Scocca l’ora delle demolizioni per l’edilizia fuorilegge?
| Pubblicato da Massimiliano Iacono |Approfondimento: 2006. C’è condono e condono
CIRO CENATIEMPO Ischia. Scocca l’ora delle demolizioni per l’edilizia fuorilegge? Si avvicina il d-day per mattone selvaggio? Dopo la svolta impressa dalla magistratura, secondo la quale il condono del 2003 non si applica in un’area vincolata come Ischia, sembra davvero arrivato il momento delle ruspe. E l’isola va in fibrillazione, tra posizioni contrastanti, perché comunque c’è un passo in avanti, rispetto a un’impasse d’antica data. Si va delineando lo scenario al quale da tempo, con meticolosità, hanno lavorato il procuratore aggiunto Aldo De Chiara e il pm Antonio D’Alessio del pool antiabusivismo della Procura. Le loro tesi sono state fatte proprie dal giudice monocratico Federico Somma, che si è insediato nel giugno scorso alla guida del tribunale di Ischia. Somma, al termine dell’ultima camera di consiglio, ha stabilito infatti che i vincoli paesaggistici vanno rispettati senza deroghe e rinvii ad altri organi giudicanti. Si procede, dunque, senza sospensioni. Per cominciare, nel mirino c’è la villa a due piani intestata alla signora Concetta D. L., in una zona panoramica di Casamicciola: in origine era solo un rudere, poi è stato trasformato, ampliato con un colonnato, il patio e il giardino. Caso emblematico, per i giudici. Ma non è il solo. Ci sono altre sei istanze di demolizione, sempre avanzate dal pm D’Alessio, delle quali si discuterà oggi nelle aule ischitane di giustizia. È una tranche delle 150 richieste di abbattimenti formulate dalla Procura negli ultimi mesi, 140 delle quali sono state congelate dopo che il predecessore di Somma, il giudice Angelo Di Salvo, si era rivolto alla Corte costituzionale affinché stabilisse se i princìpi del condono devono essere applicati anche sull’isola. Ora l’indirizzo è diverso. E le reazioni, sull’isola, sono molteplici. Per il sindaco di Casamicciola, Vincenzo D’Ambrosio, «è importante la decisione presa dai giudici, ma la questione è complessa e delicata», ed auspica una svolta sul piano politico. «Non ci sono dubbi – sottolinea D’Ambrosio – sulla necessità di fermare la devastazione del territorio, ma bisogna dare ai cittadini un indirizzo chiaro, per evitare disparità di trattamento. Occorre verificare con l’attuale governo di Berlusconi, lo stesso presidente del Consiglio che varò il condono del 2003, se c’è la volontà di chiarire definitivamente se per Ischia si applicano o meno quelle norme». Per gli esperti gli indirizzi locali dovrebbero essere altri. «Quello del 2003 è di fatto un mini condono – spiega l’avvocato Giuseppe Di Meglio – che sana soltanto gli abusi conformi agli strumenti urbanistici e paesistici. Il Piano paesistico vieta la realizzazione di ogni volume, dunque le opere non sono sanabili. In questa prospettiva i sindaci dell’isola dovrebbero pertanto rivolgersi alla Regione per chiedere che sia cambiato il Piano paesistico».
fonte: Il Mattino































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