Una semplice D.I.A. fa miracoli…
| Pubblicato da Gennaro Romano |A Forio e non solo, consente di realizzare palazzi e villini
L’Italia è il paese delle interpretazioni, che nella ingarbugliata materia edilizia favoriscono sempre le speculazioni. I piccoli abusi di necessità, invece, vengono perseguiti
Gennaro Romano
Forio -07.11.09 – Proprio in questi giorni si torna a parlare di demolizioni, abusivismo, ecc tanto che in tv, Ischia è stata definita “isola degli abusi”, Ma come vengono realizzati questi abusi edilizi? Innanzitutto, occorre sempre fare una distinzione tra speculazione e piccolo abuso di necessità. Quest’ultimo, per come vengono interpretate le leggi, viene perseguito fino a giungere anche alla demolizione. Invece l’abuso speculativo che “dà da vivere a tutti”, specie nel caso di attività ricettive beneficia anche di finanziamenti dello Stato e chissà come mai, ha sempre le carte in regola… Negli ultimi anni, poi, quello che poteva sembrare uno strumento utile per superare l’impasse nel settore ed agevolare chi doveva eseguire semplici interventi di manutenzione, ovvero la D.I.A., si è trasformata in manna per tutti. Grazie alla D.I.A., si arriva a realizzare palazzi o villini. Invece provate a domandare cosa sia il permesso a costruire, che è necessario per realizzare interventi più consistenti. Nessuno lo sa, esiste solo la D.I.A., che guarda caso a Forio (ma anche altrove) si è trasformata nella classica gallina dalle uova d’oro, grazie alle interpretazioni di comodo che sono un’altra invenzione tutta italiana, Oltretutto, quando si presenta una D.I.A. per manutenzione o altro si devono attendere i canonici trenta giorni che servono al responsabile dell’ufficio preposto per valutare l’intervento. Invece qui dalla sera alla mattina iniziano i lavori. E nessuno vede, perché tutti interpretano la legge, anche le Autorità preposte….
A Forio le D.I.A. hanno poi un effetto straordinario se si rivolge a determinati tecnici che evidentemente hanno collegamenti negli uffici giusti del “palazzo”.
A contribuire al marasma generale, il caso emblematico del Piano regolatore generale del comune, adottato nel 2002 dal commissario ad acta arch, Gabriella Di Micco e in pratica già “scaduto”, benché si fosse ancora in attesa degli atti integrativi, come evidenziato dal dirigente del V Settore UTC nella nota inviata alla Provincia in riferimento alla valutazione ambientale strategica. Il PRG comunque mantiene tutta la propria validità per quanto attiene le norme di salvaguardia. A regolare la materia, inoltre, come è noto, il PTP e il RUEC (Regolamento urbanistico edilizio comunale). Sta di fatto che anche per quanto attiene gli strumenti urbanistici, si gioca sempre sulle interpretazioni, che guarda caso poi portono vantaggi solo ad “alcuni” cittadini…. .
A questo punto per ristabilire la legalità ed evitare che come al solito vengano perseguiti solo i poveri cristi, occorre iniziare a verificare cosa accade negli uffici preposti per poi denunciare fatti e circostanze, a difesa dei diritti di tutti. Anche perché il sindaco, non si capisce se certi particolari non li conosce oppure anche lui finge di non sapere…
Fonte Il Golfo





























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Giacomo - Data: 7/11/2009 17:35:16 - IP: 92.153.39.xxx
Gennaro decidiamoci o siamo a favore o contro gli abusi. Solo quando riguardano i nostri vicini sono speculazioni?
Fulvio - Data: 8/11/2009 08:28:54 - IP: 79.32.32.xxx
Bravo Giacomo!
Io sono contro gli abusi specialmente se speculative, contro l’uso personale della stampa, contro le raccomandazioni politiche, contro la turbativa d’asta, contro i ricatti, contro i concorsi truccati. Ma per perseguire le proprie convinzioni bisogna essere coerenti fino in fondo altrimenti è “demagogia”. A Forio e non solo ad esempio ci si lamenta che si continua a costruire abusivamente, ma se le autorità non controllano, i cittadini fingono di non vedere e non si scandalizzano, i commerciati di materiale edile ci sguazzano, le imprese altrettanto… insomma bisogna decidersi con chi stare. Se vogliamo cambiare dobbiamo farlo anche sulla nostra pelle.
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