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MARIJUANA: la grande truffa.

| Pubblicato da Davide Iacono |

E farò germogliare per loro una pianta di grande fama, e non saranno più consumati dalla fame nel paese. Ezechiele 34,29

Da dove deriva la parola ‘MARIJUANA’? A metà degli anni trenta, la parola M è stata creata per offuscare la buona reputazione e la straordinaria storia della pianta di canapa… come leggerete. I fatti e i riferimenti qui citati, sono comunemente verificabili sull’Encyclopaedia Britannica, che è stata stampata su carta di canapa per 150 anni:

* Fino al 1880 tutti i libri di scuola erano fatti di fibra di canapa o di lino; Hemp Paper Reconsidered, Jack Frazier, 1974.

* Dal 1631 fino al 1880 in America era LEGALE PAGARE LE TASSE CON LA CANAPA; LA Times, Aug. 12, 1981.

* Nel 17esimo e nel 18esimo secolo in America RIFUTARSI DI COLTIVARE CANAPA ERA CONTRO LA LEGGE! In Virginia dal 1763 al 1769 si poteva essere arrestati se ci si rifiutava di coltivare canapa; Hemp in Colonial Virginia, G. M. Herdon.

* George Washington, Thomas Jefferson e altri padri fondatori COLTIVAVANO CANAPA; Diari di Washington e di Jefferson. Jefferson contrabbandava semi di canapa dalla Cina alla Francia, e poi in America.

* Benjamin Franklin era proprietario di una delle prime cartiere in America nella quale si lavorava la canapa. Inoltre, la guerra del 1812 è stata combattuta per la canapa. Napoleone voleva interrompere l’esportazione da Mosca verso l’Inghilterra; Emperor Wears No Clothes, Jack Herer.

* Per migliaia di anni il 90% di tutte le vele e delle cime era fatto di canapa. La parola fiamminga ‘canvas’ (canovaccio) significa canapa; Webster’s New World Dictionary.

* L’80% di tutte le stoffe, dei tessuti, dei vestiti, della biancheria, dei drappi, delle lenzuola, ecc erano fatti di canapa fino agli anni 1820, quando è stata introdotta la filatrice per il cotone.

* Le prime bibbie, mappe, cartine, la bandiera di Betsy Ross, le prime bozze della Dichiarazione di Indipendenza e della Costituzione erano fatte di canapa; U.S. Government Archives.

* La prima pianta coltivata in molti stati è stata la canapa. Il 1850 è stato un anno straordinario per il Kentucky, che ne ha prodotte 40.000 tonnellate. Fino al 20esimo secolo la canapa è stata la pianta più venduta; Archivi di Stato.

* I racconti più antichi sulla coltivazione della canapa risalgono a 5000 anni fa in Cina, anche se probabilmente è a partire dall’antico Egitto che si può parlare di industrializzazione della canapa.

* Le tele dei dipinti di Rembrandt, Gainsborough, Van Gogh, così come fondamentalmente la maggior parte delle tele dei quadri di un tempo erano fatte di canapa.

* Nel 1916, il governo USA prevedeva che entro gli anni quaranta tutta la carta sarebbe stata prodotta con la canapa e che non ci sarebbe più stato bisogno di tagliare gli alberi. Alcuni studi condotti dal governo riportano che 1 acro di canapa equivale a 4,1 acri di alberi per cui si stava pianificando la realizzazione di questi progetti; Dipartimento dell’Agricoltura.

* Fino al 1937 colori e vernici di buona qualità erano prodotti con olio di semi di canapa. Nel 1935 in America furono usate 58.000 tonnellate di semi di canapa per prodotti da pittura; Sherman Williams Paint Co. Testimonianza di fronte al Congresso contro il MARIUANA Tax Act del 1937.

* Il primo modello-T di Henry Ford carburava ad olio di canapa e L’AUTOMOBILE STESSA ERA COSTRUITA IN CANAPA! Ford è stato fotografato sulle sue vaste proprietà in mezzo ai campi di canapa. La macchina, ‘cresciuta dalla terra’ aveva pannelli di plastica di canapa, la cui resistenza all’impatto era 10 volte superiore a quella dell’acciaio; Popular Mechanics, 1941 .

* Canapa, ovvero ‘La Pianta da Miliardi di Dollari.’ Era la prima volta che una coltura destinata alla vendita aveva un potenziale commerciale superiore al miliardo di dollari; Popular Mechanics, Feb., 1938.

* Il Mechanical Engineering Magazine (Feb. 1938) ha pubblicato un articolo intitolato ‘The Most Profitable and Desirable Crop that Can be Grown’ (La pianta più redditizia e piacevole che si possa coltivare). Sosteneva che se la canapa fosse stata coltivata utilizzando la tecnologia del 20esimo secolo, sarebbe stata l’unica coltivazione consistente negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

L’informazione che segue proviene direttamente dal filmato del 1942 di 14 minuti del Dipartimento dell’Agricoltura americano (USDA) che incoraggia ed istruisce i ‘coltivatori patriottici americani’ a coltivare 350.000 acri di canapa all’anno per sostenere la guerra:

‘…(Ai tempi in cui) i templi greci erano nuovi, la canapa era già da secoli al servizio del genere umano. Per migliaia di anni, anche allora, questa pianta è stata coltivata per produrre corde e vestiti sia in Cina che altrove in Oriente. Nei secoli prima del 1850 tutte le navi che veleggiavano nei mari occidentali erano equipaggiate con vele e cime di canapa. Sia per il marinaio quanto per i boia la canapa era indispensabile….

…Ora che le risorse di canapa delle Filippine e dell’India orientale sono nelle mani dei giapponesi … la canapa americana deve rispondere alle necessità del nostro esercito, della nostra flotta e della nostra industria…

…Le riserve della marina stanno diminuendo rapidamente. Dopo averle rifornite, la canapa americana dovrà svolgere un nuovo compito; canapa per gli ormeggi delle navi, canapa per i cavi da rimorchio, canapa per gli attrezzi e gli strumenti, canapa per infiniti usi navali sia in mare che a terra. Come ai tempi in cui le vecchie corazzate solcavano i mari vittoriose con sartie e vele di canapa. Hemp for Victory! (Con la canapa vinceremo!)’

Documento autenticato della biblioteca del Congresso; trovato grazie alla ricerca di Jack Herer, che non ha creduto alle dichiarazioni di altre istituzioni governative secondo le quali il film del 1942 dell’USDA ‘Hemp for Victory’ non esisteva.

La coltivazione e la produzione di canapa non danneggiano l’ambiente. Il bollettino #404 dell’USDA concludeva affermando che la canapa produce 4 volte più polpa rispetto al legno e causa un inquinamento da 4 a 7 volte inferiore.

