La privatizzazione della Tirrenia non è stata sollecitata dalla Commissione europea
| Pubblicato da Redazione |L’Ass. Cascetta, la Finanziaria e gli sgravi ai privati
di Nicola Lamonica L’Ass. Cascetta della Regione Campania ed il Ministro ai Trasporti Matteoli hanno raccontate frottole ai loro amici di governo circa l’imposizione da parte della Comunità Europea della privatizzazione della Tirrenia e della sue consociate. Si legge, infatti, in una recente nota del 21 dic. ’09 del Direttore Generale ai Trasporti dell’Esecutivo Comunitario che “la privatizzazione della Tirrenia non è stata in alcun modo sollecitata dalla Commissione europea”
In più l’Ass.re Cascetta, in disaccordo con la volontà del Suo Consiglio Regionale ha imposto, nella totale ” disattenzione di tutte le forze politiche “, un accordo di programma con il Governo Nazionale che vuole la privatizzazione del 49% della mai avviata Compagnia Regionale Marittima ( società COREMA ), che dovrebbe sostituire la Caremar. L’accordo è sul pacchetto patrimoniale e sulla privatizzazione anzitutto; ma stranamente coinvolge anche le linee che è bene ricordare che, a scadenza contratto caremar , appartengono alla Regione Campania.
Negli allegati scritti alcuni punti della solidale intesa privati- cascetta, dal 2002 ad oggi, e la posizione della Comunità Europea.
Isola d’Ischia 22 dic. 2009
L’Ass. Cascetta, la Finanziaria e gli sgravi ai privati
Essi meritano ! così la Regione Campania nobilita e premia i privati armatori del Golfo di Napoli in un suo recente scritto al Governo nazionale per perorare gli sgravi fiscali per il cabotaggio marittimo. I privati meritano perché coprono, il 70% dei servizi del Golfo di Napoli “ senza alcun corrispettivo né contributo”; in più “se i benefici fiscali non saranno prorogati, oltre al rischio di compromettere un servizio pubblico essenziale per la continuità territoriale delle isole, si prospetterebbero gravi ripercussioni sui livelli occupazionali e sulla competitività degli armatori … “; e non manca, nel citato scritto, una rassicurazione all’Armamento privato circa il futuro in “ un positivo riordino dell’intero mercato del cabotaggio marittimo” oltre che con “ un miglioramento qualitativo e quantitativo di tutti i servizi di collegamento per le isole”. Fin qui le esternazioni dell’Ass.re Cascetta, almeno per quanto ci è dato conoscere attraverso il Comunicato Ansa del 15 dic. scorso.
In verità non è la priva volta che l’Ass. Cascetta si mobilita per i privati e, quando lo fa, dà sempre a loro una grande e incondizionata disponibilità istituzionale, a prescindere da ogni altra considerazione e l’intesa che ne deriva è tanto solidale che qualsiasi “ marachella” dei privati armatori viene sempre felicemente superata; e ciò in un contesto che già di per sé è ad essi favorevoli per la mancanza di applicazione di regole già scritte e di controlli istituzionali sui servizi.
Non è la prima volta, dicevo, ed il ricordo va per primo al 2002, cioè quando la Regione Campania – dopo aver fissate le “ linee guida dell’organizzazione oraria e tariffaria dei servizi pubblici di trasporto marittimo “ e quindi il relativo quadro dei servizi minimi – a poche ore prima dall’approvazione della legge 3/2002 cede alle lusinghe ed alle pressioni dei privati e ad essi affida senza procedura di gara ( ! ) i servizi con atti di sottomissioni. Una formula cascettiana del tutto del tutto arbritaria, condannata anche dal Garante sia per le conseguenze che ne derivano in termini di distorsione del mercato, sia per la illegittimità dell’atto in quanto non era applicabile ai concessionari di linea allora ( trattandosi di nuovi servizi ! ) il mantenimento degli affidamenti ai sensi dell’art. 3 bis della legge 422/91, sia pure in un periodo transitorio fino al 2003.
Ma il ricordo va anche al 2003; a quanto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato afferma, al punto 7, nella sua segnalazione al Parlamento ed al Governo ( rif. AS269 del 06/11/2003 ) in relazione alla estensione degli obblighi di servizio. Egli ci ricorda che “… la Regione Campania è intervenuta, in primo luogo, invitando il Ministero dei trasporti ad innalzare le tariffe ordinarie per aliscafi praticate da Caremar. L’aumento di tali tariffe ….. ha facilitato un riallineamento verso l’alto del prezzo di tutte le imprese firmatarie del documento di adesione (o atto di sottomissione ndr) “ ; e recentemente, tanto per citare solo alcune testimonianze, alla rimodulazione, sia pure transitoria, del quadro dei servizi minimi del Golfo di Napoli con soppressioni di corse avvenuta nel luglio 2009, senza alcun confronto nella Consulta Regionale e con gli Enti Locali. “ E’ l’ennesimo favore fatto ai privati che svincolati così dagli obblighi dei servizi minimi avranno la possibilità di inserire sulle linee temporaneamente soppresse fino al 15 settembre “09 corse straordinarie senza alcun vincolo tariffario per i residenti ed i lavoratori pendolari”, così in un comunicato stampa Autmare di allora.
