Ischia: locale contro globale
| Pubblicato da Massimiliano Iacono |Il mondo sta cambiando ed anche Ischia viene catapultata nella competizione del mercato globale. I suoi connotati primordiali, genuini lasciano spazio all’aggressività , alla competitività , alla modernizzazione, all’assecondamento delle regole del mercato, per non soccombere. Sulla scia di ciò che avviene nel mondo, vengono costruite strade, alberghi, ville, palazzi: i contadini e i pescatori che fiutano il business hanno già cambiato mestiere da tempo. Flussi di denaro si riversano nelle tasche di molti ischitani che si possono così dedicare allo studio, allo sport, ai viaggi, al vestire bene. Nulla da invidiare ai “metropolitani”, si direbbe, ma qual’è la contropartita? La contropartita a questo supposto benessere è l’anima, quell’anima primitiva, ignorante ma generosa, che apparteneva all’isola antica. L’anima libera.
L’anima libera è un lusso, perché anche la libertà ha un prezzo, l’unico da pagare non con il denaro. Il tributo da sacrificare è la relazione con chi non ha attuato le stesse scelte, quindi la “moneta” con cui si paga la libertà è la solitudine. Vedere il mondo che va in una direzione e dirigersi all’opposto può provocare l’additamento da parte degli altri, la derisione, l’esclusione. Nei momenti di difficoltà , qualsiasi gruppo umano tende a serrare le fila, “sei con noi o contro di noi”, esaltare il senso di appartenenza, strutturare le decisioni generalizzando le premesse. Ne consegue paura del diverso, neutralizzazione del “non familiare”. L’unica scelta possibile in un mondo vissuto come ostile.
Ma cosa ne sarebbe di Ischia se, in un dato momento della sua storia, non si fosse attualizzata, adeguata al mondo ed all’economia contemporanea? Sarebbe un’isola diversa, forse derisa, più ignorante e quindi più attaccabile da parte degli scaltri, eruditi, conoscitori del mondo nuovo e dell’economia, ma forse è ciò che è già accaduto mentre dormivamo all’ombra degli alberi.
La strada non deve essere quella della globalizzazione, inquinamento, grosse imprese che fagocitano le familiari. Maggiore cooperazione, meno competitività . Partecipazione. Ischia, ma non solo, merita rispetto della natura, che non deve essere nemmeno deificata, messa lì in una riserva, ammirata come un circo, ma va vissuta, pescata, zappata, colta, senza abusi. La natura è lì a chiedercelo, e nemmeno ce ne stiamo accorgendo, imprigionati in un mediocre ma alto tenore di vita. Non è per offendere nessuno ma ditemi voi se non è mediocre farsi il bagno nei liquami o cogliere un fungo contaminato o un polipo in un copertone. Purtroppo sono cose che però sono capitate un pò a tutti. Senza rendercene nemmeno conto, perdiamo di vista la sostanza delle cose. Quasi viene accettato, tutto ciò, paradossalmente, per vivere bene.





























4 Commenti, Commenta o fai un Ping
greiscul... - Data: 23/3/2010 13:45:46 - IP: 78.136.162.xxx
grande max……e non aggiungo altro… con il tempo sei sempre piu profondo…
nadia penniello - Data: 23/3/2010 17:28:16 - IP: 79.22.85.xxx
l’analisi è puntuale e interessante, ora in sintesi. che proponi di operativo?
m@x - Data: 24/3/2010 14:34:27 - IP: 95.235.143.xxx
Se proprio devo essere operativo, propongo sensibilizzazione delle coscienze
peppe mazzara - Data: 25/3/2010 18:32:49 - IP: 87.11.87.xxx
sensibilizzare le coscienze e’ importante ma non basta.
Prima di tutto la sensibilizzazione deve essere organizzata, ed e’ un duro lavoro,secondo, poiche’ non viviamo in un mondo di mammole, bisogna considerare la necessita’ del conflitto – per carita’, non violento, propositivo
quanto si vuole – ma franco e consapevole nei confronti dei poteri apparenti e occulti che ci condizionano la vita anche a livello locale.
NOTA BENETi invitiamo a rispondere a “Ischia: locale contro globale”: