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Trasporti marittimi: caos Tirrenia e consociate regionali

| Pubblicato da Redazione |

Ischia 08 maggio ‘09 - di Nicola Lamonica Mercoledì 13 maggio ’09, alle ore 10.30 a Napoli ed a Roma alle ore 16, due importanti appuntamenti  istituzionali per dare una svolta, almeno così si spera, al dopo Tirrenia/ Caremar.

* A Roma, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha convocato i Presidenti delle Regioni Campania, Lazio, Sardegna, Sicilia e Toscana per discutere della privatizzazione di Tirrenia. Nella stessa occasione saranno ascoltati i sindacati.
* A Napoli, ad iniziativa della IV Commissione Consiliare , insediamento del tavolo tecnico per le problematiche inerenti alla Compagnia Regionale Marittima (CoReMa.) che dovrebbe sostituire la Caremar per servizi marittimi essenziali ri-aggiornati alle esigenze, anche di bilancio, degli anni 2000. Detto tavolo tecnico, scaturito  da decisione assunta dall’audizione del 19 marzo 2009, dovrebbe vedere a confronto l’Ass. Regionale ai Trasporti Cascetta, i Sindaci delle isole del Golfo di Napoli, il Direttore dell’ACAm, il mondo dell’associazionismo, il Sindacato.

Due appuntamenti che solo apparentemente sono divisi dal momento che quello di Napoli ( quello per la Corema spa ) non avrebbe più significato qualora rimanesse in piedi il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 marzo ’09 con il quale il Governo apre alla privatizzazione con la vendita dell’intero gruppo Tirrenia, annullando così qualsiasi possibilità di acquisizione del patrimonio Caremar alla Regione Campania che, a dire il vero, nell’agosto 2008, per strafare ( ! ) , ha perso l’occasione dell’offerta gratuita che pure le veniva dall’art. 57, comma 3, del decreto 112/2008, annullato poi con l’art. 26, comma 3, del decreto-legge  185 del novembre 2008.

Intanto un nuovo decreto, quello dei tagli alla Tirrenia e consociate ( e quindi anche alla Caremar ), in conseguenza di minori fondi nel Bilancio della Stato rispetto al 2008, è alla firma. Giungono notizie di tagli di linee  un po’ dappertutto, di esuberi e di licenziamenti  del personale precario e non, amministrativo e navigante. La situazione viene descritta nella sua drammaticità da lupodimare : “ … Mercoledì sera( 06 maggio ’09 ndr), tra lo sconcerto generale delle Regioni coinvolte e dei vertici sindacali, si ha la certezza che il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, stia per firmare un decreto con cui sopprime, a partire da giugno, i collegamenti Genova – Porto Torres e Genova – Olbia, oltre ad alcuni servizi per la Sicilia, le Isole Eolie e Napoli gestiti dalle società regionali Caremar, Saremar, Siremar e Toremar. Un vero e proprio giallo. Una decisione senza precedenti, un taglio indiscriminato che consegnerebbe il mercato nelle mani degli armatori privati e che scatena le reazioni di entrambi gli schieramenti politici. Al punto che ieri ( 7 maggio ’09 ndr), il governo fa marcia indietro. Il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, si precipita a Roma per incontrare Matteoli. Al termine del faccia a faccia con il ministro dei Trasporti e collega di partito, Cappellacci può tirare un respiro di sollievo … Vuoto assoluto sul piano delle strategie globali per il settore marittimo, della pianificazione, dei nuovi assetti di mercato legati alla vendita di Tirrenia e dei rapporti tra potere pubblico e capitale privato. .. “

A Napoli, la situazione è sicuramente esplosiva! Lo hanno dimostrato gli amministrativi ed i marittimi Tirrenia e Caremar con le loro iniziative di lotta del 6 maggio ’09  e lo dimostrano  le varie iniziative degli utenti e dei lavoratori pendolari dell’Isola d’Ischia che nella affollatissima manifestazione indetta per il giorno 7 hanno chiesto due cose ben precise:

a) la modifica del decreto per la privatizzazione del 13 marzo 2009 per addivenire, nel caso in cui si dovesse perseverare nella deleteria logica della privatizzazione, alla vendita “ a pezzi” anziché “ in blocco”, per dare alla Regione Campania, così pure alla altre interessate, di adottare ogni iniziative utile per le esigenze locali ( acquisizione del patrimonio, piano industriale, programmazione e gestione);

b) il confronto con il Ministro Mattioli, a Napoli quanto prima – come avvenne con il Ministro Bianchi nel 2006 quando erano in forse alcune linee Caremar – sia sulla questione sollevata al punto a) , sia  per il mantenimento degli attuali servizi Caremar impinguando l’apposito capitolo di bilancio quanto occore per per tale scopo.

La mobilitazione è già partita e, nei prossimi giorni si andranno ad affinare le iniziative. Intanto Capri ed Anacapri già sono preparati al tutto, lo hanno già dimostrato nel passato, e sapranno fare la loro parte anche oggi, come allora; e noi con loro!

Nicola Lamonica

Nelle foto: la protesta di Capri dell’aprile 2006

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1 Commento, Commenta o fai un Ping

  1. caligola - Data: 9/5/2009 05:35:21 - IP: 79.47.84.xxx

    Un’altra ALITALIA? E io pago!

    Current score: 0
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