Da Popular Mechanics, Feb. 1938:
‘Cresce rapidamente in una stagione … Può essere coltivata in ogni stato… Le sue lunghe radici penetrano il terreno e lo rompono, lasciandolo in perfette condizioni per la coltura dell’anno successivo. La densa massa di foglie, che arriva a 8-12 piedi da terra, soffoca le erbacce.

…la canapa, questa nuova coltivazione può contribuire in maniera incommensurabile all’agricoltura e all’industria americana.’

Se negli anni 30 le innovazioni dei macchinari agricoli fossero state applicate alla canapa, avrebbero portato ad una rivoluzione industriale. Questa risorsa da sola avrebbe potuto creare milioni di nuovi posti di lavoro e produrre migliaia di prodotti di buona qualità. Se la canapa non fosse stata resa illegale avrebbe fatto uscire l’America dalla Grande Depressione.

William Randolph Hearst (Il Cittadino Kane) e la Hearst Paper Manufacturing Division della Kimberly Clark possedevano moltissimi acri di bosco. La Hearst Company produceva la maggior parte dei prodotti cartacei. Il nonno di Patty Hearst, un distruttore della natura per suo profitto personale, stava per perdere milioni a causa della canapa.

Nel 1937, La Dupont brevettò i processi per derivare la plastica dal petrolio e dal carbone e il suo bilancio annuale spinse gli azionisti ad investire nella sua nuova divisione petrolchimica. Materiali sintetici come la plastica, il cellophane, la celluloide, il metanolo, il nylon, il rayon, il dacron, ecc. potevano quindi essere derivati dal petrolio. L’industrializzazione della canapa naturale avrebbe distrutto l’80% degli affari della Dupont.

L’INGANNO

Andrew Mellon divenne segretario del tesoro di Hoover e il maggior investitore della Dupont e mise il suo futuro genero, Harry J. Anslinger, a capo dell’ufficio federale narcotici e droghe pericolose.

Si tennero degli incontri segreti fra questi capitani d’industria della finanza. La canapa venne dichiarata pericolosa e una minaccia per le loro società da miliardi di dollari. Doveva essere eliminata affinché le loro dinastie rimanessero intatte. Questi individui si servirono di una misteriosa parola del gergo messicano: ‘marihuana’ e la inculcarono nelle coscienze americane.

MANIPOLAZIONE DEI MEDIA

Verso la fine degli anni ’20 e negli anni ’30 infuriò una tempesta di giornalismo sensazionalistico. I giornali di Hearst pubblicavano storie che enfatizzavano gli orrori della mariuana e su tutti i titoli di giornale si parlava di questa minaccia. I lettori impararono che era la causa di tutto, dagli incidenti di macchina alla perdita della moralità.

Film come ‘Reefer Madness (Follia da spinello)’ (1936), ‘Marijuana: Assassin of Youth (Assassina della Gioventù)’ (1935) e ‘Marijuana: The Devil’s Weed (L’Erbaccia del Diavolo)’ (1936) erano parte della propaganda pianificata da questi industriali per creare un nemico. Il loro obiettivo era di ottenere consenso pubblico per far passare le leggi contro la mariuana. Analizziamo le seguenti citazioni tratte da ‘The Burning Question’ (La Questione Scottante) conosciuta anche come REFEER MADNESS:

* un potente narcotico.
* atti di violenza sconvolgente.
* pazzia incurabile.
* effetti che distruggono lo spirito.
* sotto l’influenza della droga ha ucciso tutta la sua famiglia con un’ascia.
* la minaccia della mariuana è più immorale e più mortale anche di quelle droghe che distruggono lo spirito (eroina, cocaina)!

Reefer Madness non terminava nemmeno con il solito ‘lieto fine’. Il film concludeva con queste parole che apparivano sullo schermo: DITELO AI VOSTRI FIGLI.

Negli anni ’30 la gente era molto infantile e rasentava quasi l’ignoranza. Le masse erano come un gregge in attesa di essere guidato dai pochi che erano al potere. Non sfidavano le autorità. Se una notizia era sui giornali o veniva data alla radio, credevano che dovesse essere vera per forza. Lo dissero ai loro figli e i loro figli crebbero per diventare i genitori del baby boom.

Il 14 aprile 1937, la Prohibitive Marihuana Tax Law, o il progetto di legge che rendeva illegale la canapa, venne portato direttamente al House Ways and Means Committee, che è l’unico che può proporre un progetto di legge alla camera senza che sia stato discusso da altri comitati. Il presidente del Ways and Means, Robert Doughton, appoggiava la Dupont e fece in modo che la proposta venisse approvata dal congresso.

Il Dr. James Woodward, medico ed avvocato, testimoniò troppo tardi a nome dell’American Medical Association. Disse al comitato che la ragione per la quale la AMA non aveva denunciato prima la Marihuana Tax Law era che l’associazione aveva appena scoperto che la mariuana era/è la canapa.

Poche persone ai tempi si resero conto che la minaccia mortale della quale avevano letto sulle prime pagine dei gironali di Hearst in realtà era l’inerte canapa. L’AMA considerava la canapa una MEDICINA alla base di molti farmaci venduti negli ultimi cento anni.

Nel settembre del 1937 la canapa diventò illegale. La pianta più utile fra tutte quelle conosciute diventò una droga e il nostro pianeta sta soffrendo da allora.

Il congresso ha proibito la canapa perché si era detto che, tra quelle conosciute, fosse la droga che causava più violenza. Anslinger, che diresse la Drug Commission per 31 anni, divulgò l’idea che la mariuana rendesse estremamente violento chi ne facesse uso. Negli anni ’50, sotto la minaccia comunista paventata dal maccartismo, Anslinger a quel punto diceva l’esatto contrario, cioè che la MARIUANA rendeva così pacifici che i soldati non avrebbero voluto combattere.

Oggi il nostro pianeta è in una situazione disperata e la terra sta soffocando perché molte zone di foresta vergine scompaiono. L’inquinamento, veleni e sostanze chimiche stanno uccidendo le persone. Questi gravi problemi potrebbero essere sconfitti se si industrializzasse la canapa. La biomassa naturale potrebbe supplire alle necessità energetiche del pianeta che al momento vengono prodotte dai combustibili fossili. Abbiamo consumato l’80% delle nostre riserve di petrolio e di gas e abbiamo bisogno di una risorsa rinnovabile. La canapa potrebbe essere la soluzione all’aumento dei prezzi del gas.

LA PIANTA MIRACOLOSA

La fibra di canapa è di qualità nettamente superiore a quella di legno e servono molte meno sostanze chimiche caustiche per produrre carta dalla canapa che dagli alberi. La carta di canapa non ingiallisce ed ha una durata molto lunga. In una stagione la pianta diventa rapidamente adulta, mentre gli alberi hanno bisogno di una vita intera.

TUTTI I PRODOTTI DI PLASTICA DOVREBBERO ESSERE DERIVATI DALL’OLIO DI SEMI DI CANAPA. La plastica di canapa è biodegradabile! Col tempo si distruggerebbe e non danneggerebbe l’ambiente. Le materie sintetiche a base di petrolio, quelle che conosciamo noi, contribuiscono a rovinare la natura perché non si distruggono, e provocheranno gravi danni in futuro. I processi di produzione dei numerosi tipi di plastiche naturali di canapa non rovineranno i fiumi come hanno fatto la Dupont e altre società petrolchimiche. L’ecologia non si integra coi piani dell’industria petrolifera e con la macchina politica. I prodotti di canapa sono sicuri e naturali.

LE MEDICINE DOVREBBERO ESSERE PRODOTTE CON LA CANAPA. Dovremmo tornare ai tempi di quando l’AMA appoggiava le cure a base di canapa. La ‘MARIUANA medicinale’ è distribuita legalmente solo ad un ristrettissimo gruppo di persone, mentre gli altri sono serrati nella morsa di un sistema che fa affidamento sulle sostanze chimiche. La canapa porta solo beneficio al corpo umano.

LA FAME NEL MONDO POTREBBE FINIRE. Dalla canapa si possono ricavare molte varietà di cibi. I semi contengono una delle fonti maggiori di proteine in natura. INOLTRE: contiene due acidi grassi essenziali che ripuliscono il corpo dal colesterolo e che non si trovano altrove in natura! Il consumo di semi di canapa è la cosa migliore che si possa fare per il proprio corpo. Mangiate semi di canapa crudi.

I VESTITI DOVREBBERO ESSERE FATTI DI CANAPA. Gli abiti di canapa sono estremamente resistenti e duraturi nel tempo. I vestiti di canapa potrebbero essere passati ai propri nipotini. Oggi esistono società americane che producono vestiti di canapa, di solito con il 50% di questa fibra, ma le fabbriche di canapa dovrebbero essere dappertutto, e invece sono quasi sempre clandestine. Non si può fare pubblicità dei prodotti superiori di canapa sulla televisione fascista. Il Kentucky, che una volta era il primo stato produttore di canapa, ha PROIBITO DI INDOSSARE abiti di canapa! Rendiamoci conto: si può finire in galera per aver indossato dei jeans di buona qualità!

Il mondo è impazzito… ma questo non significa che bisogna far parte dei pazzi. Uniamoci e diffondiamo le informazioni. Raccontiamo a tutti la verità, compresi i nostri bambini. Usiamo prodotti di canapa ed eliminiamo la parola ‘MARIUANA’, diventando consapevoli della storia della sua nascita. Rendiamo politically incorrect pronunciare o stampare la parola M. Combattiamo la propaganda (creata per favorire i piani dei super ricchi) e le menzogne. In futuro dovremo usare la canapa perché abbiamo bisogno di una fonte di energia pulita per salvare il nostro pianeta. INDUSTRIALIZZIAMO LA CANAPA!

Le società produttrici di liquori, tabacco e petrolio finanziano con milioni di dollari al giorno la Partnership for a Drug-Free America ed altre istituzioni simili. Tutti noi abbiamo visto le loro pubblicità. Ora il loro motto è diventato: ‘È più pericolosa di quanto si creda.’ Le bugie delle potenti corporation, che iniziarono con Hearst, sono vive e vegete ancora oggi.

Il lavaggio del cervello continua. Ora le pubblicità dicono: Chi compra uno spinello contribuisce agli omicidi e alle guerre tra bande. L’ultima campagna contro la canapa dichiara: Chi compra uno spinello… promuove il TERRORISMO! Il nuovo nemico (il terrorismo) ha spianato la strada al lavaggio del cervello in qualsiasi maniera che LORO reputino appropriata.

Esiste solo un nemico e sono quelle care persone alle quali pagate le tasse: i guerrafondai e i distruttori della natura. Attraverso i vostri finanziamenti stanno uccidendo il mondo proprio davanti ai vostri occhi. MEZZO MILIONE DI MORTI ALL’ANNO A CAUSA DEL TABACCO. MEZZO MILIONE DI MORTI ALL’ANNO A CAUSA DELL’ALCOL.

L’ingestione del THC, il principio attivo della canapa ha un effetto positivo e migliora l’asma e il glaucoma. Uno spinello tende ad alleviare la nausea causata dalla chemioterapia. Con la canapa viene fame. È un modo di essere sano.

È una pianta ALIENA. Ci sono dimostrazioni fisiche che la canapa non è come le altre piante di questo pianeta. Si potrebbe concludere che sia stata portata qui a beneficio dell’umanità. La canapa infatti è l’UNICA pianta in cui i maschi e le femmine hanno un aspetto molto diverso, fisicamente! In ambito vegetale nessuno parla di maschi e di femmine, perché le piante non mostrano il loro sesso, ad eccezione della canapa. Per determinare il sesso di una qualsiasi pianta Terrestre normale bisogna guardare all’interno, nel suo DNA. Un filo d’erba maschile ha lo stesso aspetto fisico di un filo d’erba femminile. La pianta di canapa ha un’intensa sessualità.

LA CANAPA È ILLEGALE PERCHÈ I MILIARDARI VOGLIONO RIMANERE MILIARDARI!

DI   DOUG YURCHEY – 2005

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8 Commenti, Commenta o fai un Ping

  1. Luca - Data: 8/12/2010 20:15:13 - IP: 80.33.17.xxx

    Grazie Davide!

    Current score: 0
  2. Antonio - Data: 8/12/2010 20:30:29 - IP: 151.56.15.xxx

    La marijuana – spesso chiamata erba, maria, fumo, canna, spinello, brace, paglia – è una mistura grigio-verde di foglie, gambi, semi e fiori secchi triturati della “Cannabis sativa” (la pianta della canapa), della “Cannabis indica” (canapa indiana) o di incroci con la “Cannabis ruderalis”. La maggior parte dei consumatori di marijuana fuma questa droga attraverso sigarette preparate manualmente chiamate spinelli (o “joint”) ed in numerosi altri modi; alcuni utilizzano pipe o pipe d’acqua, chiamate “bong”. Si sta diffondendo anche l’uso di sigari di marijuana, chiamati “blunt”. Per realizzare i blunt, gli utilizzatori tagliano i sigari e sostituiscono il tabacco con la marijuana, spesso combinata con un’altra droga, come crack o cocaina. La marijuana può anche essere usata nel tè e talvolta miscelata col cibo.
    Il principale principio attivo contenuto nella marijuana è il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), che origina gli effetti di alterazione mentale caratteristici dell’intossicazione da marijuana. La quantità di THC (che è anche il principio psicoattivo dell’hashish) determina la potenza e, pertanto, gli effetti della marijuana. Fra il 1980 ed il 1997, la quantità di THC presente nella marijuana è aumentata in maniera preoccupante negli Stati Uniti.

