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PCB nel mare dell’isola d’Ischia: la Commissione europea indaga

| Pubblicato da Redazione |

di Andrea D’Ambra Lo scorso 19 Marzo davamo notizia su questo blog di una nuova interrogazione presentata dagli Europarlamentari Aita e Guidoni (Sinistra e Libertà) alla Commissione Europea sul “disastro ambientale ad Ischia” causato da PCB “Policlorobifenile” (sostanza tossica nonché cancerogena) rilevato nel mare dell’isola dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente della Campania (Arpac) per ben 1860 volte sopra i limiti di legge. Nella stessa gli Eurodeputati chiedevano alla Commissione, che nella risposta alla prima interrogazione aveva promesso di prendere contatti con le autorità italiane, quali fossero i riscontri venuti fuori dai contatti intrapresi con l’Italia sul caso.
Oggi la Commissione, nella sua risposta firmata dal Commissario all’Ambiente Stavros Dimas, conferma che sta indagando e di essere in attesa di ulteriori chiarimenti dall’Italia, per appurare se si possa evidenziare la violazione della direttiva 92/43/CEE (Habitat naturali – Natura 2000) che vede l’Isola d’Ischia inserita in una rete ecologica europea come sito di interesse comunitario.
In tal caso l’esecutivo europeo si dice pronto, se necessario, ad adottare ulteriori provvedimenti atti a garantire il rispetto della legislazione comunitaria in materia di ambiente.

L’interrogazione presentata lo scorso 19 Marzo:

INTERROGAZIONE SCRITTA
di Vincenzo Aita (GUE/NGL) e Umberto Guidoni (GUE/NGL)
alla Commissione

Oggetto: Mobilitazione per il disastro ambientale ad Ischia

Considerando:
- l’interrogazione scritta presentata in data 11 giugno 2008 dai parlamentari europei Vincenzo Aita e Umberto Guidoni, con oggetto “Disastro ambientale ad Ischia” (ref. E-3253/2008);
- la risposta della Commissione europea del 30 luglio 2008, in cui viene riconosciuto che, in conformità alla Direttiva 92/43/CEE ed alla Direttiva 79/409/CEE, “l’Italia è tenuta ad adoperarsi per garantire il mantenimento o il ripristino del valore di conservazione” del sito marino Natura 2000 “Fondali marini di Ischia, Procida e Vivara” (cod. IT8030010), minacciato, lo scorso 14 giugno 2008, dalla rottura di un cavo sottomarino dell’Enel spa;
- l’impegno della Commissione a mettersi “in contatto con le autorità italiane per verificare se la normativa comunitaria sia stata applicata correttamente nel caso di specie”;

Si chiede alla Commissione:
qual è lo stato dell’arte dell’indagine condotta su tale situazione e quali gli eventuali riscontri ottenuti dalle autorità italiane?
in base alle informazioni raccolte, è stata registrata un’effettiva violazione delle direttive sopra menzionate rispetto al sito in questione?
nel caso in cui siano state riscontrate violazioni, quali azioni intende intraprendere la Commissione per sollecitare le autorità italiane, in considerazione del valore naturalistico e paesaggistico di tale sito, a porre rimedio ad eventuali danni?

La risposta della Commissione Europea

E-2263/09IT
Risposta di Stavros Dimas
a nome della Commissione
(3.6.2009)

La Commissione ha scritto alle autorità italiane per avere informazioni sull’applicazione del diritto ambientale comunitario nel caso descritto dall’onorevole parlamentare.

Dalla valutazione della risposta italiana è emersa la necessità di disporre di altre informazioni per verificare l’esistenza di eventuali violazioni del diritto comunitario nel caso di specie.

La questione è stata discussa nel corso di una riunione tra la Commissione e le autorità italiane nel marzo 2009 e si attende una nuova comunicazione dall’Italia intesa a chiarire, tra l’altro, se in questo caso le disposizioni della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche1 siano state applicate correttamente.

La Commissione valuterà le informazioni contenute nella comunicazione e deciderà se, nel caso specifico, saranno necessari altri provvedimenti per garantire il rispetto della legislazione comunitaria in materia di ambiente.

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