A dire il vero, a tanta disponibilità di Cascetta, però, non corrisponde uguale gratitudine da parte dell’Armamento privato che, quando è sollecitato dai propri affari, infatti non Gli risparmia grattacapi e per difendersi i privilegi di mercato di cui gode sfida finanche la legalità e le istituzioni con la pratica delle serrate: nel novembre del 2005, nel gennaio 2006 ed a marzo 2007; a dicembre del 2008 c’è, poi, la minaccia di una serrata a tempo indeterminato nei primi giorni del 2009 rientrata all’ultimo minuto per l’incalzare della protesta degli utenti; e quindi il rilancio della sfida, sia pure da una sola parte del fronte, nella seconda decade di gennaio; … tanto per non inoltrarci molto nei dettagli!
Nel richiamato comunicato stampa nessun riferimento ai Sindaci ( il loro comportamento è provatamente rassicurante per Cascetta: “ è ..tten’ fatt’ “ si direbbe con un’efficace espressione napoletana ) e se c’è quindi una rassicurazione da fare sul futuro essa va rivolta soltanto ed esclusivamente ai privati armatori. Niente, neanche, per gli utenti!
Avremmo preferito – e sicuramente non nella lettera di cui sopra. ma nei fatti – che Cascetta legasse finalmente il suo impegno istituzionale al cambiamento dell’attuale realtà del Golfo di Napoli che per quanto riguarda l’armamento privato, da caotica com’era, con la sua politica si è cristallizzata sugl’interessi di un cartello di affari. Ce utilizzasse il Suo tempo a prendere coscienza delle esigenze delle comunità isolane e del contesto sociale e politico che ne soffoca le aspirazioni è condizione essenziale, per affrontare il presente e per organizzare il futuro che, a nostro avvivo e nel campo marittimo e nel Golfo di Napoli in particolare, roseo non è, se è vero come è vero che la privatizzazione 1 che sta per avviarsi s’impadronirà anche delle corse sociali Caremar e che nulla sinora è stato fatto di concreto per adeguare gli anni 2000 alle esigenze primarie delle comunità isolane che sono anche di sviluppo, in più per dare vita ad una società che facesse propria i riferimenti ideali della 169/75. Nicola Lamonica
VIA LIBERA DELLA COMMISSIONE EUROPEA AL RIASSETTO DEL GRUPPO TIRRENIA
Via libera condizionato della Commissione europea al riassetto del gruppo Tirrenia. Dopo un confronto durato mesi, Bruxelles ha appena inviato a Roma una lunga lettera nella quale le modalità dell’operazione messe a punto dalle autorità italiane sono definite “accettabili” purché vengano rispettate precise e numerose condizioni.
Nella stessa lettera, il direttore generale ai trasporti dell’esecutivo comunitario, sollecita le autorità italiane a realizzare l’operazione “in tempi rapidi”. E visto che il processo di riorganizzazione andrà sicuramente oltre la scadenza del 31 dicembre 2009, annuncia che comunque proporrà alla Commissione Ue la messa in mora dell’Italia – nell’ambito della procedura d’infrazione aperta – per “errata applicazione” del regolamento europeo sul cabotaggio marittimo. Procedura che potrà essere interrotta o archiviata “non appena” le autorità italiane avranno riportato la situazione in linea con il rispetto delle norme europee.
Nelle otto pagine del documento, in data 21 dicembre 2009, si ricorda innazitutto che “la privatizzazione della Tirrenia non è stata in alcun modo sollecitata dalla Commissione europea”. E che la decisione di vendere in blocco la società, piuttosto che fare gare per l’aggiudicazione di singoli contratti di servizio pubblico, “forza non poco” le regole in materia di cabotaggio marittimo poiché mette automaticamente fuori gioco gli armatori non interessati a rilevare l’azienda. L’Italia dovrà limitare allo stretto indispensabile il servizio pubblico e, in questa ottica, fornire alla Commissione informazioni supplementari sui collegamenti tra Genova e il nord della Sardegna, tra Civitavecchia e Olbia, tra l’Italia e l’Albania, nonché sui servizi Caremar nel Golfo di Napoli e l’aumento delle frequenze, in alta stagione, dei collegamenti svolti da Tirrenia. Ma dovrà anche essere garantita la massima trasparenza e la non discriminazione della procedura di privatizzazione e l’operazione dovrà essere notificata a Bruxelles per verificarne la compatibilità con le norme Ue sugli aiuti di Stato. Inoltre, le risorse finanziarie destinate a Tirrenia dovranno rientrare nell’ambito della compensazione del servizio pubblico. Quanto alle misure di carattere sociale, la Commissione evidenzia che esse “dovrebbero applicarsi solo ai dipendenti licenziati in occasione della privatizzazione” e che, nell’ambito della gara, non dovrebbero essere posti condizioni “di natura pubblica”, come l’obbligo di mantenere i livelli occupazionali. su teleischia 22 dic. 2009





























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