da Forio a Ischia per assistere alla convention di De Luca, ho pensato tutto il tempo all’RC auto e alla TARI da pagare; a quel signore che l’altra sera ho beccato a dormire nel furgone perché – dice – il figlio non lo fa entrare in casa; a quella ragazza che vedo passeggiare da giorni sul corso con una borsa a tracollo, sperando non sia tutto quello che ha. Poi, mentre parcheggiavo, mi sono detto: “ce pens Vicienz“.

A parte le battute, da tempo ormai l’unica cosa che funziona in politica è la fede nelle virtù taumaturgiche del capo. Con due importanti eccezioni, su cui vale la pena soffermarsi: la prima è che, altrove, la “democrazia del leader” presuppone sistematici cambi al vertice; la seconda, in verità non solo italiana, è che una fetta sempre più grande di società – va da sé, quella più debole – resta fuori dal dibattito pubblico. Fuori, non solo metaforicamente, ma proprio fisicamente, come quest’oggi ci hanno ricordato gli operatori di “Villa Stefania”. Dopo Caldoro, nuovamente in strada insieme al “Comitato Ischia Attiva”, per scongiurare il trasferimento in terraferma degli utenti psichiatrici della struttura (vd. foto sotto).

Quanto al primo punto, De Luca dovrebbe spiegare all’elettorato campano perché, dopo aver perso le elezioni 5 anni fa, anziché guidare l’opposizione in consiglio regionale ha preferito tornarsene nella “sua” Salerno. Un motivo sufficiente, secondo me, per contestare il senso di tutta l’operazione che oggi lo vede nuovamente in corsa per la regione. A partire dall’indegno balletto delle primarie fino alle vicissitudini legate alla Severino (mentre scrivo è in corso l’udienza in Cassazione per decidere se ad occuparsi dell’applicazione della legge debba essere il Tar oppure il giudice ordinario).

Ma veniamo ora alla convention svoltasi al Bar Calise. L’apertura è toccata ad Enrico Deuringer nella veste di candidato della lista “De Luca presidente”. Il giornalista di Rai Tre, nonché direttore della testata locale “Ischia News ed Eventi”, ha insistito sulla necessità di restituire a Napoli gli onori e il rango che le spettano; ignaro, probabilmente, che la campagna elettorale in corso sancisce, invece, il declino di quel “napolicentrismo” che da sempre definisce gli equilibri politici della regione. A dirlo non sono certo io, ma autorevoli commentatori, penso allo storico Paolo Macrì e al direttore del Corriere del Mezzogiorno, Antonio Polito.

Poi è stata la volta di Vincenzo De Luca che per ognuno dei temi sul tappeto – turismo, trasporti, depurazione, protezione della fascia costiera, sanità – ha rivendicato, come da copione, la decennale esperienza di primo cittadino di Salerno. Resta da vedere se governare una regione di quasi 6 milioni di abitanti sia davvero la stessa cosa che amministrare una città di 130mila anime.

Dirette anche le parole d’ordine: concretezza; decisionismo; sburocratizzazione. – “Occorre estendere l’autocertificazione su tutto” – ha detto De Luca rivolto alla platea. In particolare agli imprenditori cui, a onor del vero, ha dedicato buona parte del comizio. Ha promesso, inoltre, una legge regionale sul termalismo e lo sblocco dei progetti per i tre impianti di depurazione già finanziati dal CIPE, senza mancare un breve, ma significativo, passaggio sulla necessità di rivedere la spending review sanitaria.

Insomma un professionista della politica, non c’è che dire, abile a sorvolare su tutti i temi ad alto potenziale divisivo. Per esempio, sulla Caremar, ha detto che “basterà sedersi attorno un tavolo“; mentre per i trasporti in generale, terrestri e marittimi, ha aggiunto che “va stabilito un standard minimo di servizio“. Converrete che dentro questi “enunciati” ci sta questo mondo e quell’altro.

La criminalità, poi, nel discorso di De Luca diventa solo un problema di marketing, di cattiva comunicazione. “Dobbiamo porre fine all’identificazione camorra-regione” – ha detto a un certo punto – evitando come la peste di tornare sulla polemica dei giorni scorsi sul lungo elenco di “impresentabili” che affollano le sue liste.

Quel che è più grave, almeno dal mio punto di vista, De Luca non ha fatto alcun riferimento al mondo del lavoro. Non un cenno ai lavoratori della Whirlpool di Carinaro e a nessun altra delle vertenze aperte in regione. Soprattutto, nessun cenno alla NaSPI e alle difficoltà dei lavoratori stagionali che, come sappiamo, sull’isola d’Ischia sono migliaia.

Insomma, anche se non lo voterò, non ho alcuna difficoltà a riconoscere che Vincenzo De Luca esercita un grande carisma. Caldoro, a confronto, sembra un frigorifero. Per giunta vuoto. Basterà a risollevare le sorti della regione? Secondo me, no. Anche se per il bene della Campania e dell’isola d’Ischia spero di sbagliarmi e che stavolta, davvero, “ce pensVicienz’a funtana” come lo chiamano a Salerno.

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1 Commento, Commenta o fai un Ping

  1. luciano br. - Data: 27/5/2015 07:08:57 - IP: 84.222.157.xxx

    De Luca e Caldoro possono promettere quello che vogliono ma i responsabili dello sfascio sono loro ed i loro gruppi politici. Questa è la realtà. Non riconoscerlo è stupido.

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