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Ischia, le siringhe infette e… un cercatore di funghi velenosi

di Bruno Mancini. Se non fosse a rischio (stavo per scrivere “Se non fosse in gioco” ma un gioco non lo è, e allora stavo per scrivere “Se non fosse in ballo” ma un ballo non lo è) l’incolumità specialmente dei bambini, ciò che sto per scrivere potrebbe benissimo indurre all’ilarità più sfrenata.

Ritorno per la terza volta in pochi giorni sulla vicenda che vede la pineta Mirtina, oasi meravigliosa nel centro della città d’Ischia a due passi dal famoso Caffè Calise e costata più di un sacco di lire alla nostra comunità, ormai resa impraticabile per una pericolosa quantità di siringhe usate (di quelle che notoriamente sono utilizzate, per meglio comprenderci, da gente che intende drogarsi.)

Noi adulti sappiamo bene il rischio (eccolo!) che corriamo procurandoci anche solo un graffio entrando in contatto con l’ago di una siringa adoperata da un drogato.
Noi adulti, quindi, se ne vediamo qualcuna abbandonata da qualche parte, evitiamo di toccarla.
Noi adulti, di solito, non rovistiamo tra le foglie secche di un parco pubblico.
Noi adulti, sempre di solito, non ruzzoliamo tra le pietre sconnesse e i tronchi caduti che fanno da “romantico” scenario lungo i tanti viali che pullulano nella meravigliosa pineta Mirtina (a tale proposito mi prefiggo di scrivere, e portare alla vostra attenzione, un dettagliato riepilogo della “storia” economica e giudiziaria che è ruotata intorno all’acquisizione prima, ed alla gestione poi, della pineta pubblicizzata come luogo adattissimo anche alla pratica dell’aromaterapia)

Ma i bimbi non hanno le nostre esperienze relative alle vigliaccate alle quali è sottoposta la natura.
I bimbi non sono coscienti dei pericoli che corrono… correndo allegramente in un parco pubblico
I bimbi non sono preoccupati nel toccare una foglia, un lombrico o anche un tubo trasparente che termina con un ago luccicante e che potrebbe essere addirittura una siringa infetta.

Dopo la mia pubblica denuncia del 12 Gennaio 2015 dal titolo “Siringhe infette in pineta Mirtina”, molti organi d’informazione locale hanno, giustamente, sensibilizzato le Autorità pubbliche a prendere immediati provvedimenti, ed in effetti, oggi, a distanza di due giorni qualcuno ha provveduto a rimuovere le siringhe identificate nelle foto annesse all’articolo.
Però ecco che, al “rischio” procurato dagli incivili “seminatori” di siringhe usate, si aggiunge il “rischio” (ancora lui) per la superficialità degli “addetti ai lavori” di rimozione dei pericoli pubblici.
E ne spiego la ragione.

In un secondo articolo pubblicato il 13 Gennaio con il titolo “Siringhe come funghi nella pineta Mirtina di Ischia” scrivevo tra l’altro“…Oggi, intorno alle ore 16, nella pineta Mirtina c’erano ancora non solo tutte le siringhe segnalate ieri, ma, cercando meglio insieme ad alcune mamme presenti nel parco in quanto allarmate per aver letto le notizie pubblicatene, ne abbiamo trovate anche altre.
Spuntavano quasi come funghi dal riparo di foglie secche e tronchi spezzati…”

Scrivendo Spuntavano quasi come funghi dal riparo di foglie secche e tronchi spezzati…” a me pareva chiaro che, oltre alla rimozione delle siringhe segnalate nelle foto, fosse opportuno indagare pure nei dintorni del luogo del ritrovamento e che, almeno in quella zona, fosse necessario provvedere alla rimozione delle foglie depositate ai margini del viale e tra gli arbusti adiacenti.

Oggi, 14 Gennaio, come ho già scritto, ho verificato personalmente che “… qualcuno ha provveduto a rimuovere le siringhe identificate nelle foto annesse all’articolo…” però, non avendo notato alcuna traccia di pulizia dell’area incriminata, mi sono preso la briga di smuovere, quasi come un cercatore di funghi, qualche macchia di foglie secche.
Pochi minuti dopo, quasi come un fortunatissimo cercatore di funghi, avevo già scovato TRE siringhe complete di aghi.

A questo punto, piuttosto che ergermi a giudice dei comportamenti altrui, preferisco lasciare alla vostra fantasia l’incombenza di definire la condotta di colui/coloro che ha/hanno “… provveduto a rimuovere le siringhe identificate nelle foto annesse all’articolo…”, lasciandone altre nei dintorni, e preferisco invitarvi a identificare le responsabilità dei loro “Capi” dopo aver compreso quali “ordini” abbiano dato e quali rimedi vogliano adottare allo scopo di restituire la pineta alla gioia dei bambini.

Io resto un cercatore di funghi velenosi per la società ischitana.


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