Rifiuti campani nell’inceneritore di Brescia: interrogazione del PD
| Pubblicato da Redazione |“Nel termoutilizzatore di Brescia arrivano i rifiuti della Campania”. A denunciarlo con una interrogazione depositata lunedì a Palazzo Loggia sono stati i consiglieri comunali del Pd, che nei giorni scorsi hanno compiuto un monitoraggio alle porte dell’impianto di via Ziziola. Qui hanno scoperto che, nonostante il calo fisiologico dei consumi dovuto all’estate e alla crisi, i camion carichi di rifiuti non hanno affatto rallentato il ritmo di conferimento.
Con una particolarità: sui veicoli comparivano nomi di ditte tutt’altro che bresciane. A partire dalla Ve.Ca Sud Autotrasporti, con sede a Caserta, balzata agli onori della cronaca locale, purtroppo infausti, proprio martedì a causa di un’indagine dei Nas di Brescia che l’ha vista coinvolta per le operazioni illegali di alcuni camionisti (leggi qui).
Un’altra ditta segnalata dai consiglieri è la F.lli Adiletta di Salerno, mentre altre, in tutto una decina, venivano un po’ da tutta Italia.
Entrambe le società campane risultano coinvolte in strane situazioni: traffico illecito di rifiuti (la prima) e resistenza e minaccia a pubblico ufficiale (la seconda).
“Abbiamo constatato con i nostri occhi che questi camion portavano rifiuti all’inceneritore di A2A”, ha detto il consigliere Fabio Capra, “quindi è accertato che scorie di ignota natura provenienti dalla Campania arrivano al nostro termoutilizzatore. Contrariamente a quanto giurato e spergiurato nella crisi del 2008 dalla giunta Paroli e in particolare dal vicesindaco Fabio Rolfi”.
Rolfi – ricorda il Pd – ancor prima di diventare assessore, si era sempre speso, annunciando addirittura di incatenarsi davanti alle porte dell’inceneritore, contro l’arrivo di immondizia proveniente dal sud Italia a Brescia (ecco la dichiarazine di allora: leggi).
“Abbiamo stimato che da febbraio a oggi, parlando anche con gli autisti in coda per entrare, sono arrivate circa 10mila tonnellate di rifiuti dalla Campania”, ha proseguito Capra, “ma non sappiamo nemmeno di quali scorie si tratti. Sono rifiuti solidi urbani? Sono biomasse? La giunta non lo sapeva?”.
L’interrogazione, secondo i firmatari, servirà proprio a fare luce su quanto sta accadendo dietro i cancelli di via Ziziola, e dovrebbe essere discussa nell’ultimo consiglio comunale prima della pausa estiva il 26 luglio.
“Ci chiediamo, a questo punto, qual è il grado di affidabilità e attendibilità di questa giunta, che ha sempre dichiarato che a Brescia non sarebbero mai arrivati rifiuti dalla regione Campania”, ha rincarato il capogruppo in Loggia Emilio Del Bono. “Rolfi si è sempre vantato di averli tenuti fuori da Brescia, è possibile che non ne sappia nulla o invece finge di non sapere?”.
“E’ un anno disastroso questo per il vicesindaco”, ha aggiunto il consigliere Alberto Martinuz, “che dopo la disfatta dei sinti a Guidizzolo vede crollare un altro caposaldo della sua politica”.
Anche il segretario cittadino del Pd Giorgio De Martin ha commentato la vicenda proponendo di regalare a Rolfi altre catene con le quali barricarsi all’entrata dell’impianto di A2A, così come aveva già fatto ai tempi delle dichiarazioni dell’allora presidente della Sesta circoscrizione. “Allora le sue uscite raccoglievano consensi lisciando il pelo al razzismo. Ora credo che avrà qualcosa da spiegare al suo elettorato e non solo”.
Nell’interrogazione i consiglieri dell’opposizione hanno chiesto anche di sapere se la terza linea continua a bruciare solo biomasse, e quante tonnellate di rifiuti sono state bruciate dal 2008 a oggi per ciascuna delle tre linee.
(QuiBrescia)
































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