    Quali Sono gli Effetti della Marijuana sul Cervello?

    Cannabis e MarijuanaGli scienziati hanno appreso molto sul modo in cui il THC agisce sul cervello per produrre i suoi numerosi effetti. Quando qualcuno fuma marijuana, il THC si trasferisce rapidamente dai polmoni nel sangue, e la sostanza è trasportata agli organi attraversando il corpo, compreso il cervello. Nel cervello, il THC si connette a specifiche aree delle cellule nervose chiamate recettori di cannabinoidi ed influenza l’attività di queste cellule. Alcune aree del cervello hanno numerosi recettori di cannabinoidi; altre ne hanno pochi o non ne hanno affatto. Molti di questi recettori si trovano nelle aree del cervello che influenzano il piacere, la memoria, il pensiero, la concentrazione, la percezione del tempo e la coordinazione dei movimenti.

    Quali Sono gli Effetti Principali Derivanti dall’Uso di Marijuana?

    Gli effetti della marijuana iniziano subito dopo che la droga ha raggiunto il cervello e durano da 1 a 3 ore. Se la marijuana è consumata insieme a bevande o a cibi, gli effetti a breve termine iniziano più lentamente, solitamente da mezz’ora ad un’ora dopo l’assunzione, e durano più a lungo, anche 4 ore. Fumare marijuana causa il deposito nel sangue di quantità di THC molto superiori rispetto a quelle che derivano dall’assunzione della droga attraverso cibi e bevande.

    Pochi minuti dopo aver inalato il fumo di marijuana, il cuore di una persona comincia a battere più rapidamente, i passaggi bronchiali si rilassano e diventano più ampi, i vasi sanguigni degli occhi si espandono provocando i caratteristici occhi rossi. La frequenza cardiaca, solitamente di 70 – 80 battiti al minuto, può crescere da 20 a 50 battiti o più per minuto e, in alcuni casi, anche del doppio. Questo effetto è maggiore se altre droghe sono assunte insieme alla marijuana.

    Quando il THC raggiunge il cervello fa sentire la persona euforica, agendo sul sistema di ricompensa cerebrale (l’area del cervello che risponde a stimoli come il cibo e le bevande), come la maggior parte delle droghe da abuso. Il THC attiva il sistema di ricompensa cerebrale come quasi tutte le droghe da abuso, stimolando le cellule cerebrali allo scopo di rilasciare dopamina.

    Chi fa uso di marijuana può sperimentare piacevoli sensazioni, i colori ed i suoni possono sembrare più intensi ed il tempo sembra scorrere molto lentamente. La bocca diventa asciutta e l’utilizzatore può sentirsi rapidamente avvertire rapidamente gli stimoli della fame e della sete. Le mani potrebbero iniziare a tremare e diventare fredde.
    L’euforia passa dopo un po’ e la persona potrebbe sentirsi stanca o depressa. In alcuni casi l’uso di marijuana può produrre ansia, paura, diffidenza o panico.

    L’uso di marijuana altera la capacità della persona di memorizzare e ricordare gli eventi e di spostare l’attenzione da una cosa ad un’altra. Il THC inoltre interrompe la coordinazione e l’equilibrio legandosi ai ricevitori nel cervelletto e alle parti del cervello che regolano l’equilibrio, la postura, la coordinazione dei movimenti ed il tempo di reazione. Attraverso i suoi effetti sul cervello e sul corpo, l’intossicazione da marijuana può causare incidenti. Alcuni studi dimostrano che approssimativamente dal 6 al 10 per cento delle vittime di incidenti mortali risultavano positive al THC. In molti di questi casi è stata rilevata anche la presenza di alcol.

    Uno studio condotto dal “National Highway Traffic Safety Administration”, ha evidenziato che una singola dose, anche moderata, di marijuana altera le prestazioni alla guida di un automezzo. Inoltre, se una dose di marijuana, anche piccola, è assunta insieme a sostanze alcoliche, gli effetti prodotti sono notevolmente più elevati rispetto agli effetti che derivano dall’assunzione di una soltanto di tali droghe. Gli indicatori di guida utilizzati per questi test includono il tempo di reazione, la frequenza visiva di ricerca (l’autista che controlla le vie laterali), e la capacita di percepire e/o rispondere ai cambiamenti nella velocità relativa degli altri veicoli.

    Gli utilizzatori di marijuana che hanno assunto dosi elevate di droga possono manifestare psicosi tossiche acute, come allucinazioni, illusioni e spersonalizzazione – una perdita del senso di identità personale, o auto-riconoscimento. Benché le cause specifiche di questi sintomi siano ancora ignote, sembra che questi sintomi si verifichino più spesso quando una dose elevata di cannabis è consumata in cibo o bevande piuttosto che fumata.

    Quali Sono gli Effetti della Marijuana sulla Salute Fisica?

    Si è constatato che chi fa uso di marijuana incontra maggiori difficoltà nel tentativo di smettere di fumare tabacco. Questo è stato recentemente evidenziato da uno studio fra fumatori adulti che metteva a confronto chi fumava tabacco e marijuana e chi fumava solo tabacco. La relazione fra l’uso di marijuana ed il continuare a fumare era particolarmente forte in chi fumava marijuana quotidianamente al momento dell’intervista iniziale, 13 anni prima dell’intervista successiva.

    Uno studio su 450 persone ha evidenziato che chi fuma spesso marijuana ma non fuma tabacco ha maggiori problemi di salute e perde più giorni di lavoro dei non fumatori. In questo studio, molti dei giorni di malattia extra usati da chi fumava marijuana derivavano da malattie respiratorie.

    Perfino l’uso non frequente di marijuana può provocare bruciore e rossore di bocca e gola, spesso accompagnata da tosse pesante. Chi fuma marijuana regolarmente può presentare molti dei problemi respiratori che affliggono i fumatori di tabacco, come tosse e produzione di catarro quotidianamente, una frequenza maggiore di malattie respiratorie in forma acuta, un rischio maggiore di infezioni polmonari ed una tendenza maggiore a soffrire di ostruzione delle vie aeree.

    L’insorgere del cancro ai polmoni ed alle vie respiratorie può essere favorito dal fumare marijuana. Uno studio che confrontava 173 pazienti ammalati di cancro e 176 individui sani ha mostrato che fumare marijuana accresce la probabilità di sviluppare cancro alla testa o al collo e che quanta più marijuana viene fumata tanto più aumenta il rischio. Un’analisi statistica dei dati ha indicato che fumare marijuana raddoppia o triplica il rischio di cancro.

