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Quella antipolitica da rottamare

| Pubblicato da Paolo De Gregorio |

Spero che siano sempre di più le persone che percepiscono l’attuale sistema dei partiti, la Casta dei politicanti e sindacati di mestiere, il monopolio della informazione, il finanziamento pubblico di partiti e giornali, come una cupola che opprime la democrazia, con costi economici altissimi, che non risolve alcun problema, che merita la progressiva astensione dalle urne (ormai arrivata al 40% dell’elettorato).
E’ questo che andrebbe etichettato come fenomeno di “antipolitica”, invece che affibbiarlo a Grillo, in quanto questa politica degenerata, insieme alla caduta di ogni identità e di ogni valore, l’intreccio tra soldi affari e mezzi di comunicazione, associazioni segrete, Cricche, allontana le persone perbene da ogni partecipazione, anche dal voto.

Aggrava molto la situazione il fatto che non vi sia una opposizione
antagonista, con un programma o almeno un progetto riconoscibili, senza una
prospettiva di alleanze (ogni giorno si fanno ipotesi differenti), circostanza
che favorisce enormemente il “Caimano” che sa di trovarsi davanti al nulla, e
può dedicarsi tranquillamente alla sua campagna acquisti per sostituire i
finiani.
Siamo di fronte ad una situazione bloccata, determinata dalla presenza di una
nomenklatura politica ormai fuori dal tempo, che cerca solo di sopravvivere,
che lascia la guida reale del paese alle forze economiche che si propongono un
arretramento della condizione operaia a prima del ’68, con tagli alla spesa
sociale, compreso scuola e ricerca scientifica.

Il “governo del fare” fa solo tagli e si occupa di fare leggi per non mandare
in galera il Caimano, mentre l’economia è lasciata a se stessa e sono gli
industriali e Federmeccanica i nuovi legislatori.
In Italia abbiamo una destra vera, ricca, proprietaria del 90% dei mezzi di
comunicazione, proprietaria delle fabbriche e del sistema distributivo delle
merci, capace di fare sistema e indurre esigenze e consumi, insomma tutto il
potere è nelle sue mani.
Ciò che manca totalmente alla nostra democrazia è la rappresentanza politica
del lavoro subordinato, dei disoccupati, dei milioni di pensionati.
Ai vecchi partiti va staccata la spina, così anche ai sindacati che ormai
fiancheggiano i padroni, niente più voti e niente tesseramento.

Una nuova opposizione e quindi una nuova classe dirigente, può nascere solo da
un nuovo progetto che abbia come obiettivo di cambiare le regole del gioco.
Abbiamo assistito in questi ultimi 15 anni ad una degenerazione della
democrazia grazie ad un monopolio privato dei mezzi di comunicazione, a una
legge elettorale a misura di CASTA, alla occupazione della RAI da parte dei
partiti, agli attacchi contro i magistrati e contro la Costituzione, e al
progetto secessionista della Lega Nord.
E’ essenziale ed ineludibile, per rottamare i vecchi partiti, che a un fronte
ampio di elettori sia data la possibilità di votare per un progetto di ritorno
alla democrazia, con un programma chiaro e comprensibile, limitato alla
riformulazione delle “REGOLE DEL GIOCO”, senza le quali la democrazia è una
barzelletta e il potere assoluto è nelle mani del denaro e dei monopoli
informativi.

Per avere una possibilità di successo, fin da ora, sia in caso di elezioni
anticipate che alla fine della legislatura, bisogna mettere nero su bianco “l’
agenda rossa della democrazia e della legalità”, con i disegni di legge capaci
di correggere le degenerazioni.
Questo “fronte democratico” non deve diventare un partito, ma deve essere
sciolto una volta ottenuto il risultato voluto.

In questi giorni il “Fatto Quotidiano” pubblica in forma giuridica delle
proposte di legge per limitare la corruzione. Iniziativa lodevole per noi
abituati ad ascoltare i politicanti che restano sempre nel generico e nell’
inafferrabile, ma non ci dice questo giornale su quali gambe dovrebbe camminare
l’iter di queste leggi.
Movimenti, girotondi, popolo viola, grillino, e tutta la galassia frantumata
delle persone che sognano una democrazia compiuta, devono trovare un momento di
sintesi elettorale sulle “regole del gioco”, altrimenti spariranno nel limbo
della impotenza e marginalità.

