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Procida: le ruspe abbattono casa di due anziani. Domenico Savio: “Bisogna abbattere le lussuose ville costruite sulle Isole dai potenti”

| Pubblicato da Gennaro Savio |

Dopo che intorno alle ore 22,00 nonno Nicola era stato portato fuori dalla propria abitazione con la barella, le ruspe sono entrate in azione in piena notte, intorno alle 3,30, lontano dagli occhi, per qualcuno evidentemente  invadenti, delle telecamere e della carta stampa, svegliando e disturbando i residenti di tutto il circondario.

dalla Redazione di PCIML-TV *

Senza attendere che il Giudice della Corte d’Appello si pronunciasse circa la richiesta di sospensione dell’abbattimento a seguito della delibera licenziata dal Civico consesso di Procida che ha acquisito al patrimonio comunale l’immobile, intorno alle ore 3,35 di stamattina mercoledì 18 novembre 2009, in piena notte, dopo che intorno alle 10,00 della sera precedente nono Nicola era stato portato via in barella, le ruspe di Stato sono entrate in azione e hanno cominciato a demolire la prima e unica casa dei coniugi Scotto Di Clemente due anziani umili e malati. Un residente della zona ci ha raccontato che il fracasso della ruspa li ha svegliati di soprassalto, ci ha detto che hanno protestato e che la demolizione sarebbe ripresa solo più tardi, intorno alle ore 6,00.

Saputo dell’inizio dell’abbattimento, Domenico Savio, Segretario generale del PCIML, si è immediatamente e nuovamente recato a Procida dove, giunto in via Marconi, ha commentato con parole di fuoco il dramma sociale che si stava consumando nell’Isola di Graziella dichiarando: “Sindaci e procure della repubblica stanno procedendo all’abbattimento anche del cosiddetto abusivismo edilizio di necessità sociale, cioè della prima e unica casa di abitazione, realizzata da tante povere famiglie di lavoratori in presenza delle vergognose omissioni della Stato nel garantire il diritto costituzionale alla casa a tutti i nuclei familiari. Intanto, donne, uomini e bambini vengono buttati disumanamente sulla strada senza altra speranza di vita dignitosa, si tratta di migliaia di famiglie disperate e distrutte negli affetti e nelle aspettative di vita per il resto della loro esistenza. E’ una inaudita violenza politica dello Stato capitalistico che brutalmente ignora ogni umano sentimento e i diritti fondamentali della vita. Però i fabbricati del gigantesco abusivismo edilizio speculativo e affaristico dei potenti gruppi economici e le ville lussuose estive dei boiardi di Stato di ogni ordine e grado, che sono state costruite sulle isole e altrove, restano intoccabili al loro posto a ignominiosa derisione degli abbattimenti della povera gente e nulla viene fatto per individuarle, sanzionarle e abbatterle: vergogna, vergogna, è una vera vergogna di Stato! E’ una vergogna umana, civile, culturale, istituzionale e di potere politico senza fine. E’ una vergogna politica di Stato, è una violenza di Stato e di potere politico capitalistico, è una ignobile violenza contro il diritto prima naturale e poi istituzionale alla casa di abitazione, è un miserabile affronto di Stato al bisogno di vita della classe lavoratrice. I responsabili di questa vera tragedia sociale che si sta consumando nell’Italia più povera dei giorni nostri sono il governo, il parlamento e i partiti politici di centrodestra e centrosinistra che hanno approvato o consentito una legge ingiusta e discriminatoria, la 326 del 2003, che non consente di condonare l’abusivismo di necessità nelle aree sottoposte a vincolo paesistico parziale. Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, il glorioso Partito della classe lavoratrice e di tutte le forze progressive del nostro paese, indica al proletariato italiano la via della lotta popolare per affermare i suoi diritti costituzionali, per vivere un’esistenza umana e dignitosa e per mettere fine al dramma di questi giorni rivendicando con forza la modifica della legge 326 del 2003, richiesta di modifica che il nostro Partito ha già presentato ai partiti politici borghesi e antipopolari del governo e del parlamento sin dal 21 maggio 2008. Care famiglie disperate e colpite in uno dei beni fondamentali della vita, come l’abbattimento della prima e unica casa di abitazione, sappiate che solo con l’organizzazione politica di classe e rivoluzionaria, la mobilitazione e la lotta possiamo difendere i nostri diritti di sfruttati dai padroni e di maltrattati dallo Stato capitalistico, repressivo dei nostri bisogni di vita”.

Sin qui le parlo di Savio. Ma facciamo un passo indietro. Quello che ieri mattina si è verificato sull’isola di Procida, nella provincia di Napoli, è stato impressionante, sconvolgente. Si è vista una scena inimmaginabile, che, purtroppo, in questi giorni si sta replicando in tanti comuni della Campania. Di buon mattino imponenti forze dell’ordine sono sbarcate sull’isola, agli ignari pendolari della Terraferma, è sembrato che dovessero braccare chissà quale pericoloso delinquente di mafia o di camorra oppure smantellare qualche gigantesco traffico di droga. Invece no, tanta forza dello Stato, serviva per cacciare dalla propria, unica e umile casa di abitazione due poveri anziani invalidi allo scopo di demolire quel loro unico bene, realizzato con durissimi sacrifici e privazioni di vita, ma senza permesso a costruire ed escluso dal terzo condono edilizio, nonostante allo Stato dei potenti siano stati versati l’oblazione e gli oneri concessori.

Dinanzi alle ingiustizie sociali che si verificano in Italia, dove dai mari ai monti si consente ai ricchi e ai potenti di poter costruire e vivere in ville e villette e ai semplici cittadini si riservano invece diritti negati e case abbattute, è esplosa la rabbia di alcuni presenti che hanno voluto stigmatizzare le tantissime problematiche sociali che li attanagliano.

Proteste che naturalmente non hanno e non potevano fermare le ruspe di Stato che in piena notte hanno cominciato a buttare giù la prima e unica casa di abitazione degli anziani coniugi Scotto Di Clemente. Da oggi in Italia ci sono due nuovi senzatetto, anziani e malati, nonno Nicola e nonna Letizia  che mai avrebbero potuto immaginare, dopo aver vissuto una vita di durissimi e inenarrabili sacrifici, di dover affrontare una vecchiaia infernale e umiliante da senzatetto quali si sono ritrovati ad essere da un giorno all’altro: che vergogna!

* Direttore Gennaro Savio – www.pcimltv.blogspot.com

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