    La marijuana ha la capacità di favorire lo sviluppo del cancro ai polmoni e ad altre parti del sistema respiratorio perché contiene agenti irritanti e cancerogeni. Infatti il fumo di marijuana contiene dal 50 al 70 per cento in più di idrocarburi cancerogeni rispetto al fumo di tabacco. Il fumo di marijuana produce inoltre alti livelli di un enzima che converte determinati idrocarburi nella loro forma cancerogena, livelli che possono accelerare i cambiamenti che in definitiva producono le cellule maligne. Chi fa uso di marijuana, di solito inala più a fondo e trattiene il respiro più a lungo di chi fuma tabacco, il che incrementa l’esposizione dei polmoni a fumo cancerogeno. Questo vuol dire che, a parità di sigarette, fumare marijuana incrementa il rischio di cancro più che fumare tabacco.

    Alcuni degli effetti negativi causati dalla marijuana possono derivare dal fatto che il THC altera la capacità del sistema immunitario di combattere le malattie infettive ed il cancro. Esperimenti di laboratorio effettuati sottoponendo cellule animali ed umane al THC o ad altri componenti della marijuana hanno dimostrato che le normali reazioni di prevenzione delle malattie, di molte delle principali cellule immunitarie, sono inibite. In altri esperimenti, topi esposti al THC, o a sostanze correlate, sviluppavano infezioni batteriche e tumori più facilmente rispetto a topi non esposti a tali sostanze.

    Una ricerca ha indicato che il rischio di attacco cardiaco per una persona, che ha fumato marijuana, nella prima ora successiva all’assunzione, è quattro volte superiore rispetto al normale. I ricercatori suggeriscono che un attacco cardiaco potrebbe verificarsi, in parte, perché la marijuana fa crescere la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca e riduce la capacità di trasportare ossigeno del sangue.

    Quali Sono le Conseguenze dell’Utilizzo di Marijuana sulla Scuola, sul Lavoro e nella Vita Sociale?

    Gli studenti che fumano marijuana ottengono voti inferiori ad hanno minori probabilità di diplomarsi rispetto ai loro compagni non-fumatori. I lavoratori che fumano marijuana hanno più spesso problemi sul lavoro rispetto ai loro colleghi. Diversi studi hanno associato ai lavoratori che fumano marijuana un maggior numero di assenze, lentezza, incidenti, lamentele e cambio di lavoro. Uno studio fra i lavoratori comunali ha rilevato che gli impiegati che fumavano marijuana sul lavoro o al di fuori dell’orario di lavoro manifestavano dei comportamenti di rifiuto – come lasciare il lavoro senza permesso, sognare ad occhi aperti, svolgere questioni personali durante l’orario di lavoro o sottrarsi ai propri compiti, con conseguenze negative sulla produttività e sul morale.

    All’uso di marijuana sono associati depressione, ansietà e disturbi della personalità. Le ricerche dimostrano chiaramente che l’uso di marijuana ha la capacità di creare problemi nella vita quotidiana o peggiorare l’esistenza di una persona. Siccome la marijuana compromette la capacità di apprendere e di ricordare le informazioni, quanto più una persona usa marijuana tanto più sarà incapace di svolgere attività sociali, lavorative ed intellettuali. In uno studio sulla cognizione, gli adulti sono stati analizzati sulla base delle loro prestazioni. Chi faceva un notevole uso di marijuana ha ottenuto risultati notevolmente più bassi con riferimento alle abilità matematiche ed alla capacità di espressione verbale, rispetto a chi non fumava marijuana.

    Marijuana e Cannabis: Effetti, Dipendenza e Conseguenze d’AbusoInoltre, altre ricerche hanno dimostrato che gli effetti negativi della marijuana sulla memoria e l’apprendimento possono durare per giorni o settimane dopo che sono svaniti gli effetti più acuti della droga. Ad esempio, uno studio su 129 studenti universitari ha rilevato che chi faceva un forte uso di marijuana (chi aveva fumato marijuana in almeno 27 dei 30 giorni prima di tale studio), presentava notevoli problemi riguardo alle operazioni che richiedevano attenzione, memoria e apprendimento, anche se non aveva usato la droga nelle ultime 24 ore. Gli utilizzatori abituali di marijuana, in questo studio, avevano maggiori problemi a conservare e spostare la propria attenzione, nonché a registrare, organizzare e usare informazioni rispetto a chi aveva utilizzato marijuana non più di 3 volte negli ultimi 30 giorni. Di conseguenza, chi fuma marijuana una volta al giorno può operare ad un livello intellettuale ridotto per tutto il tempo. Recentemente, gli stessi studiosi hanno osservato che la capacità di ricordare le parole di un elenco da parte di un gruppo di fumatori abituali di marijuana è ancora compromessa una settimana dopo la cessazione dell’uso di marijuana, e ritorna normale dopo 4 settimane. Di conseguenza, perfino dopo un uso intenso di marijuana per un lungo periodo di tempo, se un individuo smette di usare tale droga, può recuperare alcune capacità cognitive.

    Altri studi hanno prodotto ulteriori prove sul fatto che gli effetti della marijuana sul cervello, a lungo andare, possono causare un deterioramento drastico delle capacità fondamentali della persona. Gli studiosi hanno assegnato ad alcuni studenti dei test per misurare la loro capacità di risolvere problemi e le loro caratteristiche emotive. I risultati hanno dimostrato come gli studenti, che già bevevano alcol e fumavano marijuana, erano svantaggiati rispetto ai loro compagni; questa cosa si accentuava però significativamente con il passare del tempo. Le analisi associano l’uso di marijuana, indipendentemente dall’uso di alcol, ad una ridotta capacità di “auto-rafforzamento”, un gruppo di abilità psicologiche che consentono all’individuo di conservare la propria fiducia e di perseverare nel perseguimento degli obiettivi.

    L’Uso di Marijuana Durante la Gravidanza può Nuocere al Bambino?

    Alcune ricerche hanno dimostrato che i bambini nati da donne che hanno fatto uso di marijuana durante la gravidanza manifestano risposte alterate agli stimoli visivi, un accresciuto tremito ed un pianto più acuto, che potrebbero indicare problemi nello sviluppo neurologico. Si è osservato che i bambini esposti alla marijuana, durante l’infanzia e gli anni pre-scolastici presentano maggiori problemi comportamentali e problemi nello svolgere compiti che richiedono percezione visiva, comprensione linguistica, attenzione continua e memoria, rispetto ai bambini non esposti alla marijuana. A scuola, è più probabile che questi bambini presentino dei deficit nelle abilità decisionali, nella memoria e nella capacità di prestare attenzione.

    L’Uso di Marijuana Crea Dipendenza?