Non ci interessano i leader, ma bisogna ispirarsi a quel movimento spontaneo
che si è costituito dal nulla e ha raccolto un milione e quattrocentomila firme
contro la privatizzazione dell’acqua.
Ricordiamo agli scettici di professione che il partito radicale, con l’uno per
cento dei voti, innescò e guidò la conquista di divorzio e aborto nel paese più
cattolico d’Europa.
Naturalmente, prima di stendere in forma giuridica una legge, che non tutti
sono in grado di comprendere, è giusto farne una sintesi, diciamo letteraria,
con cui comunicare con l’elettorato.

-Nuova legge elettorale: il primo punto deve riguardare il “conflitto di
interesse” e la “par condicio”, dove si stabilisce categoricamente che il
cittadino proprietario (direttamente o indirettamente) di un solo mezzo di
informazione (giornali, riviste, televisioni, radio, case editrici), locale o
nazionale, è ineleggibile, in quanto avvantaggiato in modo decisivo rispetto
agli avversari.
-Per un Parlamento “pulito”, contro personaggi come Dell’Utri che ha
dichiarato di essere entrato in politica per non finire in galera, va abolito
ogni tipo di immunità parlamentare, nessun pregiudicato può essere eletto in
Parlamento (al pari di quanto già avviene nel pubblico impiego), la
magistratura non deve chiedere alcun permesso per inquisire o processare i
membri del Parlamento (dal premier all’ultimo deputato) e l’inquisito non può
eccepire alcun “legittimo impedimento”, si deve far processare e basta.
-Va ripristinato il voto di preferenza, sia che si adotti il sistema
uninominale maggioritario, sia che si scelga il sistema proporzionale alla
tedesca.
-Va abolito ogni tipo di finanziamento pubblico ai partiti e alla loro
editoria, poiché questi ingenti mezzi danno grande vantaggio a chi è già in
politica e rendono difficile l’emergere di nuove aggregazioni politiche.
-La regola “anticasta”: nessuno è rieleggibile dopo due legislature
-Il duopolio RAI-Mediaset, visto come è stato usato per arrivare e mantenere
il potere politico, va ridimensionato, e nessun operatore di comunicazione può
possedere più di una rete nazionale. In parole povere la RAI deve vendere due
reti e così Mediaset.
-La Rai per di più, avendo dimostrato di non essere servizio pubblico, ma
servizio ai partiti, deve essere riformata, abolendo la pubblicità e affidando
ai cittadini (canone pagato alla mano) l’elezione del Presidente, con ogni
potere, in concomitanza con le elezioni politiche, da scegliere tra personalit
assolutamente indipendenti, per la durata di 5 anni, non rieleggibile dopo due
mandati, revocabile solo dal Presidente della Repubblica per gravi motivi.
-E’ anche urgente garantire la partecipazione dei cittadini alla formazione
delle leggi attraverso l’istituzione del Referendum Propositivo, anche a
livello regionale e comunale, dove i cittadini possano far diventare leggi i
loro bisogni più acuti, ignorati dal sistema partitocratico.
-Abolizione del “quorum” del 50% di partecipazione ai Referendum (sia
propositivi che abrogativi), visto che per le elezioni generali non vi è alcuna
norma che invalidi le elezioni se più del 50% degli aventi diritto non va a
votare.

Credo che su queste regole, indispensabili ed elementari per riportarci in
democrazia, si potrebbe coagulare un ampio fronte civile in grado di
presentarsi alle elezioni che può costringere il Parlamento a legiferare per
ripristinare democrazia e legalità.
Avremo contro tutto il sistema dei partiti, i sindacati,il Vaticano, ma la
misura è colma ed è ora che i sudditi diventino protagonisti con idee,
iniziative, partecipazione, autogestione, contro la vera antipolitica che oggi
domina.

