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Microzonazione sismica e dintorni

di Bartolomeo Garofalo. Lo scorso 6 agosto sono stati presentati a Ischia gli studi di microzonazione sismica di terzo livello (il massimo grado di accuratezza raggiungibile) condotti nei comuni di Forio, Lacco Ameno e Casamicciola Terme, sull’isola d’Ischia. Uno studio di primo livello, il più basso, consiste in una pura ricerca bibliografica nella quale si elencano una serie di dati storici sugli effetti di un terremoto, cercando di andare il più indietro possibile nel tempo. I tre comuni in questione erano stati interessati, in maniera più o meno grave, da danni provocati dal terremoto del 21 agosto 2017. Durante la presentazione è stato più volte sottolineato che i risultati ottenuti da questi studi multidisciplinari non sono comprensibili al pubblico. In altre parole, soltanto gli addetti ai lavori hanno gli strumenti per comprendere le mappe, i grafici, i numeri e quant’altro è stato prodotto e descritto nelle tre relazioni, una per ogni comune. Ma cos’è la microzonazione sismica?

La microzonazione sismica è uno studio multidisciplinare che ha come scopo quello di caratterizzare a piccola o piccolissima scala, la “risposta sismica locale”, vale a dire l’effetto di amplificazione o di smorzamento dell’intensità di un terremoto. In un’area di piccole dimensioni, anche di pochi Km quadrati, lo stesso terremoto può provocare danni più o meno intensi a prescindere dalla qualità del costruito. Questo vuol dire che la stessa casa crollata in un punto X avrebbe potuto subire danni ma non crollare in un punto Y distante, diciamo, 2 Km dal primo. Il risultato finale degli studi di microzonazione è, in soldoni, una serie di mappe e tabelle nelle quali vengono identificate le aree che amplificano o smorzano l’accelerazione del suolo in caso di terremoto e di conseguenza servirà a gestire meglio il territorio evitando, per esempio, di destinare ad area abitativa proprio quelle zone in cui gli effetti di un terremoto possono essere amplificati. Per ottenere questi risultati è necessario effettuare una serie di indagini e di ricerche, riassunti nella tabella sottostante.


Obiettivi (colonna sinistra) e metodi (colonna destra) per la microzonazione sismica.

Il primo obiettivo riportato nella tabella è l’”Input sismico di riferimento”, che corrisponde alla registrazione del moto del suolo in termini di ampiezza e accelerazione in un punto di coordinate note a seguito di un ipotetico terremoto che potrebbe colpire le aree di studio. I calcoli su come il terreno amplifica o smorza l’ampiezza del moto vengono fatti a partire da questo terremoto “sintetico”, ottenuto utilizzando software molto complessi, ma che in molti casi, come quello utilizzato negli studi in questione, sono liberamente disponibili on line. Per tutti e tre i comuni, Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, i gruppi di lavoro hanno convenuto di utilizzare lo stesso input sismico di riferimento.

I motivi per i quali anche a piccola scala possono esserci zone di amplificazione e altre di smorzamento, sono di natura geologica e dipendono, quasi esclusivamente, da come le onde sismiche si propagano nel sottosuolo e in superficie. Le onde sismiche hanno la capacità di riflettersi e rifrangersi quando incontrano delle discontinuità. Una discontinuità sismica è, in parole molto semplici, una superficie di contatto tra rocce che hanno caratteristiche meccaniche differenti. Ad esempio rocce molto compatte vengono attraversate velocemente dalle onde sismiche, mentre terreni sciolti sono caratterizzati da velocità sismiche più basse. Se abbiamo un terreno sciolto al di sopra di un basamento compatto, abbiamo una superficie di discontinuità netta che crea molte riflessioni e rifrazioni delle onde che arrivano da zone più profonde.

Anche la forma della superficie terrestre può amplificare o smorzare gli effetti di scuotimento. L’immagine successiva mostra, schematicamente, cosa succede in corrispondenza di un picco morfologico, di un versante e di una zona caratterizzata dalla presenza di uno strato di terreni sciolti al di sopra di un basamento roccioso più compatto.

