Trasporti e Politiche Ue, Tajani su privatizzazione Tirrenia
Pubblicato da RedazioneLa privatizzazione Tirrenia nel discorso del Vicepresidente Antonio Tajani alle commissioni riunite – Trasporti e Politiche Ue della Camera – e Lavori pubblici e Politiche Ue del Senato
Il dossier Tirrenia è tuttora oggetto di approfondimento da parte della Commissione europea e dei miei servizi in particolare. La collaborazione con le autorità italiane continua in modo costante, con alcuni aspetti sui quali attendiamo di conoscere, nei prossimi giorni, le decisioni delle Autorità italiane.
L’interesse dimostrato da alcune Regioni italiane per le società regionali del Gruppo Tirrenia è un elemento nuovo, importante e positivo, rispetto al quale le Autorità italiane stanno facendo le loro valutazioni.
E’ per questa ragione che al momento non posso esprimere una posizione definitiva ma solo mettere a fuoco alcuni aspetti.
Come ebbi già occasione di dire in occasione della mia ultima audizione dinanzi alla Commissione Trasporti e Politiche UE di Camera e Senato, lo scorso 2 aprile, la scelta di privatizzare il gruppo Tirrenia o di procedere comunque al suo riassetto è una decisione autonoma del Governo italiano, che la Commissione europea accoglie con favore ma rispetto alla quale non prende formalmente posizione in quanto, come disposto dall’art. 295 del Trattato, il diritto comunitario è neutro rispetto al regime di proprietà esistente negli Stati Membri.
Qualunque scelta venga fatta da parte delle autorità italiane, essa dovrà comunque essere in linea con il diritto comunitario.
Con questo voglio dire che la privatizzazione o comunque ogni operazione di riassetto di Tirrenia dovrà avvenire nel rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione nonché della normativa europea pertinente.
Non posso poi che confermarvi l’importanza che rivestono per l’Europa i collegamenti marittimi con le isole , specie con le isole minori.
L’Unione europea ha già dato una risposta a queste esigenze, tenendo conto della particolare realtà delle regioni insulari e periferiche.
In tale quadro, l’art. 4 del Regolamento CEE n. 3577/92 del 7 dicembre 1992 concernente l’applicazione del principio della libera prestazione dei servizi ai trasporti marittimi tra Stati Membri (cabotaggio marittimo) prevede la possibilità per gli Stati Membri di stimolare, mediante sussidi, l’attivazione, da parte degli armatori presenti sul mercato, di rotte in sé non redditizie.
L’armatore destinatario di tali sussidi dovrà essere scelto mettendo in concorrenza tutti gli operatori interessati e quindi nel rispetto dei principi di parità di trattamento e non discriminazione.
L’identificazione delle rotte la cui attivazione necessita di essere stimolata mediante sussidi e l’allocazione delle risorse finanziarie necessarie spetta allo Stato Membro, al spetta peraltro dimostrare la non redditività di tali rotte.
E’ dunque importante chiarire la differenza tra sussidi diretti a stimolare l’attivazione di rotte non commerciali e aiuti di stato alle imprese incompatibili secondo il diritto comunitario.
I primi, ai sensi del Regolamento sul cabotaggio marittimo, sono considerati legittimi qualora il beneficiario risulti essere il miglior offerente a seguito di una procedura di messa in concorrenza.
Dall’altro, vi sono gli aiuti di stato erogati a compagnie di navigazione che invece sono considerati incompatibili con il diritto comunitario, perché hanno l’effetto di falsare la concorrenza tra operatori nel settore marittimo, a danno degli armatori più efficienti.
E’ chiaro quindi che Tirrenia non potrà giovarsi di aiuti incompatibili.
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=SPEECH/09/346&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en





















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