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7 Commenti, Commenta o fai un Ping

  1. luca - Data: 14/9/2010 12:57:36 - IP: 151.53.77.xxx

    Quoto 100% e condivido a palla!

    Current score: 0
  2. alberto - Data: 14/9/2010 17:43:48 - IP: 93.44.43.xxx

    dici delle cose giustissime e condivisibili.
    non è vero però che per la realizzazione di questo nobile progetto ci si ritroverà tutti contro anche se siamo attorniati da piduisti a tutti i livelli.
    Noi stiamo già da tempo tentando forse ingenuamente o forse tu dirai nostalgicamente di ricostituire un “movimento” dal basso dai bisogni reali della gente quelli che gia hai brillantemente elencato.
    Spero quindi di risentirci per parlarne da vicino il nostro punto di riferimento Ischitano è Nicola Lamonica. cari saluti
    Alberto Costantini

    Current score: 0
  3. fabio di meglio - Data: 14/9/2010 18:38:49 - IP: 79.46.186.xxx

    lo sport piu’ amato dagli italiani e’ sempre e solo il ROSECARE

    Current score: 0
  4. La Rete - Data: 15/9/2010 09:47:56 - IP: 151.53.65.xxx

    Alberto: movimento dal basso con riferimento Nicola Lamonica?!?!!! Mai sentita prima una contraddizione del genere. Impari ad usare i corretti termini e interpretare in chiave moderna i concetti. Ad Ischia c’è un solo Movimento che parte dal basso ed è sempre aperto a tutti, senza leader, ognuno vale uno, se si ha qualcosa da dire si accende un pc e si è subito pronti a collaborare con la rete di cittadini italiani che da anni lavorano investendo parte del proprio tempo e denaro. Oggigiorno i sistemi sono fatti a mo’ di rete. Non ci sono vertici – se non nelle strutture base di un Governo reale espressione del popolo – ci sono nodi. Le pare normale che io devo telefonare o scrivere a Nicola Lamonica per avere il suo placet ed interessamento su una questione? A me, francamente sembra anacronistico e privo di reale efficacia. Credo che una logica come la sua sia destinata ad estinguersi a breve.

    Current score: 0
  5. Davide Iacono - Data: 15/9/2010 12:12:12 - IP: 79.13.144.xxx

    L unica salvezza è che i partiti attuali scoprano una volta e per sempre CHE SONO MORTI, partire dal basso senza vecchie etichette ,ma solo armati di sani principi ed idee attuali.
    Questa è la strada.

    Current score: 0
  6. alberto - Data: 15/9/2010 14:14:21 - IP: 193.206.102.xxx

    I corretti termini certamente non mi vengono insegnati da voi.
    per riferimento sul suolo Ischitano intendevo Nicola per il semplice fatto che già di fatto Nicola risulta essere dirigente della Federazione Regionale del nostro Movimento C.S.P.
    E’ vero se il vostro movimento non ha alcun bisogno di confronto su alcuna tematica siete liberissimi di gestirvi a vostro piacimento, ma prendendo lo spunto dalla nota di De Gregorio credo che un minimo di regole indispensabili ed elementari siano necessarie per portare risultati a casa. In democrazia comunque ognuno è libero di gestirsi come vuole .Per quanto attiene infine la nostra estinzione mi spiace deludervi siamo come la gramigna
    saluti

    Current score: 0
  7. nadia penniello - Data: 15/9/2010 15:54:54 - IP: 217.203.21.xxx

    gli industriali non sono i nuovi legislatori di questo governo, anzi, sono in prima linea a lamentare l’assenza di riforme, di iniziative per il rilancio e lo sviluppo economico, lo stallo dell’economia italiana, la burocrazia soffocante nonostante san brunetta e san calderoli…
    quando si insediò questo governo la Marcegaglia disse che con i numeri che aveva non c’erano scuse per non avviare riforme e rilancio…e lo diceva al presidente imprenditore…!!! Questo però alle sue esigenze di imprenditore deve anteporre quelle di affezionato dei tribunali…

    Current score: 0
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