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Procida. Raccogliere gli oli usati. Una contraddizione, o un seme di Speranza?

| Pubblicato da Francesco Lubrano |

Piccola storia di un percorso virtuoso sulla nostra isola.

di Lina Scotto

Questa bella esperienza è decollata in una magica serata di agosto 2008 nel contesto di “Ascom Eventi”. Lungo il porto si era allestito uno stage delle attività commerciali isolane , tanti gazebo, espressioni  del piccolo sviluppo cittadino, tra questi emergeva quasi in sordina , ma con posto d’onore all’inizio, un gazebo informativo e divulgativo della raccolta degli oli di cucina usati.

Una lodevole iniziativa che ha visto come promotore l’Ascom locale e  la ditta “Papa Ecologica”1 . Ai cittadini veniva data l’opportunità di iniziare un percorso virtuoso di buone pratiche per riciclare gli oli di cucina, che di solito si sverzano nel lavandino o nel giardino.  Le tanichette più sacchetto di stoffa furono offerte con un minimo di contributo.

A  dire il vero in quelle tre serate non ci fu una notevole adesione, le persone si mostravano scettiche, si scocciavano all’idea di dover fare un piccolo ulteriore “lavoro”. Infatti, in quelle serate furono distribuite circa 100 taniche su un totale di 500. A fine manifestazione gli organizzatori sistemarono gli scatoloni contenenti le tanichette e materiale informativo nel piano interrato del Comune.

Il presidente dell’Ascom, Eugenio Michelino, sensibile al problema ha chiesto collaborazione, così insieme  ad un gruppo di amiche, impegnate su questo annoso problema, e ai volontari dell’associazione M.A.I.A. ci si è messi al lavoro, informando e sensibilizzando  le persone ad accogliere questa iniziativa di riciclaggio.

C’ è stato un grosso impegno e una efficace sinergia tra noi volontari. Si andava al Comune  per caricare la piccola cinquecento, di quante più tanichette   possibili per poi distribuirle a domicilio di quanti si erano resi sensibili e disponibili  a questa esperienza. Dopo circa 3 mesi ci fu il primo conferimento con un discreto il risultato.

Successivamente si coinvolsero le catechiste delle parrocchie di S. Antonio e San Leonardo, che per la Quaresima stavano sviluppando un percorso di buone pratiche, così tutte le tanichette furono distribuite. Risultato che nell’ultimo conferimento, fatto il 10 /10/ 2009, si sono consegnati 500 litri di oli usati, che altrimenti sarebbero andati sversati nei lavandini o nei terreni, arrecando sempre più danni al nostro “ malato Pianeta”.

Questa è una notizia significativa e bella che ci attesta quanto sia possibile un inversione di tendenza nei nostri stili di vita.

Incoraggiamo  amici e conoscenti a fare propria questa logica di vita. Da un piccolo seme nasce un  grande albero…

Percorso degli oli che conferiamo

1° La società PAPA s.r.l: effettua attività di recupero di rifiuti non pericolosi costituiti da oli e grassi vegetali ed animali esausti.

Tale attività é regolarmente autorizzata dalla Regione Campania ai sensi dell’art. 28 ex D.Lgs.22/97 con Decreto Dirigenziale n. 124 del 27-02-2006.

Gli oli e grassi vegetali ed animali esausti, che vengono lavorati presso i”impianto. della PROTEG S.p.A., hanno le caratteristiche chimico-merceologiche previste alla tipologia 11.11 del D.M. 05102198 e vengono accettati all’impianto solo se sono conformi a quanto previsto nelle predetta normativa.

Questi oli provengono principalmente da attività commerciali ed artigianali come centri di distribuzione, pizzerie, friggitorie, siti di ristorazioni etc., da attività domestiche e a volte provengono anche da attività industriali, cioè da opifici che operano nel campo della trasformazione dei prodotti alimentari.

Una volta giunti all’impianto, accompagnati e codificati esattamente nel formularlo di identificazioni, vengono avviati alla lavorazione.

Il ciclo di trattamento dogli oli è costituto da due distinti processi di tipo fisico.

Il primo tende all’eliminazione dell’acqua e delle impurità in dispersione attraverso la sedimentazione-centrifugazione  ed eventuale filtrazione. Il secondo provvede ad abbattere il contenuto residuo di acqua presente negli oli mediante riscaldamento sotto vuoto ad una temperatura di 80-90°C  e successivo, allontanamento del vapore. I due processi sono perfettamente indipendenti, pertanto una analisi preventiva dell’olio tende a stabilire a priori quale tipo di trattamento è da effettuare.

Gli oli, così purificati, sono idonei per essere avviati a successivo riutilizzo, nel settore industriale, per la produzione di biodisel, lubrificanti in genere, distaccanti, lubrificanti per motoseghe.

fonte: procida.bloglandia.it

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