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Veleni di stato, una cappa di silenzio

Pubblicato da Redazione
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di Massimo Coppa Totalmente ignorate, persino dai media, le risultanze del libro “Veleni di Stato” di Gianluca Di Feo Migliaia di tonnellate di testate velenose gettate nei mari e nelle campagne italiane: eppure non sembra interessare nessuno. “Veleni di Stato” è un bellissimo ed inquietante libro appena pubblicato da Rizzoli e scritto da Gianluca Di Feo, un giornalista dell’”Espresso” che si è occupato di ricostruire la storia delle armi chimiche realizzate dall’Italia fascista.
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6 Commenti, Commenta o fai un Ping

  1. Di Meglio Isidoro - 12-2-2009 -

    Mi riferisco alle note dell’autore dell’articolo apparso su l’espresso e riportate su Fb:
    Certo e’ “abbastanza facile” trovare i sottomarini, dimentica pero’ che il costo giornaliero della nave pilota, come quella spedita in Calabria e’ di euro 50.000 (cinquantamila), AL GIORNO. Nel frattempo l’isola di Ischia ha incassato un altro colpo non certo positivo, da una notizia tutta da verificare. E se si dovesse dimostrare non veritiera, come la nave dei veleni in Calabria, chi dovra’ pagare per i danni subiti alla nostra immagine? Il Giornalista o il Suo editore?

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  2. Isclano - 12-2-2009 -

    E i danni provocati per gli abusi edilizi degli albergatori a chi li chiediamo?

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  3. Di Meglio Isidoro - 12-2-2009 -

    ad isclano:
    se sei a conoscenza di abusi edilizi denunciali alle a.g. compententi, e costituisciti poi parte civile nell’eventuale processo….

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  4. Isclano - 12-2-2009 -

    Grazie del consiglio!

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  5. Luca T. - 12-2-2009 -

    Se consideriamo che l’Italia si indebita di un miliardo di euro al giorno (o dieci miliardi di euro al mese, le cifre sono ballerine http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/06/debito-pubblico-nuovo-record-ad-aprile.shtml) penso che 50.000 euro/giorno non siano poi così tante in confronto….
    Chiaramente se dovessero essere i Comuni a dover interessarsi della cosa allora non ci sarebbero neanche i soldi per pulire una scogliera emersa di qualche zona turistica, figuriamoci, ma credo che, essendo area demaniale marittima, la competenza sia assolutamente dello Stato.

    La cosa che a me sconforta di più in questi casi è la totale immobilità del Ministero dell’Ambiente, nel caso in questione direzione Qualità della Vita.

    Da qualche anno, quando si parla di ambiente, si cade nel gravissimo errore di parlare solo e sempre di energie rinnovabili, kyoto ed effetto serra, che sia il citadino od il Ministro a parlarne.

    La questione ambientale non è composta solo da questo tema ma nel palazzone brutto e grigio dell’Eur, sede del Ministero in questione, ci sono interi settori che sono stati, a mio parere deliberatamente, sottodimensionati se non congelati a scapito di altre politiche ritenute più importanti, si vedano i soldi stanziati quest’anno per le aree marine protette e quelli per i progetti comunali nelle aree del nord in merito al “problema” sicurezza.
    E poi, anche se secondo me non è così, spendere soldi per una bonifica non ha immediato ritorno mediatico spendibile a fini propagandistici.
    Purtroppo, in questi casi l’unico ritorno è davvero quello negativo in temini di immagine, ma la mia attenzione maggiore è rivolta a non commettere l’errore di pensare che chi denunci delle storture sia da additare come colpevole e chi invece ha taciuto per anni su tali storture sia persona degna di rispetto. Un’informazione sana è alla base di una Democrazia sana, mentre l’omertà è alla base di un sistema di tipo mafioso. La stessa omertà, per intenderci, che è stata mantenuta da decenni nei palazzi grigi sulla questione della Terra dei Fuochi e che solo negli ultimi due o tre anni è venuta fuori ad opera di qualche indignato cittadino. Dov’è il Ministero dell’Ambiente in merito a tale questione??? Che la Terra dei Fuochi ritorni Campania Felix e che il mare di Ischia sia davvero il Regno di Nettuno.

    La prolissità è significativa del mio scoramento in merito, scusate e speriamo bene per i nostri figli.

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  6. Luca T. - 12-19-2009 -

    La prima Agenzia Nazionale sull’ambiente, ecco la considerazione della tematica a cui mi riferivo:

    http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2403717&yy=2009&mm=12&dd=18&title=abbiamo_sperato_invano

    Venticinquesimo giorno di protesta: oltre al freddo ed alla stanchezza abbiamo una confermata consapevolezza. Quella della totale indifferenza nei nostri confronti del Ministro dell’Ambiente, On. Stefania Prestigiacomo, che in questo venerdì prenatalizio ne ha dato l’ennesima dimostrazione.

    Ieri, infatti, la nostra audizione in Commissione Ambiente della Camera ci aveva fatto ben sperare la trasversalità d’intenti espressa da parte di maggioranza ed opposizione. La contrapposizione, talvolta addirittura pretestuosa, che spesso caratterizza il confronto politico italiano sembrava aver lasciato spazio ad un comun sentire nell’esclusivo interesse del Paese, concretizzandosi di fatto nella volontà di formulare una risoluzione per vincolare Governo e Parlamento a trovare soluzioni per stabilizzare i ricercatori dell’ISPRA.

    Invece, poche ore dopo, abbiamo avuto notizia di un improvviso cambio di atteggiamento dei membri della Commissione appartenenti ai partiti di maggioranza, che hanno ritirato la proposta di risoluzione: secondo fonti parlamentari, questo non può che essere accaduto su impulso del Ministro Prestigiacomo o altri esponenti del Governo, che hanno “richiamato all’ordine” i parlamentari di centrodestra disponibili a sposare le nostre ragioni.

    Non solo il Ministro non ci aiuta, ma ora sembra volerci addirittura danneggiare. Meglio che per stasera ci dedichiamo alla preparazione del nostro cenone natalizio sul tetto, altrimenti c’è davvero da vedere tutto nero.

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