    Marijuana e Cannabis: Effetti, Dipendenza e Conseguenze d’AbusoL’uso di marijuana per lunghi periodi può portare alcune persone alla dipendenza; così, queste persone usano la droga compulsivamente anche se ciò interferisce con la famiglia, la scuola, il lavoro e le attività ricreative. Il “National Household Survey on Drug Abuse” del 2001, stimava che 5,6 milioni di americani dai 12 anni in su avevano riportato problemi con le droghe illegali nell’ultimo anno. Di questi, 3,6 milioni presentavano i sintomi medici della dipendenza da droga. Più di 2 milioni presentavano le caratteristiche della dipendenza da marijuana/hashish. Nel 1999, più di 220.000 persone che hanno partecipato a dei programmi di disintossicazione, hanno affermato che la marijuana era la droga che usavano maggiormente.

    Insieme al desiderio, i sintomi della crisi d’astinenza possono rendere difficile smettere di usare la droga per chi ne fa uso da molto tempo. Chi prova a smettere sperimenta irritabilità, difficoltà di dormire e ansietà, nonché un’accresciuta aggressività nei test psicologici, che raggiunge il suo culmine circa una settimana dopo l’ultima assunzione della droga.

    Tratto da uno studio medico.
    Ignorante è chi per beneficio di pochi mette a rischio la vita di molti

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  3. Davide Iacono - Data: 8/12/2010 21:44:54 - IP: 79.9.62.xxx

    Sono le controindicazioni dei più comuni farmaci in commercio,non c è coerenza con l ultimo rigo.

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  4. Marcello - Data: 9/12/2010 02:09:12 - IP: 79.23.147.xxx

    Leggere questi articoli è sempre un sollievo..sapere che c’è gente che capisca quanto è vergognoso il PROIBIZIONISMO mi fa sperare in un futuro migliore.
    Antonio hai solo elencato tutte le sciocchezze pubblicate su internet..anche il fumo passivo di una sigaretta puo’ nuocere gravemente il bambino in gravidanza…ecc..ecc.. LA MARIJUANA NON HA MAI CAUSATO MORTI. a differenza di alcool,coca,eroina e tutte le le schifezze esistenti.

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  5. Antonio - Data: 9/12/2010 10:59:40 - IP: 87.11.143.xxx

    Il fumo di cannabis contiene numerosi agenti cancerogeni.

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?db=pubmed&cmd=Retrieve&dopt=AbstractPlus&list_uids=16054989&query_hl=3&itool=pubmed_docsum

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?db=pubmed&cmd=Retrieve&dopt=AbstractPlus&list_uids=1253890&query_hl=3&itool=pubmed_docsum

    http://www.norml.org/pdf_files/NORML_Cannabis_Smoke_Cancer.pdf

    Secondo i ricercatori britannici Theresa Moore (Universita’ di Bristol) e Stanley Zammit (Universita’ di Cardiff), esistono correlazioni tra consumo cronico della cannabis e psicosi: la rivista Lancet ha pubblicato un loro studio secondo il quale nei fumatori predisposti a malattie psicotiche,la marijuana possa aumentarne l’insorgenza del 41% [23].

    Esistono diverse difficoltà nello stabilire gli effetti e le conseguenze dell’uso di cannabis sulla guida: in primo luogo l’uso di cannabis è più comune in una fascia demografica nella quale è maggiore l’incidenza di incidenti stradali; le persone fermate per guida pericolosa e trovate positive al THC, spesso risultano positive anche all’alcol; non ci sono statistiche affidabili che possano fornire un parametro di riferimento: ad esempio, la percentuale di utilizzatori di cannabis che guida senza incidenti; inoltre, sussistono molti impedimenti di natura etica e legale che ostacolano le ricerche in questo campo. Uno studio del 2001 nel Regno Unito, del Transit Research Laboratory, ha indagato specificamente gli effetti dell’uso di cannabis sulla guida,[32] e rappresenta una delle ricerche più recenti e citate in materia. Il rapporto riepiloga le conoscenze attuali riguardo gli effetti della cannabis sulla guida e sul rischio di incidenti, basandosi su di una raccolta della letteratura pubblicata a partire dal 1994, e sul controllo in laboratorio di attività e compiti svolti da soggetti sotto l’effetto della cannabis.

    Lo studio identifica nei maschi giovani, tra cui il consumo di cannabis è frequente e in aumento, e tra cui è anche comune il consumo di alcolici, la categoria più a rischio di incidenti stradali, sia a priori che a posteriori. Questo è collegabile tuttavia anche ad inesperienza e a fattori maggiormente presenti in quella fascia d’età, inerenti alla percezione, l’accettazione o perfino la ricerca del rischio, alla micro-delinquenza, ecc. Queste variabili demografiche, psicologiche e sociologiche possono correlarsi sia con l’uso di droga sia col rischio di incidente, influendo sulla correlazione tra uso di droga e coinvolgimento in incidenti.

    Gli effetti della cannabis su compiti e test effettuati di laboratorio mostrano una chiara riduzione di capacità quali inseguimento di un oggetto, attenzione e altro, con modalità dipendenti dalla dose somministrata. Questi effetti però non sono altrettanto evidenti su attività reali come la guida di un’auto dal vivo o su un simulatore. Sia nella simulazione che nei test su strada, gli effetti sul comportamento alla guida nel periodo di tempo seguente all’assunzione di dosi elevate di cannabis risultano: uno stile di guida più cauto; una maggiore variabilità nella posizione sulla corsia e nella direzione seguita; tempi di decisione più lunghi. Sebbene questi risultati siano indice di un cambiamento rispetto alle condizioni normali, essi non riflettono necessariamente, di per se, una ‘diminuzione’ delle capacità di guida. Tuttavia suggeriscono, a tutti gli effetti, una diminuita capacità dal momento che i comportamenti citati potrebbero limitare le risorse e i franchi di sicurezza necessari a far fronte ad eventi imprevisti e di difficile gestione. D’altro canto può considerarsi di solito un certo sforzo di compensazione da parte del guidatore. I soggetti che hanno assunto cannabis sembrano di solito percepire soggettivamente una ridotta capacità e possono tentare di compensare, ad esempio, non effettuando sorpassi o rallentando e focalizzando l’attenzione quando sanno che sarà necessaria una loro reazione nella guida. Questo effetto di compensazione potrebbe rappresentare uno dei motivi per cui non risultano evidenze che il fumo di cannabis possa rappresentare un fattore di rischio per gli incidenti. Comunque niente di certo può essere stabilito in assenza di uno studio epidemiologico su larga scala del rischio.

    Nello studio citato in precedenza, nel 4-12% degli incidenti mortali si sono riscontrati livelli dei principi attivi della cannabis nel sangue. Tuttavia nella gran parte degli studi si è riscontrato come nella maggioranza di incidenti mortali dove si era riscontrato un uso cannabis, si era altresì verificata un’assunzione anche di alcol.

