Notizie del giorno:”no B-day, il tempo che non fa e Gabanelli”
| Pubblicato da Paolo De Gregorio |di Paolo De Gregorio Nella manifestazione anti-sultano di sabato 5 dicembre, la più toccante testimonianza è stata quella del fratello di Paolo Borsellino. Dentro quelle parole c’erano testa e cuore e lo sdegno per l’attuale situazione politica ha un senso di lotta irriducibile senza cedimenti. Mi è molto mancato il fatto di non sentire lo stesso sdegno per il fatto che ci troviamo ancora Berlusconi grazie alla vigliaccheria di Prodi e D’Alema che, durante i loro governi, non hanno voluto fare una severa legge sul conflitto di interesse e la “par condicio”, che stabilisse semplicemente che: “non è eleggibile chiunque possiede direttamente o indirettamente” un giornale o una TV, anche locale perché ciò lo favorisce rispetto agli altri candidati. Una norma di elementare democrazia, dovuta ad una nazione che si definisce civile.
Il partito democratico è ancora in mano ai D’Alema, ai Violante, ai Bersani,
che da 40 anni guidano la sinistra di sconfitta in sconfitta, di cedimento in
cedimento, con la scomparsa di ogni valore e identità.
In quella piazza, dove spero sia nata una nuova identità politica, affermare
ciò sarebbe stato forse freddo, ma molto utile per scegliere i compagni di
strada.
-nella trasmissione di Fazio (che tempo che fa), malgrado il titolo ci dica
che bisognerebbe parlare essenzialmente di ambiente e clima, al povero Luca
Mercalli, serissimo e scientificamente informato sulla situazione ambientale
planetaria, vengono offerti due o tre minuti scarsi, peraltro interrotti da
battute mediocri del conduttore impaziente di dare spazio a stronzate di
intellettuali sulle interpretazioni di arti figurative, di inutili libri, o
alle fissazioni della Litizzetto che ci informa sulla lunghezza dei peni, i
peli pubici, le attività escretorie e varie altre zozzerie.
Questa minimizzazione dei problemi ambientali a favore dei professionisti del
complicare le cose semplici, gli intellettuali appunto, in uno dei pochi spazi
rimasti in TV, è molto grave e lascia l’impressione chiara che tutta la
redazione della trasmissione non abbia capito nulla della urgentissima
necessità di cambiare modo di produrre energia e di consumo, pena disastri con
carestie e milioni di morti.
-la Gabanelli ha fatto un buon intervento sulla Sanità. Ma se restiamo alle
analisi e alle denunce nulla cambierà.
Nessun partito politico chiede ciò che è evidente e chiaro: la fine di ogni
convenzione tra pubblico e privato, terreno nel quale sono stati realizzati
colossali truffe ai danni dello Stato, e dove hanno sguazzato felici politici
ed imprenditori ricattandosi e arricchendosi a vicenda.
L’intreccio mafioso tra politica e affari è questo, basta voler guardare come
funziona la Sanità.
Combattere la mafia non significa mettere in galera qualche capo, che viene
immediatamente sostituito da un altro più feroce e avido, ma sottrarre la
Sanità pubblica alle sanguisughe imprenditoriali e mafiose troncando ogni
rapporto. Sul “libero mercato” queste cliniche private fallirebbero quasi
tutte, comprese quelle dei preti.
































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