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La “Torre Saracena” sta per crollare sotto il peso dei debiti

| Pubblicato da Gennaro Romano |

Per la municipalizzata un destino analogo a quello della “Pegaso”. Dalla relazione dell’Ufficio Ragioneria emerge una situazione finanziaria drammatica, che rischia di portare al dissesto il Comune di Forio. In pochi anni accumulata una massa debitoria di 2 milioni e 100mila euro. Di qui la volontà del sindaco di procedere al commissariamento e quindi alla dismissione, affidando il servizio di nettezza urbana a privati
Nubi minacciose si addensano sul futuro della “Torre Saracena”, del Comune di Forio e di conseguenza dei cittadini contribuenti. Il problema è rappresentato dalla disastrosa situazione finanziaria. Con il nuovo anno, la municipalizzata ha azzerato due incarichi di consulenza esterna, con Ioele e Picardi. Un risparmio, certo, ma vista la situazione, è ancora poco. Come è noto la “Torre Saracena” è una società partecipata al 100% del Comune, dunque è dalle casse comunali che attinge tutte le risorse finanziarie. E se il bilancio della municipalizzata va in rosso, l’ente rischia il dissesto. Le risorse sono infatti troppo esigue a fronte dei debiti che la “Torre Saracena”, nella sua breve vita, ha già maturato. Per quanto attiene il recupero dell’evasione, gli uffici comunali preposti avevano previsto nel 2009 un rientro di 700mila euro, mentre invece ne sono rientrati 300mila. Il rimanente finirà a carico dell’ente, ovvero dei cittadini contribuenti. Tra l’altro, è noto che il recupero avviene nei confronti dei piccoli evasori (sottoposti a periodiche verifiche), mentre le grosse strutture economiche sono sempre privilegiate grazie ai compromessi con il mondo politico. Intanto, quasi a fine anno, l’Ufficio Relazione del Comune, in una relazione ha tracciato un quadro allarmante della situazione. Il dirigente dell’ufficio fa riferimento ad alcune note della società dalla quale si evinceva a fine settembre 2009 una perdita stimata di euro 12.178; somma che in altra comunicazione passava a 25.067 euro. Entro fine anno la perdita stimata si attesterebbe complessivamente intorno a 200/300mila euro. Somma che il Comune dovrà coprire con fondi di bilancio e quindi si vedrà costretto ad aumentare ancora le tasse. In base a una nota del CdA, riferisce poi che a tutt’oggi sono maturati debiti complessivi per 2 milioni e 100mila euro, di cui circa un quarto costituita anche dai debiti della defunta “Pegaso”. Un’agonia già vissuta proprio con la società del cavallo alato, ma evidentemente la lezione non è servita… Senza contare che, in caso di dismissione della municipalizzata, il tfr da pagare ai dipendenti farebbe lievitare ulteriormente la massa debitoria. L’allarme che lancia il responsabile del settore Ragioneria è chiaro: la società municipalizzata rischia di trascinare al collasso finanziario anche il Comune. I debiti accumulati, in buona parte anche per contributi non versati, possono essere infatti pagati solo con i soldi dell’ente. Il dirigente fa anche un calcolo di quanto necessita mensilmente alla “Torre Saracena” per onorare i pagamenti: all’incirca 90mila euro mensili. Resta comunque il peso della massa debitoria accumulata e che ovviamente aumenta ogni giorno che passa. Il tutto a fronte di un canone mensile versato dal Comune che, dopo l’ultimo adeguamento, ammonta a 78mila euro. C’è poi il nodo personale (rilevato dalla Pegaso), i cui livelli professionali sono troppo elevati per quella che è la piccola realtà della Torre Saracena. Inoltre, i dipendenti stagionali hanno avviato contenziosi per essere assunti a tempo indeterminato e in un caso il contenzioso si è già risolto a favore del lavoratore. Un’altra spada di Damocle che pende sulla società e sul Comune. Come se non bastasse, c’è il rischio concreto di non raggiungere la percentuale obbligatoria di differenziata, che è del 25%. I risultati finora conseguiti, si attestano poco al di sopra del 20%. Di fronte a un quadro così poco rassicurante, non c’è da meravigliarsi se l’intenzione del sindaco sia quella di procedere al commissariamento della municipalizzata per poi azzerarla ed affidare il servizio a privati. Allo stato è l’unica strada percorribile per evitare il dissesto del comune. In parole povere, la “Torre Saracena” è prossima a seguire lo stesso triste destino della “Pegaso”, liquidata dopo essere affondata sotto i debiti. Intanto, è recente la notizia dell’approvazione, a fine 2009, del decreto governativo n. 602 che chiude la fase della emergenza rifiuti in Campania e assegna la riscossione della tassa alle Province. Una decisione che ha già scatenato una rivolta dei Comuni, che si vedono “scippare” gli introiti della tassa sui rifiuti e preannunciano ricorso. Nessuno vuol rinunciare a questa entrata anche perché è prassi che Equitalia anticipi ai Comuni una parte di quanto poi riscuote per il recupero dell’evasione, rifacendosi poi con gli interessi, il più delle volte in modo irregolare, e ricorrendo finanche ai pignoramenti. Si innescano quindi contenziosi che il più delle volte si concludono con la vittoria dei contribuenti. Di novità per quanto riguarda il settore N.U. dunque, nell’anno appena iniziata ce ne sono già diverse. Speriamo solo che i contribuenti foriani non debbano pagare ancora una volta un conto salatissimo

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