    È però da sottolineare che i tempi di latenza dei cannabinoidi nell’organismo,essendo liposolubili, possono essere anche di qualche settimana e quindi risulta difficile stabilire con un esame autoptico se il soggetto avesse assunto cannabis al momento della guida,piuttosto che nei giorni precedenti. Per il suddetto motivo è anche difficile stabilire tramite screening sublinguale di sostanze stupefacenti l’esatto lasso di tempo intercorso dall’assunzione.

    Lo studio stima una soglia di 11ng/ml di THC nel sangue come la dose equivalente al limite di alcol per la guida in Inghilterra, sebbene gli effetti della cannabis sulla guida durino fino a circa un’ora dopo l’assunzione ma non si protraggono oltre. L’alcol da solo o in combinazione con la cannabis determina una più spiccata riduzione della capacità di guida, un aumento della probabilità di essere coinvolti o di causare incidenti. Infine, il rischio di incidente non può essere quantificato in assenza di dati di riferimento per gli incidenti non mortali.

    A simili conclusioni giungono monitoraggi e studi effettuati dai governi di Australia, Regno Unito, Nuova Zelanda e Stati Uniti (vedi qui per un elenco di questi studi). Gli studi nei quali si è riscontrato che la cannabis ha effettivamente un’influenza negativa sulla guida si basano di solito su test di sobrietà effettuati a bordo strada (vedi ad esempio [3] questo studio del NIDA, un ente statunitense). Anche da studi che adottano questa metodologia risulta che la maggioranza di soggetti che risultavano positivi alla cannabis risultavano positivi anche all’alcol.

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  6. Falco Pellegrino - Data: 9/12/2010 22:35:15 - IP: 78.13.139.xxx

    @ Antonio “Ignorante è chi per beneficio di pochi mette a rischio la vita di molti”

    @ Davide Iacono “Sono le controindicazioni dei più comuni farmaci in commercio,non c è coerenza con l ultimo rigo.”

    @ Marcello “Antonio hai solo elencato tutte le sciocchezze pubblicate su internet..anche il fumo passivo di una sigaretta puo’ nuocere gravemente il bambino in gravidanza…ecc..ecc.. LA MARIJUANA NON HA MAI CAUSATO MORTI. a differenza di alcool,coca,eroina e tutte le le schifezze esistenti.”

    Senza stare a fare inutili “control C e control V” da internet per incollare tesi a favore e contro la canapa ed i suoi usi, vorrei esporvi anche io il mio pensiero, in un confronto amichevole e senza fini di polemica, in merito a questa delicata questione.
    Il sito da cui trae l’articolo il nostro amico Davide è uno di quei siti cosiddetti “complottisti” in cui sono esposti varie temi della quotidianità in cui essi sono visti da un altro punto di vista secondo cui su molte scelte ad alti livelli non si nasconderebbero intenti di bene per la collettività ma fini oscuri volti al tornaconto di pochi, al tentativo di dominio globale di poche società, ed in generale alla distorsione di tante realtà che non sono quelle sembrano. Su tanti temi si può essere d’accordo o comunque le varie tesi, anche se riteniamo che non siano condivisibili, devono essere quantomeno uno strumento per farci aprire gli occhi su tante cose che succedono nel mondo come ad esempio su quanto è accaduto veramente l’11 settembre o con la storia dei vaccini delle industrie farmaceutiche ed i generale a farmaci che non curerebbero veramente ma che terrebbero eternamente al guinzaglio il malato con un’assunzione perpetua, a vita di queste sostanze che non porterebbero mai ad una vera cura del problema e si tradurrebbero, di fatto, in una fonte di guadagno a lungo termine senza mai portare ad una guarigione definitiva.
    Come dicevo se tanti di queste tesi complottiste sono condivisibili e meritano la nostra attenzione non altrettanto ritengo si possa dire riguardo alla canapa. Se da un lato è indubbio che in passato vi siano state pressioni di tipo politico ed interessi che hanno messo in secondo piano la canapa dall’altra parte vorrei ricordare con poche parole e senza dilungarmi che il destino della canapa è rimasto segnato non già a causa di dette pressioni e interessi ma principalmente a causa della coltivazione del cotone, ben più performante della canapa. Dalla canapa si ricava una fibra sostanzialmente grezza, più adatta a corde e sacchi, mentre il cotone rende una fibra molto più versatile che può essere lavorata in modi molto diversi come quelli in filato ad alta resistenza per produrre i blu-jeans oppure a qualsiasi lavorazione intermedia per qualsiasi indumento o quelli morbidi per abbigliamento intimo e soffice. Per quanto concerne gli pseudo usi alimentari fino alla produzione di “plastica” di fatto anche qui la canapa è ampiamente battuta dal mais, adatto sia all’alimentazione umana che animale, e molto più facile da coltivare e da cui la moderna industria sta ricavando anche i sacchetti di plastica biodegradabili. Senza passare ad altre argomentazioni penso che già l’esempio del cotone e del mais possa bastare per spiegare la motivazione del vero declino della canapa.
    Per quanto concerne l’uso come sostanza stupefacente e gli usi cosiddetti “curativi” credo che anche qui vadano fatte le opportune distinzioni ed anche qui non vado ad elencare gli innumerevoli studi ampiamente reperibili su internet ma cerco di usare il buon senso. Gli usi cosiddetti “curativi” di qualsiasi sostanza stupefacente sono ampiamente noti in campo medico e non abbisognano di particolari spiegazioni in quanto queste sostanze, agendo principalmente sul sistema neurologico, sono pressoché utilizzate nelle terapie del dolore. A questo punto cerchiamo di mettere dei punti fermi e cioè quando si dice “uso curativo” va specificato che una sostanza stupefacente non “cura” proprio un bel niente poiché l’uso esclusivo è quello nella terapia del dolore o in capo anestetico quindi utilizzate non perchè facciano bene ma perchè, pur con pesanti e gravissimi effetti deleteri per la salute, servono a contrastare e sopportare problemi di salute ben più gravi a cui fanno da contrappeso. Persone che hanno indicibili sofferenze, come ad esempio i malati terminali di cancro, sono sottoposti a queste terapie spesso a base di oppiacei (morfina, eroina, metadone ecc.) non perchè, come già detto, siano benefiche ma solo per sopportare con droghe le indicibili sofferenze che queste persone, comunque destinate alla morte, devono affrontare. Anche le anestesie che vengono praticate, di fatto, sono un mix di droghe ed in qualsiasi ospedale, se se ne può fare a meno, l’anestesia totale è sempre ampiamente sconsigliata (infatti per praticarla si richiede uno specifico consenso del paziente) a favore magari dell’anestesia “spinale” meno invasiva e con meno effetti collaterali. Anche queste sostanze, pur se risaputo che fanno male, sono utilizzate per un fine superiore che spesso è finalizzato a salvare la vita del paziente con un’operazione chirurgica.
    Tornando alla canapa ed alle altre droghe cosiddette leggere spesso fa sorridere ogni tanto questi pseudo articoli scientifici sul lato benefico della droga che aiuterebbe a sopportare tanti problemi della vita. Come già illustrato prima gli usi in questo senso sono noti ma come sempre in questo genere di “riabilitazioni” di queste sostanze si sottace sempre sui gravissimi effetti collaterali sulla salute umana. Spesso si citano anche i popoli selvaggi che vivono nella varie giungle e molto spesso si citano gli indios che ne fanno un uso abituale per sopportare dolori di ferite o mal di denti e sono comunque persone attive, abili cacciatori e quant’altro, però poi tutti alla fine “dimenticano” che in queste popolazioni che non hanno nessun contatto con la civiltà la vita media spesso non supera i 35 anni. Cercando di chiudere senza nessun intento polemico, credo che si possa indiscutibilmente affermare che fra gli studi sin ora compiuti, sia fra quelli considerati “orientati”, e cioè fatti da grossi gruppi industriali che possano avere interessi commerciali, sia di quelli indipendenti e quindi con maggiore garanzia di indipendenza e serietà, nessuno abbia dimostrato eventuali effetti benefici di qualsiasi droga, da quelle leggere a quelle pesanti. Inutile poi fare paragoni con tabacco e alcol poichè anche qui è ampiamente dimostrato che gli effetti nocivi sono ben maggiori e molto più rapidi come giustamente ci fa notare il nostro buon Antonio. Quando poi Davide Iacono afferma che “sono le controindicazioni dei più comuni farmaci in commercio, non c è coerenza con l ultimo rigo” beh direi che la coerenza invece c’è poiché un farmaco, anche se con effetti collaterali gravi per salute, sostanzialmente serve per curare qualcosa che potrebbe fare danni più gravi, insomma tra il male maggiore il male minore. Pensiamo all’antitetanica che se uno legge il foglio illustrativo sbianca in volto a leggere i rischi elencati, eppure se uno fa l’iniezione lo fa per evitare possibili danni ancora maggiori, oppure si pensi ai farmaci contro la meningite e a qualsiasi altro farmaco che pur con i suoi effetti collaterali ci può permettere, però, di uscire da situazioni ben più pericolose accettando dei rischi. Non così invece chi fa uso di droghe per il puro gusto di farlo, qui ci si fa del male gratuitamente e basta. Sia ben chiaro che io non giudico chi fa queste scelte perché credo che ognuno abbia la libertà di gestire la propria vita come meglio crede pur nella consapevolezza di sottoporsi a pratiche nocive per la salute però almeno si abbia il buon senso di non propagandare queste pratiche come innocue o quasi come giusto esempio per gli altri. Riguardo infine al proibizionismo si può anche essere d’accordo a liberalizzare queste cose, non già perchè facciano bene ma solo perchè è palesemente inutile combatterle in quanto la malavita in un modo o in un altro riesce sempre a importarle a caro prezzo per chi le usa. Consentirne un uso a prezzo politico sarebbe una sconfitta per qualsiasi paese civile e di fatto anche l’Olanda in questo campo sta facendo dei passi indietro. Una scelta del genere non credo che sarebbe una conquista sociale ma solo un modo drastico e dannoso per la popolazione finalizzato solo ad evitare di ingrassare le mafie e farle smettere di dominare la società. Ognuno ha la sua coscienza ed ognuno sceglie quello che ritiene meglio per la sua vita e la sua salute però per favore smettiamola con questa storia che drogarsi, anche se si fuma solo lo spinello, faccia bene e questa cosa viene posta quasi come un esempio da imitare. Basta ! Basta con fumo, alcol e droga, la vita è bella, cerchiamo di viverla senza farci del male da soli !
    Vi saluto.
    Falco.