La microzonazione sismica effettuata nei tre comuni isolani ha impiegato risorse importanti e il risultato è uno strumento fondamentale per la pianificazione del territorio. Questo tipo di studi è regolamentato da una normativa nazionale molto rigorosa, che però è stata costruita tenendo conto degli effetti dei terremoti di origine tettonica. Ebbene, non è difficile comprendere che l’isola d’Ischia, così come tutte le aree vulcaniche, non può essere paragonata all’Irpinia, al Belice o al Friuli. I terremoti ischitani sono completamente diversi perchè si generano a bassissima profondità, sono storicamente noti per avere intensità medio bassa e breve durata. Alcuni sismologi hanno mostrato non poche perplessità all’annuncio che tali studi sarebbero stati condotti nei comuni colpiti dal terremoto, poiché a loro modo di vedere, l’approccio metodologico dovrebbe essere completamente diverso da quello normalmente utilizzato. Ho avuto modo di leggere con calma le tre relazioni e sono rimasto da un lato colpito per la gran mole di dati acquisiti e redatti, dall’altro perplesso nel leggere la descrizione dei risultati ottenuti con alcune delle indagini effettuate. Le uniche indagini geoelettriche sono state effettuate a Lacco Ameno, ma non sono riuscito a trovare alcuna interpretazione dei risultati ottenuti. A Forio non è stato possibile raggiungere il “bedrock sismico”, vale a dire il basamento roccioso compatto caratterizzato da velocità delle onde sismiche molto più alte rispetto alla copertura di terreni sovrastante. Il sondaggio più profondo è arrivato fino a 60 metri di profondità nel piazzale del Palazzetto dello Sport. Vale la pena sottolineare che terreni sciolti e caratterizzati da basse velocità sismiche, sono piuttosto pericolosi da un punto di vista dell’amplificazione sismica.

Avevo scritto in premessa che i risultati delle microzonazioni non sono argomenti di cui si può discutere al bar, e che non avrei nemmeno provato ad entrare nel dettaglio. Ritengo, peraltro, che dovrei studiare molto più approfonditamente i documenti casomai avessi il tempo e la voglia di farne un riassunto comprensibile ai più. A prescindere da tutto, sono un elemento fondamentale per aumentare la conoscenza del sistema Ischia. Gli elaborati, tanto per dire, sono stati realizzati e discussa sotto l’egida del Centro per la Microzonazione Sismica e le sue applicazioni del CNR. Io rimango della convinzione che per limitare i danni dei terremoti che continueranno a colpire, questo è sicuro, sempre la stessa zona, basterebbe non destinare ad abitazioni le zone di Piazza Majo, del Fango e del versante settentrionale dell’Epomeo. Abbiamo già esperienza, in Italia, di costruzioni anti sismiche e conosciamo molto bene i tempi della ricostruzione. Basti guardare all’Aquila, ad alcune zone dell’Umbria, all’Emilia Romagna, senza citare il Belice e l’Irpinia. Siamo davvero disposti ad attendere, molto spesso inutilmente, l’arrivo del Baffone di turno? Ricostruire in area sismica si può fare, non c’è dubbio. Ma bisogna avere il coraggio di dire “Ecco, la sua casa in Piazza Majo è di nuovo qui, com’era prima no ma l’abbiamo rifatta per bene. L’unica cosa che non possiamo garantire è che la casa resisterà senza danni al prossimo terremoto che, prima o poi, colpirà l’area, questo sì, lo possiamo garantire. Come si sente signora? Tranquilla?”.

Infine, bisognerebbe anche prendere definitivamente le distanza da chi insiste ad attribuire la causa dei terremoti al pompaggio dell’acqua dal o nel sottosuolo, all’aumentare delle precipitazioni o ai presunti aumenti di concentrazione del radon nelle acque. Io credo che la concentrazione del radon faccia danni cerebrali ma quando è alta nell’aria. Peraltro il gas in questione è presente soprattutto in aree vulcaniche. In Italia i cosiddetti esperti fanno delle affermazioni basate sul nulla scientifico, passando a parlare di terremoti, di energie rinnovabili, dello scioglimento dei ghiacciai e della migrazione delle rondini con la stessa facilità con cui un ragazzino parla di Stranger Things. Per me questi discorsi hanno la stessa significatività delle costellazioni e degli oroscopi: nessuna.

Tratto da bartolomeogarofalo.wordpress.com


1 Commento, Commenta o fai un Ping

  1. giuseppe mazzella - Data: 17/8/2019 20:24:10 - IP: 87.9.198.xxx

    Ottimo intervento. Si aggiunge alla nostra fondamentale osservazione espressa dal prof. Giuseppe Luongo fin dal primo momento e riconfermata puntualmente in tutti i suoi interventi pubblicati su IL CONTINENTE. La Parola adesso ai Politici e ai Paesaggisti. Bisogna fare il Piano Urbanistico di Casamicciola e di Lacco Ameno entro il 31 dicembre 2019 e deve essere REALISTICO. Ho indicato la Società di Trasformazione Urbana come “soggetto attuatore” di una “trasformazione urbana”, di una “riqualificazione urbana”. Occorre costituire a Casamicciola un “Ufficio della Pianificazione Territoriale e della Programmazione Economica” per un nuovo “disegno” urbanistico ed economico.
    giuseppe mazzella-direttore de IL CONTINENTE

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