La presunta assenza di regole in Internet
| Pubblicato da Redazione |di Stefano Quintarelli Leggendo opinionisti qua e là parrebbe che chi posta su un blog o un forum una cosa illecita non abbia a risponderne in alcun modo. Alcuni chiamano questa presunta facoltà “libertà”, altri “anarchia”. Secondo me, sbagliano entrambi. Questa facoltà è presunta, la verità sta in mezzo; la libertà è un punto di equilibrio che si trova all’intersezione tra la propria e quella altrui. Tutti devono poter esprimersi e ciascuno ha il diritto che venga tutelata la propria reputazione, onore e decoro (in rete la possibilità di rettifica è generalmente più accessibile che sui mezzi fisici).
Leggendo opinionisti qua e là parrebbe che chi usa strumenti telematici per commentare o intervenire sia totalmente anonimo. Per alcuni ciò è una facoltà irrinuciabile, per altri è il male assoluto.
Secondo me, sbagliano entrambi.
Questo anonimato è presunto, la verità sta in mezzo; l’anonimato è un punto di equilibrio tra il proprio diritto di espressione e quello della Società di enforcement delle norme. Non si deve essere tutti identificati ma ciascuno deve poter essere identificabile, nei casi e modi previsti dalla legge (e in rete la possibilità di identificazione è generalmente più concreta che nel mondo fisico).
Alcuni (e mi piaono soprattutto i più tecnologhi) ritengono che, dato che non può esservi un enforcement assoluto nè per una fattispecie, nè per l’altra, nulla possa essere normato. Per alcuni ciò è un bene, per altri è una sciagura.
Secondo me sbagliano entrambi.
Questa impossibilità è presunta. Nessuna norma consente l’enforcement assoluto, matematico. Ogni strumento può essere usato per il suo scopo legittimo o per offendere. E in questi casi la legge sanziona i comportamenti deviati.
In definitiva, Internet non è cosa terza rispetto alla vita, fa parte della vita, e delle sue regole, norme e leggi.
Da “Amo Internet“(per un uso responsabile e libero della rete)
Internet e il web oggi sono nella vita di miliardi di persone in tutto il pianeta. Non rappresentano un mondo a sè, ma uno strumento di cultura, progresso, impresa e comunicazione. L’utilizzo di questi strumenti non richiede nuove leggi, laddove già quelle esistenti definiscono quali comportamenti sono ammessi e quali sono proibiti. Il controllo eccessivo di Internet non solo non è tecnicamente possibile e fallimentare ovunque sia stato tentato, ma comporterebbe un’esclusione dalla costruzione e partecipazione attiva dal presente e futuro degli italiani.





























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