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  7. Davide Iacono - Data: 10/12/2010 12:29:14 - IP: 79.33.26.xxx

    Allora ……chiariamo un principio secco sul fumo : il vero cancerogeno o meglio quello piu incisivo deriva dalla carta delle sigarette ,che carta non è ( mistura di zolfo e altri combustibili ) esistono le cosiddette “cartine”(chi fuma tabaccco ha sempre l accendino a portata di mano perche tende a spegnersi) quelle son di carta e non è che facciano bene sia chiaro , meglio non fumare .
    Il mio primo commento ,come è la natura del post, è incentrato al globale utilizzo di petrolio nonché derivati , questi sono i “tutti” che trovavo incoerenti nel commento di Antonio.
    Il fumarla è inteso per pochi, il beneficio per il globo è scritto nell articolo, ed è palese secondo me.
    Grazie anche a Falco per la sua analisi, il post fatto era per far capire le innumerevoli applicazioni della canapa,oscure per tanti ;-) .
    Poi personalmente tacciare la canapa come cancerogena o pianta della droga ,non regge proprio, fa piu morti l errato uso di sale che facciamo in cucina o di sigarette (la non carta),che la canapa questo è scontato ;-)

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  8. Paranormus - Data: 23/12/2010 22:47:22 - IP: 87.1.3.xxx

    Premettendo che questa non è una presa di posizione a favore o contro l’argomento ma solo una personale opinione su alcuni commenti a questo post che ho letto.

    Ottimo rimedio scientificamente provato contro l’ANORESSIA e sfido chiunque a mettere in dubbio che sia tra le più efficaci CURE, e non TERAPIE PALLIATIVE per fronteggiare questa particolare e pericolosissima PATOLOGIA. Anzi è il RIMEDIO alla stessa (condizioni del paziente permettendo).

    Per quanto riguarda l’aspetto ANTIDOLORIFICO, è esatto. È tra i migliori antidolorifici naturali. NATURALI capito? CAPITO??? Non come i CORTICOSTEROIDI o altri ANTINFIAMMATORI normalmente in commercio ma che vengono prodotti in sintesi dai laboratori delle multinazionali farmaceutiche. Insomma chimica che fa certamente male e ha in moltissimi casi anche minore efficacia.

    Fatevi un giro in Canada e poi venitemi a dire le stesse cose che avete appena scritto sui complotti ed i contro-complotti.

    Il Mais serve per l’appunto anche per mangiare e spero che tutti coloro che commentano questo post sappiano che da oltre 10 anni la crisi alimentare si è maledettamente aggravata a livello mondiale e particolarmente in quelle aree già povere e con scarsi approvvigionamenti di cibo. È risaputo che tale aumento celermente esponenziale è dovuto dalle esigenze di mercato che han visto nei biodiesel il futuro dell’investimento e allora si è resa evidente la scarsa disponibilità di mais e affini per alimentazione causa il loro maggior impiego nella produzione di bio carburanti.

    Vogliamo parlare ancora????

    Auguri di Buon Natale e un 2011 meraviglioso ma meno puritano per tutti!!!

    AVE MARIA!!!!!!!!

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