Vico Annunziata. Se non c’è più… umanità, figuriamoci l’Amore.
| Pubblicato da Luciano Castaldi |(Propongo qui – eccezionalmente – uno dei miei commenti per la rubrica “Il giornalino di Lucian Burrasca che “IL GOLFO” ospita ogni sabato. Poiché ci metto dentro – ancora più del solito – il cuore, i miei sentimenti e le mie emozioni, prego i soliti detrattori di astenersi, una volta tanto, da commenti stupidi, offensivi, fuori luogo. In fondo chi non è d’accordo può sempre evitare di leggere e, soprattutto, ha altre occasioni e luoghi per insultarmi.
Desidero ringraziare quanti mi leggono con piacere ed esprimono la loro stima per le cose che scrivo. E’ una cosa bella, che mi fa piacere. Anz,i mi fa decisamente molto bene. AGLI ANIMI SENSIBILI DO APPUNTAMENTO SABATO MATTINA ALLE 12,00 IN VICO ANNUNZIATA. L’ARTICOLO CHE SEGUE HA SUSCITATO UNA SIGNIFICATIVA REAZIONE POPOLARE CHE MERITA IL SOSTEGNO DI TUTTI COLORO CHE AMANO FORIO, LE SUE TRADIZIONI, LA SUA STORIA, LA SUA IDENTITA’).
Spesso mi chiedo se non abbia ragione “l’altro me stesso”. Quello che m’invita costantemente a “sorvolare”… a far finta di niente… a girare la testa dall’altra parte… a rassegnarmi… a rinunciare definitivamente a sogni e illusioni… a prendere finalmente atto di aver torto su tutto. Torto marcio.
Sì! Forse ha ragione quel “luciano” (continuo a disprezzarlo e dunque si merita l’iniziale minuscola) che mi suggerisce, sovente con successo, di aderire allo spirito del tempo, alla mentalità del mondo, alla logica delle cose, agli istinti di puro piacere.
In fondo cosa pretendo? Chi mi credo di essere? Un santone? Un censore? Un moralizzatore?
Noooo!!! Sono solo un “Burrasca” dalle idee molto confuse e con la presunzione di esprimerle a tutti i costi… e per questo chiedo scusa se lo faccio, appunto, disordinatamente e spesso sgrammaticando…
Mercoledì scorso sono tornato a Vico Annunziata, il vicolo del centro storico di Forio che mi ha visto nascere. Sono tornato lì per farmi un po’ di male. Per vedere da vicino quanto già sapevo. Vico Annunziata… non so se sia storia o leggenda ma pare che si chiami così a ricordo di una “ruota” per neonati abbandonati. Ricordo bene il “buco” attraverso il quale venivano passati i bambini: una pietra ben lavorata che mi ha sempre intenerito e suscitato mille domande. Quel foro nel muro, insieme ovviamente all’edicola votiva dedicata alla Madonna, erano i nostri unici motivi d’orgoglio. In effetti, lo ammetto: il “nostro” non è mai stato un vicolo pulito, ordinato, profumato o particolarmente “solare”. Non ci abbiamo mai giocato a pallone in quel vicolo. Da bambini, di giorno, ci passavamo svelti. Zigzagando tra gli escrementi dei cani. Di notte invece, se l’unico lampione si fulminava, volavamo… per evitare le cacche e… i brutti incontri con le ombre e i rumori che sentivamo solo noi. Di corsa, a gambe levate, chiamando mamma ad altissima voce fin su le scale e pregando la Madonnina del vicolo di farci la grazia di arrivare a casa senza dover cenare e penare a causa dello stomaco rivoltato dal fetore delle “delizie” calpestate (ma come si fa a dire che porta fortuna?). A parte questi dettagli, Vico Annunziata – modestamente – vantava la presenza dell’ultimo pollaio (serio) che la storia di Forio ricordi. In pieno centro storico, centinaia di coccodè dal fetore insopportabile circondati da un esercito di topi… A furor di popolo, con una raccolta firme, si decretò la chiusura del pollaio. Firmarono tutti, non mia mamma, per riconoscenza verso la signora Maria D’Ascia che ci “restituì” l’acqua corrente negata dai padroni di casa. Ora, di fronte a quel che accade lì, nessuno parla, protesta, propone petizioni. Insomma, Vico Annunziata era tutt’altro che il nostro orgoglio di ragazzini timidi e pure (diciamolo) un po’ problematici. Senza padre e con una casa che, seppure molto dignitosa grazie a mamma e a mia sorella, ci sembrava sempre troppo piccola, troppo alta, troppo vecchia, col cesso e la cucinina fuori al terrazzo (a me nessuno ha mai dovuto spiegare a cosa servisse “u chèndr’, ovvero il vaso da notte). Non vedevamo l’ora di cambiare. Ma quando finalmente abbiamo lasciato quella casa, ci venne un magone inspiegabile. Anche ora… se ci penso…
L’altro giorno dunque sono tornato in quel vicoletto. Mi avevano detto di altri scempi all’edicola votiva dedicata alla Madonna di Pompei. Ho trovato come prevedibile la “mia” Madonnina tra cumuli di fetida munnezza e nuovi, scandalosi lavori abusivi.
