Pensioni: l’allegro festino
| Pubblicato da Paolo De Gregorio |La democrazia dovrebbe vivere di PRINCIPI e di REGOLE che formano una cultura di base condivisa. Per le pensioni assistiamo ad inauditi privilegi, tra cui il più odioso è il cumulo di pensioni e redditi, cosa che dovrebbe essere categoricamente esclusa.
-Brunetta, nel senso del ministro, percepisce una pensione di 3.000 euro al
mese, maturata per l’attività di docente, che cumula allegramente con 20.000
euro al mese di parlamentare e ministro
-Di Pietro, dal 1995 è titolare di una pensione di 1.956 euro al mese che
cumula con l’indennità di parlamentare
-Draghi, governatore della Banca d’Italia, percepisce dall’Inpdap una pensione
lorda di 14.843 euro al mese, che cumula con l’indennità di governatore
-Andreotti dal 1992 percepisce 3.440 euro netti di pensione a cui somma l’
indennità di senatore a vita.
Senza andare in stupidi e fuorvianti tecnicismi, se si vuole creare veramente
una coscienza nazionale condivisa, in materia pensionistica bisogna fare
riforme profonde che impediscano quella “macelleria sociale” che c’è ora.
-Per prima cosa i parlamentari non devono poter godere di alcun trattamento
pensionistico. Ogni parlamentare, per la durata del suo mandato deve ricevere i
contributi che egli versava per la sua attività lavorativa. Punto e sommiamo la
regola di 2 legislature e poi ineleggibilità.
-divieto assoluto per chiunque di sommare reddito a pensioni. Se vuoi lavorare
la pensione deve essere sospesa.
Qualunque sacrificio venga chiesto alla popolazione in materia pensionistica
deve essere preceduto da altrettanto rigore da riservare a parlamentari e
classe dirigente.
Cerchiamo, ogni volta che facciamo delle critiche, di fare anche delle
proposte, serie, fattibili, concrete, visto che nel nostro paese l’opposizione
è sparita e un programma alternativo dovremo scriverlo noi.
Paolo De Gregorio
p.s.
i casi citati si riferiscono a titolari di pensione Inpdap che la cumulano con
altri redditi. Occorre considerare anche le pensioni Inps e i vitalizi
corrisposti dal Parlamento e dagli altri organi elettivi (regioni etc.) che
vengono cumulate allegramente con altri redditi.





























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