Parole in libertà
| Pubblicato da Paolo De Gregorio |Per commemorare la morte dell’editrice siciliana Elvira Sellerio, un suo amico fotografo, Ferdinando Scianna, spara niente di meno che l’attività di questa signora della borghesia siciliana: “rivoluzionò l’isola”.
Come sempre, gli intellettuali guardano alla propria categoria come l’ombelico del mondo, a questo o quel libro come decisivi nella formazione del pensiero, e magari non si accorgono che una trasmissione televisiva o una battuta di Iva
Zanicchi convince e orienta persone, più della attività editoriale di una vita.
I risultati elettorali siciliani dovrebbero insinuare qualche dubbio sulla
“rivoluzione” compiuta dalla suddetta editrice, e non dovrebbe sfuggire a chi
si occupa di comunicazione che il 70% degli italiani si informa solo con la Tv,
non legge libri né giornali, e dunque la vera rivoluzione italiana, il vero
colpo di stato, l’hanno fatto quelli che si sono impossessati delle reti
televisive: capitalisti e casta politica.
Messo questo punto fermo, il ruolo degli intellettuali, in senso progressista,
è uguale a zero. Nessuno si pone il problema di come fare per raggiungere le
masse popolari drogate di TV, che, contro i propri interessi, sono
sapientemente guidate alle urne, dove operai, disoccupati, pensionati, giovani,
votano per il loro spacciatore di fiducia.
A questo enorme potere di dominio dell’etere, questi intellettuali che
trasudano cultura da tutti i pori, si dovrebbero accorgere che si aggiunge un
altro potere, che in Italia è decisivo per vincere le elezioni, ed è quello
della Chiesa, che ha una presenza capillare sul territorio, ed è l’unica
organizzazione in stretto contatto con i poveri e gli ignoranti, dispone di
imponenti risorse economiche con l’8 per mille, e offre alle varie destre il
voto di queste pecorelle, già addomesticate alla rassegnazione e all’
obbedienza.
Aggiungiamo che in Italia non esiste più una sinistra presente sul territorio,
non esiste più una identità di classe e, se Berlusconi, a capo di un partito-
contenitore di tutti i rifiuti della prima Repubblica, pieno di approfittatori,
inquisiti, piduisti, si ripresenta alle elezioni, i drogati dalle sue Tv e dal
Vaticano lo rieleggono.
Cari intellettuali, così stanno le cose. Scendete dalla cattedra e cercate di
parlare con le persone, con gli schiavi salariati, con gli emarginati, con i
disoccupati, con i giovani senza futuro e, insieme a loro, cercate soluzioni
concrete e parole d’ordine. Al di fuori di questo la vostra ininfluenza è
assoluta.
Mi permetterei di suggerire qualche obiettivo per tornare alla democrazia:
-chiunque possiede mezzi di comunicazione è ineleggibile
-nessun soggetto privato può possedere più di una rete televisiva
-abolizione dell’8 per mille alla Chiesa, che si ingerisce nella politica e
invita a votare per la destra.





























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