Sono tornato lì per farmi un po’ di male. Tanto, lo so, è del tutto inutile protestare…
Nessuno farà nulla. Nessuno sembra poter far nulla. Mi sono vergognato. Mi vergogno, anche a nome di chi potrebbe fare e non fa. E allora mi chiedo cosa aspettino a buttarla definitivamente giù, quell’immagine. Mi sembra infatti questa la soluzione più giusta e logica. A cosa serve un’edicola votiva non più addobbata di fiori ma dall’immondizia? Mi appello dunque ai nuovi padroni del niente, ai nuovi barbari arricchiti: distruggetela, vi scongiuro!
In fondo da tempo il “mio” vicolo non esiste più.
Resiste solo nella mia memoria e in quella di chi ha voluto bene a quei posti. Resiste però laddove nessuna barbara ignoranza potrà mai offenderlo, violentarlo, distruggerlo. Laddove nessun architetto scemo potrà arrivare a ridisegnare, squadrare, riordinare, razionalizzare. Laddove nessun vigilino o vigilone venduto potrà far finta di non vedere, capire, sapere. Laddove nessun amministratore stronzo potrà ipocritamente continuare a promettere, rassicurare, smentire. Resiste, al riparo da questa volgare corsa al guadagno, al potere, al nuovo sterco e alla nuova immondizia, non solo materiale. Resiste nel mio cuore. Al sicuro. Lontano da un futuro che si preannuncia coi “fiocchi”, se questi sono e restano i chiari di luna.
Lo so, lo so: sempre e ovunque è impossibile riconoscere i luoghi che più hai amato. Lo so, il nostro è un mondo che con grande stoltezza cammina allegramente verso un domani privo di etica ed estetica… e noi oramai non comprendiamo più la “magia” delle cose “inutili”, delle cose belle. Sempre più ricchi di denaro, proprietà, potere. E sempre più miseri e meschini. Col portafogli pieno e tutto il resto vuoto. Ma arriverà il giorno… si arriverà… quando distrutto tutto, anzi a prescindere da quanto avremo distrutto, scopriremo che ingrossare il conto in banca non serve a nulla e anche il portafogli, seppure gonfio, ci sembrerà – perché così è – stupidamente vuoto…
Sì, buttatela giù quella cosa “inutile”. Vi scongiuro, fate presto!
Quanto a Te, cara “mia” Madonnina, ti chiedo ancora una volta di perdonarci! E, questa volta, invece di volgere come al solito i tuoi occhi misericordiosi verso di noi, ti dico: se puoi, girati dall’altra parte.
































1 Commento, Commenta o fai un Ping
Frà Diavolo - Data: 14/8/2009 12:27:26 - IP: 87.22.160.xxx
leggo:
“Poiché ci metto dentro – ancora più del solito – il cuore, i miei sentimenti e le mie emozioni, prego i soliti detrattori di astenersi, una volta tanto, da commenti stupidi, offensivi, fuori luogo. In fondo chi non è d’accordo può sempre evitare di leggere e, soprattutto, ha altre occasioni e luoghi per insultarmi.”
ma chi è …’u Papa? e dopo aver letto che dobbiamo fare, ce facimm ‘a croce e dicimm ‘avemmaria?
se si voule evitare di ricevere commenti, è meglio evitare di scrivere…
NOTA BENETi invitiamo a rispondere a “Vico Annunziata. Se non c’è più… umanità, figuriamoci l’Amore.”: